La primavera segna l’inizio della lotta senza quartiere che ogni donna ingaggia contro gli inestetismi cutanei in vista dell’imminente stagione balneare.

 

Ma che cos’è la cellulite? Inizamo a fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto, non tutti gli accumuli adiposi sono uguali. Il grasso corporeo diffuso, dovuto ad uno stato di sovrappeso o localizzato in cuscinetti disposti in zone tipiche quali fianchi, cosce, glutei non è sempre classificabile come cellulite. La cellulite, infatti, può colpire anche persone normo o sottopeso.

Tanto per citare una celebre e discussa pubblicità di qualche anno fa, la cellulite è una malattia, e non solo un inestetismo della silhouette.

La definizione medica corretta per designare la patologia è: pannicolopatia edematosa sclerotica. Questo status patologico è dovuto a cause ormonali, a cattivi stili di vita e a difficoltà circolatorie; comporta gonfiore, infiammazione e dolore a carico dei tessuti ipodermici interessati. Si tratta di una probelmatica che può essere classificata in diversi stadi di gravità e che tende a peggiorare progressivamente, se trascurata.

Ma come si forma la cellulite?

Se il numero e il volume degli adipociti di un distretto (cellule deputate a stoccare i grassi di deposito) aumentano in modo significativo, le fibre collagene presenti nel tessuto tendono a indurirsi e a formare noduli.

La sclerotizzazione delle fibre comprime i tessuto e ostacola il microcircolo rendendo via via più difficili l’ossigenazione e gli scambi intercellulari. Le cellule interessate non drenano più liquidi a sufficienza, accumulando ingenti quantità di acido ialuronico: si origina così l’edema, che a sua volta innesca un processo infiammatorio.

Il risultato è un tessuto opaco, freddo al tatto e in cui sono ben visibili noduli e depressioni. Spesso il tessuto è anche dolente al tatto.

La cellulite, quindi, non è solo una problematica estetica. Intervenire  efficacemente su di essa significa arrestare -o quantomeno rallentare- un processo degenerativo a carico delle strutture vascolari degli arti inferiori.

Sfatiamo subito un mito: le creme sono molto utili, ma da sole non sono sufficienti. Occorre in primis curare l’alimentazione (riducendo l’apporto calorico, il sale e i cibi conservati), idratarsi correttamente e fare movimento. Nessun cosmetico vi farà mai dimagrire se non modificate il vostro stile di vita.

I prodotti in commercio sono comunque ottimi coadiuvanti nella lotta alla cellulite, in quanto aiutano a drenare liquidi, migliorano il microcircolo, ci aiutano a conseguire un aspetto più sano riducendo l’effetto “buccia d’arancia”.

I principi attivi più usati nei cosmetici anticellulite sono:

  • CAFFEINA– Aumenta il metabolismo cellulare promuovendo lo svotamento dell’adipocita.
  • ESCINA-Si tratta di una saponina ricavata dai semi dell’Ippocastano. Ha diverse funzioni: funge da carrier facilitando la penetrazione dei principi attivi associati, aumenta la resistenza delle pareti dei capillari aumentando le performace circolatorie e riducendo l’edema.
  • SALE MARINO– Drena efficacemente i tessuti riducendo il gonfiore.
  • ZENZERO/PEPE ROSA– Hanno  un effetto lipolitico.
  • MENTOLO/CAPSICINA/ETIL-NICOTINATO– Producono il tipico effetto caldo-freddo che consente di mettere in atto la “ginnastica vascolare” che rinforza il microcircolo.

Uno degli ostacoli principali da superare per il successo di un trattamento è l’eccessivo spessore della cute delle zone affette da pannicolopatia. Per migliorare l’efficacia dei trattamenti cosmetici e quindi consigliabile fare uno scrub meccanico o un peeling chimico almeno una volta a settimana.

 

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