Narrativa Noir Italiano

ASSASSINIO A VILLA BORGHESE -WALTER VELTRONI

Autore: Walter Veltroni

Editore: Marsilio

Collana: Lucciole

Anno edizione:2019

Genere: Giallo

Pagine: 205 

«Buonvino decise di andare a piedi da Villa Umberto fino al luogo del delitto. Ora quello scenario paradisiaco − verde e cultura, bambini e innamorati − gli appariva come un luogo sinistro, carico di misteri e grondante sangue»Villa Borghese – un enorme parco nel centro di Roma, grande più della Città del Vaticano e poco meno del principato di Monaco – è uno dei luoghi più incantevoli del mondo. Ha anche un’altra caratteristica che la rende unica al mondo: è il più grande parco culturale del pianeta. Ci sono ristoranti suggestivi come la Casina Valadier e bar deliziosi come quello del Giardino del lago. E poi le mille piante, i corsi d’acqua e le tante specie animali. Un mondo. Affascinante, colto, misterioso. Il sindaco, malato d’amore per la Villa, muovendo mari e monti alla fine riesce a farvi aprire un commissariato. «Per fare cosa» ironizzano i vertici della polizia, «arrestare i merli?» Decidono perciò di chiamare a raccolta, per il nuovo ufficio, un gruppo di soggetti che in vari commissariati hanno fatto danni o non hanno fatto nulla. Come i magnifici sette, ma al contrario. A guidarli, un maturo funzionario di polizia caduto in disgrazia. Un giorno, però, il pacifico tran tran del parco viene interrotto da un urlo. E nulla sarà più lo stesso, a Villa Borghese.

*****

Potrei riassumere la recensione di questo romanzo assai poco convincente con un monosillabico “mah“.

Al netto della mia simpatia, assolutamente apolica, per l’uomo Walter Veltroni, per la sua enciclopedica cultura e per i suoi toni sempre gradevoli e pacati, ho avuto non poche difficoltà a rapportarmi con questo giallo dalle mire piuttosto ambigue.

All’inizio, il romanzo e i personaggi caricaturali che lo popolano sembrano prendere la direzione dell’opera umoristica o del crime novel per ragazzi. Poi, andando avanti, subentrano alcuni dettagli piuttosto splatter che lasciano il lettore piuttosto interdetto e che stridono fastidiosamente con quell’ouverture così naïf. Procedendo ulteriormente, subentra un maggiore realismo nel plot e l’indagine di polizia che costituisce il fil rouge della narrazione acquisisce concretezza.

Lo stile di scrittura, pur se fluido e scorrevole, fa però cilecca proprio sul fronte dell’umorismo. I tempi comici delle battute sono piuttosto forzati e le continue citazioni cinematografiche (un filino troppo pressanti) non aiutano. Alcune freddure, come quella legata al nome del protagonista, vengono ripetute fino allo sfinimento. E, diciamolo, non fanno nemmeno ridere. Il testo è pieno zeppo di riferimenti culturali, storici e artistici, singolarmente interessanti, ma che diventano opprimenti e inutili nell’economia generale del romanzo. In alcuni punti il libro assume le sembianze di una vera e propria guida turistica di Villa Borghese: d’accordo fornire dettagli pittoreschi e ricostruire il fascino dell’ambientazione, ma questa dovizia di dettagli sottrae inevitabilmente spazio e pathos alla trama.

Un grande flop anche i personaggi, stereotipati e poco credibili, che si mantengono sempre a distanza di sicurezza dall’emotività del lettore, fluttuando sempre sulla superficie dell’ovvietà. Un microcosmo di poliziotti che annovera: un commissario pasticcione con un ex moglie lesbica, un narcolettico, un buddista di colore, due gemelli omozigoti ultracattolici, uno strabico, un nano , un pazzo, un ipocondriaco e una pin up cosa può originare se non una storia estremamente grottesca?

Sinceramente, credo che il giallo o il Crime in genere non siano fatti per Walter Veltroni, che con il suo bell’eloquio e la sua cultura enciclopedica possano esprimersi al meglio nella saggistica. Lo ringrazio comunque per aver riportato alla luce un’immagine oramai sbiadita nei miei ricordi: il compianto Nick Novecento.

L’ AUTORE

Walter Veltroni: Libri e biografia di Walter Veltroni

Walter Veltroni nasce a Roma nel 1955. Si diploma presso l’Istituto di studi cinematografici e televisivi e si iscrive giovanissimo al Pci, ne diventa, solo ventunenne, consigliere comunale a Roma, carica che manterrà fino al 1981. Nell’87 entra come deputato in Parlamento. Favorevole alla svolta della Bolognina, è stato direttore dell’Unità. Nel 1996 condivise la leadership dell’Univo con Prodi e, vinte le elezioni, venne nominato vicepresidente del Consiglio e Ministro per i beni culturali. Nel 2001 viene eletto sindaco di Roma, carica che gli verrà riconfermata nel 2006 con il 61,5 % dei voti favorevoli. Nel 2007 entra nel Comitato Nazionale del neonato Partito Democratico e dichiara di non volersi alleare in futuro, se eletto alla segreteria, con i partiti della sinistra. Cade quindi il Governo Prodi. Veltroni viene eletto, dopo una consultazione popolare tra gli iscritti, Segretario del PD. Perse le elezioni nazionali del 2008, ceduta Roma alle destre, e perse le elezioni regionali, si dimette dalla carica di Segretario del PD.
Si è molto impegnato per i sostegni all’Africa, ed è anche autore di alcune opere di narrativa, tra cui Noi (2009), L’inizio del buio (2011), L’isola e le rose (2012), E se noi domani (2013), Quando c’era Berlinguer (2014), tratto dall’omonimo documentario per il cinema, Ciao (2015) e Quando (2017), tutti pubblicati da Rizzoli. È anche regista di I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017) e della serie televisiva Gli occhi cambiano (2016), e di Tutto davanti a questi occhi (2018), intervista a Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Tra le sue altre pubblicazioni si ricordano Roma (Rizzoli, 2019), Assassinio a villa Borghese (Marsilio, 2019), Buonvino e il caso del bambino scomparso (Marsilio, 2020), Tana libera tutti (Feltrinelli, 2021) e C’è un cadavere al Bioparco (Marsilio, 2021).

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