(recensione di Laura Piva)

 

 

Autore: Luca Occhi
Editore: Damster
Collana: Comma21
Pagine: 160
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017
Chi sceglie le proprie vittime solo fra persone perbene?
Perché qualcuno dovrebbe voler uccidere la ragazzina più buona d’Italia?
È solo l’opera di un sanguinario assassino seriale o dietro c’è qualcosa di più?

Un colpo di pistola alla nuca. Un lungo elenco di vittime uccise con lo stesso modus operandi. Un fil rouge misterioso, che collega le vittime del presente a quelle di altre epoche e collocazioni geografiche.  Sarà il commissario Rinaldi a dover far luce su questa intricata vicenda che arriverà a toccarlo molto da vicino e lo costringerà ad uscire dalla sua “comfort zone” di burocrate senza più aspirazioni.

 “ Signore misericordioso ti prego spalanca loro gli occhi e se proprio non puoi allora chiudiglieli”

 

Un romanzo che si legge d’un fiato, grazie allo stile di scrittura brillante ed essenziale. La trama è molto originale e l’atmosfera è decisamente noir.  Sullo sfondo della vicenda si intravede il lato più oscuro di una inquietante Bologna.

Bellissimo esordio questo di Luca Occhi che ha coniato un suo personalissimo e seducente modo di scrivere noir.

 

L’AUTORE – Luca Occhi vive a Imola. Tra i fondatori di Officine Wort, (www.officinewort.it), nel 2016 si è aggiudicato la IV edizione del Premio Letterario Internazionale Città di San Giuliano Milanese e la VIII edizione del Garfagnana in Giallo per la sezione racconti inediti. Lettore onnivoro, ama smodatamente Stephen King e Jorge Luis Borges. Il secondo gli appare spesso in sogno, dove, seduti al Cafè la Perla de Caminito e davanti una bottiglia di Quarà, il Cabernet Sauvignon patagonico dal carattere scontroso, lo esorta bonariamente ad applicarsi nel cercare di scrivere sempre meglio. Una ventina di suoi racconti sono stati pubblicati in svariate antologie. Il Cainita è il suo primo romanzo.