La Passiflora (Passiflora Incarnata), nota anche con il nome Fiore della Passione, è una pianta erbacea rampicante perenne con foglie trilobate, fiori violacei screziati di bianco e frutti consistenti in bacche allungate e fibrose di colore giallo-arancio. E’ originaria del Nord America ed in particolare di Texas, Florida e Virginia.

Viene coltivata a scopi ornamentali e alimentarianche in Sud America e in Europa. Dai suoi frutti maturi, che nei Caraibi sono noti anche come “Maracuja“, privati del tegumento fibroso, si ricava una delicata marmellata.

La particolarità della pianta, a cui peraltro di deve il suo nome comune, è la morfologia delle infiorescenze, che presentano una particolare corona centrale, che ricorda la corona di spine del Cristo sulla Croce. Generalmente, i fiori hanno tre brattee di varia forma, a volte colorate e dotate di ghiandole nettarifere, il calice più o meno allungato, con 5 sepali, 5 petali a volte assenti; è normalmente presente una corona di filamenti di forma e colore variabile, con 5 filamenti che portano le antere e 3 stili recanti gli stigmi, a volte profumati o con odore sgradevole. La pianta, alle nostre latitudini, fiorisce da giugno a settembre.

USO TERAPEUTICO

La “droga”, ossia la parte botanica utilizzata in erboristeria, consiste nella totalità delle parti aeree.
La sua azione è principalmente sedativa e ansiolitica e si realizza grazie ad un mix di flavonoidi, alcaloidi, cumarine, fitosteroli e oli essenziali.
I flavonoidi della Passiflora svolgono un’importante azione sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona del midollo spinale, adibito al controllo dei movimenti e dei centri del sonno. Recentemente è stato dimostrato che questi principi attivi sono in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine situati nel cervello, spiegando così l’azione calmante di questa pianta, che e la rende uno dei fitoterapici più utilizzati nei disturbi della sfera nervosa.

Grazie a queste caratteristiche, la Passiflora può essere efficacemente usata per:

– Favorire il riposo notturno
– Combattere la sindrome delle “gambe senza riposo” (Restless leg syndrome)
– Lenire l’ansia
– Trattare i disturbi emotivi legati alla sindrome premestruale
– Ridurre l’irritabilità e gli sbalzi di umore legati a climaterio e menopausa
– Migliorare, con la sua azione spasmolitica, i sintomi legati alla Sindrome del Colon Irritabile e i dolori mestruali.

Grazie alla sua capacità provata di legarsi agli stessi recettori a cui si legano i più comuni farmaci ansiolitici, la pianta può essere efficacemente utilizzata nel cosiddetto “svezzamento da Benzodiazepine”, ossia nella sospensione graduale dei suddetti farmaci.

I preparati a base di Passiflora sono estremamente tollerabili. E’ tuttavia controindicato l’uso in gravidanza, poichè la pianta contiene armaline dotate di potenziale effetto simil ossitonico che possono determinare contrazioni uterine e parto precoce.

In commercio si trovano molti preparati a base di Passiflora: tisane, estratti idroalcolici, capsule.
Spesso, per avere un’azione sinergica, la Passiflora è associata ad altre piante con azione simile, come per esempio la Melissa e la Valeriana.

I preparati in tintura madre sono quelli più efficaci e più rapidi. In genere si assumono 30 gocce tre volte al di per avere un’azione ansiolitica oppure 30-50 gocce un’ora prima di coricarsi per favorire il riposo notturno.

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