Editore: Fernandel
Anno edizione:2019
In commercio dal:24 gennaio 2019
Pagine:256 
Genere: Noir

A bocca chiusa, romanzo d’esordio di Stefano Bonazzi, pubblicato per la prima volta nel 2014 dall’editore Newton Compton, racconta la genesi di un assassino. Un viaggio allucinato tra i deliri del protagonista, che partendo da un’infanzia di violenze e privazioni sfocia in un finale tragico e surreale.

«Credo che la morte abbia le sembianze di un signore distinto. Abiti scuri, scarpe lucide. Con i capelli bianchi come la neve, il viso pulito, senza barba né baffi. Me lo immagino camminare per le strade con un branco di cani neri al guinzaglio. Sono scuri come pantere, con le orecchie basse, sempre furiosi. Non fanno altro che sbavare e urtarsi tra loro per stare in testa al branco. Sono affamati e ringhiano contro chiunque passi loro vicino. Il signore distinto ce la mette tutta per tenerli al guinzaglio, ma ogni tanto uno gli scappa e la bestia si fionda indemoniata verso il primo disgraziato che incontra sul suo cammino. Gli salta addosso e gli strappa via l’anima a morsi. È così che muoiono le persone».

L’ afa d’agosto è insopportabile, soprattutto quando hai dieci anni e sei costretto a startene chiuso in casa con il nonno, una belva in gabbia la cui violenza trova sfogo su di te. E se non puoi frequentare gli altri bambini, anche tu diventi un animale solitario, destinato a crescere somigliando ogni giorno di più al tuo aguzzino. Così finisci per accogliere il seme del male. Lo covi per anni, lo senti germogliare, finché non spunta il desiderio di vendetta. Ma se la persona che ti ha allevato, trattandoti come una bestia, ora è morta, devi scegliere qualcun altro su cui sfogare la tua rabbia…

 

***

A Bocca Chiusa è un romanzo sorprendente, spiazzante e perturbante.

La scrittura è potente e incisiva. La trama, già di per sé molto originale, è gestita con autentica genialità dall’autore ferrarese che pone il  protagonista al centro di  spirale distruttiva. Un incubo senza fine che rende il lettore spettatore impotente  dell’angoscia di un bambino prigioniero di un nonno- orco. 

Ho letto questo libro con la pelle d’oca, perchè il racconto agghiacciante – e in prima persona-  di questo ragazzino di dieci anni è terribilmente realistico. Essere trascinati nei pensieri angosciosi e nei sogni di un bambino abusato è un’esperienza terribile, perchè non ci si può esimere dal pensare a tutti i casi saliti alla ribalta della cronaca negli ultimi anni e, soprattutto, a quelli di cui non si è mai saputo; perchè la famiglia, in certi casi non è solo fonte d’amore ma diventa anche il teatro dei soprusi più subdoli.

Questo romanzo, però, non si limita al racconto della violenza: parla anche del “dopo”. Perchè oltre alle ferite visibili, ci sono anche quelle della psiche, che sono quelle più pericolose, quelle che generano altri mostri.

Che genere di adulto può diventare un bambino che ha vissuto sulla sua pelle le violenze più inimmaginabili?

Questo libro è un viaggio sul confine labile che separa lucidità e follia, delirio e orrore quotiano, in una terra di mezzo sospesa tra la realtà squallida di una degradata periferia urbana e una dimensione onirica inquietante.

Per quanto mi riguarda è vero capolavoro di stile e sostanza.

Sarà un onore presentarlo nell’ambito della rassegna Grasparossa Noir 2019. ( 18 ottobre 2019, ore 19,30, presso Acetaia Boni di Solignano)

 

L’AUTORE

Stefano Bonazzi è nato a Ferrara, dove vive e lavora. Di professione grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Zhengzhou, Miami, Seul e Monaco. I racconti “Forse abbiamo esagerato”, “Niente Coma” e “Chi urla più forte” sono stati selezionati tra i finalisti del premio Nebbia Gialla 2015, 2016 e 2017 a cura di Paolo Roversi. E’ presente in numerose antologie, tra cui Gli Stonati (NEO editore). A marzo 2014 è stato pubblicato il suo primo romanzo A bocca chiusa per Newton Compton Editori di cui è stata pubblicata una nuova edizione a Gennaio 2019 (Fernandel). Nel 2017 è uscito il suo secondo romanzo L’Abbandonatrice (Fernandel).

 

 

 

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Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da due anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019.