Traduttore: C. Belliti
Editore: E/O
Collana: Dal mondo
Anno edizione: 2002
Genere: Narrativa/Crime
In commercio dal: 1 luglio 2002
Pagine: 416
Amabili resti - Alice Sebold - copertina
Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narrra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell’adolescenza.
***
Davvero “strano” questo romanzo che è stato un vero e proprio fenomeno editoriale dei primi anni del millennio.  
Lo definisco in questo modo perchè si tratta di un libro che sfugge a ogni tipo di “etichetta”.
Classificarlo in un genere già codificato è una missione impossibile: la trama prende avvio dall’omicidio -efferatissimo, peraltro- di una ragazzina, ma non possiamo definirlo come un thriller e nemmeno come un giallo, dato che manca completamente l’elemento della tensione e non ci sono misteri da svelare; nessuna epifania improvvisa attende al varco il lettore. Potremmo tentare di appiccicargli  la definizione “noir” ma, anche in questo caso, falliremmo miseramente. Dato che la voce narrante è quella dello spirito della ragazzina uccisa, potremmo tentare la via del fantasy, ma anche questa è una soluzione che non risulta convincente.
Incensato da una folta schiera di critici, amato dalle folle (anche per via della toccante vicenda personale dell’autrice) devo confessare che, per me, è stato una vera delusione.  Le cose che ho veramente detestato di questo libro sono soprattutto la lentezza esasperante con cui procede la storia e la scrittura eccessivamente “rosa”.
Se, da un lato, l’architettura del romanzo è estremamente innovativa poichè si avvale di  diversi escamotages narrativi interessanti (come per esempio il punto di vista, la voce narrante e la costruzione di una dimensione parallela che raffigura l’aldilà), è anche vero che queste stesse trovate stilistiche esigono un dazio molto pesante in termini di perdita di suspense.
Un punto a favore di Amabili resti è l’ambientazione “terrena” del romanzo che ci riporta alla provincia Americana degli anni ’70. Anni che hanno segnato indelebilmente  il costume e che sono tratteggiati con sapienza sullo sfondo della crisi familiare dipinta dall’autrice. No comment invece sulla versione ultraterrena, moderna e bislacca trasposizione del Paradiso dantesco.
L’AUTRICE
Libri di Alice SeboldScrittrice statunitense.
Nel 1999 ha pubblicato Lucky (edito in Italia da e/o nel 2003) un libro di ricordi sullo stupro subito nel 1981, quando studiava all’Università di Syracuse, nello stato di New York.
Nel 2002 ha pubblicato Amabili resti (subito uscito anche in Italia per e/o), un successo editoriale senza precedenti per un romanzo d’esordio.
Negli Stati Uniti ha pubblicato nel 2007 The Almost Moon, tradotto nello stesso anno anche in italiano con il titolo La quasi luna (e/o 2007).
Ora vive in California con il marito, lo scrittore Glen David Gold.
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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.