L’artiglio del diavolo (Harpaophytum Procumbes) è una pianta officinale appartenente alla famiglia delle Pedaliacee, che cresce spontaneamente nelle Savane e nelle zone desertiche dell’Africa.

La pianta si sviluppa crescendo in tipici stoloni striscianti e presenta vistosi fiori di colore rosso-violaceo. Ma la vera particolarità dell’Artiglio del Diavolo, a cui peraltro la pianta deve il suo nome e le sue proprietà medicamentose, è la radice uncinata. I rostri della radice costituiscono una vera e propria trappola per i roditori, che spesso vengono feriti a morte nel tentativo di cibarsene.

La radice, tagliata a pezzetti ed essiccata, costituisce la droga della pianta, ossia la parte utilizzata a scopi officinali.  Già in uso presso le tribù boscimani come medicamento per le ferite, digestivo e antipiretico, presenta spiccata attività antinfiammatoria ed è oggi molto utilizzato per trattare il dolore cronico dovuto a reumatismi, artrosi,  gotta o infiammazioni muscolo-scheletriche (sia in forma di integratore alimentare che in forma di pomata o cerotti transdermici).

Queste proprietà antiflogistiche sono dovute a particolari sostanze presenti nel suo fitocomplesso: in particolare, i fitosteroli (beta-sitosterolo) ovvero dei composti vegetali che manifestano un’azione antinfiammatoria simile al cortisone e l’arpagosite, un monoterpene che ha dimostrato di contrastare la formazione di alcuni mediatori dell’infiammazione (prostaglandine e ossido nitrico), responsabili di dolore e gonfiore.

Di norma bene tollerato, l’Artiglio del Diavolo può essere assunto per periodi prolungati senza particolari problemi. Occorre però evitarne l’assunzione sistemica in caso di gravidanza, allattamenento o in caso di assunzione di  farmaci cortisonici, anticoagulanti o antiaritmici con cui potrebbero, virtualmente, verificarsi interferenze. L’uso di preparati topici come pomate o cerotti contenenti tintura madre è invece scevro di controindicazioni.

http://www.pharmaglamour.org/prodotto/no-dol-5-cerotti/