Libri Cult Narrativa

CHET – ROBERTO COTRONEO

Editore: Neri Pozza

Collana: Bloom

Genere: Narrativa

Anno edizione: 2022

In commercio dal:5 maggio 2022

Pagine:192

Fu una vita senza regole, quella di Chet Baker: il genio bellissimo e maledetto del jazz, l’uomo capace tanto di distruggere il proprio corpo con la schiavitù dall’eroina, quanto di far salire fino al cielo le note della sua tromba. E fu una vita tragica quella di Chet, conclusa il 13 maggio del 1988 con un volo da una finestra dell’Hotel Prins Hendrik di Amsterdam. Quasi vent’anni dopo, una mattina del 2006, il protagonista di questo romanzo riceve una telefonata che riapre il mistero su uno dei miti più controversi del Novecento: Chet non è morto, ma vive, come un eremita, nel cuore del Salento. E qualcuno giura di aver sentito la sua tromba suonare ancora. Sulle note di My Funny Valentine, il brano che più di tutti ossessionò Baker, comincia un viaggio che spinge il protagonista a cercare di scoprire se quell’uomo, con il viso segnato da un reticolo di rughe profonde ma la forza e lo spirito di un ragazzo, è davvero Chet. Ad affiancarlo in questa ricerca, le donne che in gioventù conobbero il lato più imprevedibile e ribelle di quel “James Dean del jazz” e che oggi vegliano sul suo segreto. E sarà proprio grazie a Nathalie, americana trapiantata a Parigi, che potrà svelarsi il mistero di un artista straordinario che rappresentò il dolore di un’epoca e che negli ultimi anni della sua vita “ufficiale” si avvicinò agli insegnamenti di un mistico e filosofo armeno, Georges Ivanovich Gurdjieff, che sconvolse la vita di tutti coloro che lo conobbero. L’incontro con Gurdjeff segnò per il musicista e l’uomo Chet Baker il principio di un percorso iniziatico dagli esiti sconcertanti e radicali. Questo romanzo (uscito per la prima volta nel 2011 con il titolo “E nemmeno un rimpianto”), si immerge nella vita di un mito del jazz: raccontando i suoi successi, l’antagonismo di sempre con Miles Davis, la sua fragilità umana. Con una scrittura intima, sussurrata e al tempo stesso vibrante e suggestiva, Roberto Cotroneo riesce a dare voce al non detto, indagando il mistero di un genio disperato e maledetto. «C’era il genio in quelle note cristalline, rarefatte, quelle note che gli hanno fatto conquistare il mondo intero».

***

Indubbiamente, lo stile di scrittura di Roberto Cotroneo può piacere o non piacere. Ma ha comunque la sua cifra, riconoscibile e originale. Un’ originalità, tra l’altro, che trascende la mera forma e che contamina anche la sostanza di questo romanzo difficilmente incasellabile in un genere letterario codificato.

Quella di Cotroneo è una prosa rarefatta, fatta di atmosfere e di sensazioni. E, soprattutto, di musica, di note che prendono forma nelle parole, e riescono a trasmettere un brivido di disagio lungo la schiena del lettore. Si percepisce molto chiaramente la grande conoscenza del tema da parte dell’autore e questo rende il testo autorevole, oltre che molto affascinante.

La trama del romanzo è piuttosto evanescente, lascia le luci della ribalta al personaggio e alla voce narrante, al loro percorso intimo, e prende le mosse da uno degli stratagemmi creativi più classici: il ” What If…” , ovvero, il “Cosa sarebbe successo se….”

In questo caso, oggetto e soggetto di questa speculazione creativa diventa la fine di uno dei personaggi più affascinanti del panorama musicale dello scorso millennio, il musicista Chet Becker, morto in circostanze poco chiare ad Amsterdam sul finire degli anni ’80. Chet Backer, bello e dannato del cool Jazz, ha vissuto un’esistenza al limite, sempre sul filo esilissimo che separa genio e follia. Un mix devastante di depressione ed eroina ha segnato la sua vita e la sua creatività, portandolo, nei suoi ultimi anni, a forme espressive sempre più criptiche e spoglie, lontane anni luce dai virtuosismi di altri musicisti della sua epoca, come per esempio quelli del suo grande antagonista Miles Davis. La tromba leggendaria e la voce sempre un po’ sottotono di Baker, nel tempo, hanno iniziato a lasciare per strada sempre più note, a scapito di lunghe pause e silenzi gravidi di inquietudine.

Roberto Cotroneo indaga proprio nelle pieghe di quelle assenze, di quei suoni mancati. Lo fa studiando meticolosamente le varie versioni di My funny Valentine, brano iconico di Chet Backer, divenuto poi uno standard del Jazz.

Scoprire l’evoluzione di questo pezzo, usando come guida di ascolto questo libro, è stato per me un viaggio illuminante. Quindi consiglio assolutamente questo volume a chi vuole approcciarsi al mondo del Jazz andando oltre la superficie della musica.

Piccola nota estetica: stupenda anche la copertina. Nell’immagine in B/N vengono ricolorati, e quindi sottolineati, due elementi. Uno è la tromba del musicista. L’altro è la maglietta blu; di una certa sfumatura di blu, un dettaglio apparentemente insignificante, ma che racchiude una citazione bellissima.

L ‘ AUTORE

Intervista a Roberto Cotroneo - Flanerí


Giornalista, scrittore e critico letterario, Roberto Cotroneo è nato ad Alessandria nel 1961. Ha studiato Filosofia all’università di Torino e pianoforte al Conservatorio di Alessandria. Dal 2004 è editorialista dell’“Unità” e collaboratore di “Panorama”. 
Nel 2003 esce per Mondadori Chiedimi chi erano i BeatlesLettera a mio figlio sull’amore per la musica, un racconto sulla musica vista attraverso storie, ricordi, pensieri e grandi suggestioni.
Ha curato il volume delle Opere di Giorgio Bassani per la collana di classici “i Meridiani” di Mondadori (1998) e ha scritto saggi su Fabrizio De André e Francesco Guccini. Alcuni suoi racconti sono pubblicati in varie antologie. I suoi libri sono tradotti in molti paesi del mondo.
Finalista al Premio Campiello nel 1996 con Presto con fuoco. Nel 1999 vince il premio Fenice-Europa con il libro L’età perfetta. Nel tempo libero ama suonare il pianoforte. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: Se una mattina d’estate un bambino. Lettera a mio figlio sull’amore per i libri (1994), Eco: due o tre cose che so di lui (2001), Presto con fuoco (1995), Otranto (1997), L’età perfetta (1999), Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome (2002), Il vento dell’odio (2008), Manuale di scrittura creativa (2011), Il sogno di scrivere. Perché lo abbiamo tutti. Perché è giusto realizzarlo (2014), Lo sguardo rovesciato. Come la fotografia sta cambiando le nostre vite (2015), Genius loci. Nel teatro dell’arte (2017), L’invenzione di Caravaggio (2018) e Il demone della perfezione (Neri Pozza 2020).

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