Garantire un adeguato apporto giornaliero di vitamina C aiuta a ridurre il rischio di cataratta e opacità oculari.

Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition e condotto da esperti della Tuft University di Boston, in collaborazione con l’Harvard University.

Per dimostrarlo i ricercatori hanno monitorato i comportamenti alimentari di 500 donne di età compresa tra i 53 e i 73 anni.

Hanno evidenziato, in particolare, che l’apporto giornaliero di almeno 362 milligrammi di vitamina C può ridurre del 57 per cento i rischi di insorgenza della cataratta corticale.

Inoltre, hanno osservato che l’uso di supplementi vitaminici da parte delle donne nel decennio che precede la soglia dei 60 anni è in grado di diminuire il rischio di sviluppare la cataratta del 60 per cento.

 

Che cos’è la cataratta

Per cataratta s’intende il fenomeno di opacizzazione del cristallino, con progressivo annebbiamento della visione. Il cristallino serve a mettere a fuoco le immagini ed è costituito soprattutto da acqua proteine.

Non sono attualmente note le cause esatte della cataratta. Sappiamo che, tra i fattori di rischio, ci sono l’età, il fumo, la malnutrizione e il diabete.

Agli inizi la cataratta può non dare sintomi. Il suo sviluppo è generalmente lento, pertanto la perdita visiva è graduale.

Quando insorgono, i sintomi più comuni sono:

  • visione annebbiata o sfocata
  • presenza di aloni e riverberi (in particolare in caso di luci forti, quali i fari di un’auto proveniente dalla direzione opposta),
  • diplopia (visione sdoppiata).

Dove si trova la vitamina C

Ortaggi e frutta: sono queste le fonti principali di vitamina C, soprattutto agrumi, kiwi, fragole, ribes nero, verdure a foglia scura (broccoli, crescione, spinaci, cavolo), pomodori e patate.

Assorted fruit on white background

L’acido ascorbico (altro nome della vitamina C) è molto sensibile alla temperatura, pertanto se si vuole mantenere attive tutte le sue proprietà occorre evitare di cuocere troppo i cibi.

Ed è preferibile consumare frutta e verdura fresche, meglio poi se sono conservate al riparo da luce e calore, ma non congelate.