Editore: Einaudi
Anno  ultima edizione: 2016
Pagine:234
Versione audiolibro
Editore: EMONS AUDIOLIBRI
LETTO DA ROLANDO RAVELLO
Stati Uniti, 1939. Arturo Bandini, scrittore esordiente con al suo attivo la pubblicazione di un racconto su una rivista, lascia il Colorado e si trasferisce in una pensione di quart’ordine del quartiere di Bunker Hill a Los Angeles in cerca di fortuna e ispirazione
Qui, le sue ambizioni si scontreranno con la desolazione e la povertà del periodo pre-bellico. Sarà l’incontro con la sfuggente Camilla Lopez, cameriera messicana conosciuta in un bar della città , a sconvolgere la sua routine di artista squattrinato. Ne nasce un amore malato, su cui incombe sempre lo spettro del pregiudizio sociale.
Questo romanzo, scritto nel 1939, è il terzo dedicato ad Arturo Bandini, alter ego letterario di John Fante stesso, e segue La strada per Los Angeles (1933) e Aspetta primavera, Bandini (1938). La saga di questo personaggio verrà chiusa moltissimi anni dopo da I sogni di Bunker Hill, pubblicato nel 1982, pochissimi mesi prima della morte dell’autore.
Chiedi alla polvere, il cui titolo originale è Ask the dust, è un libro in cui il confine tra romanzo e autobiografia è molto labile. Bandini, di fatto, vive le stesse esperienze del John Fante degli esordi: frequenta gli stessi luoghi descritti nel romanzo, combatte con la povertà,  e vive lo stesso complesso di inferiorità del protagonista, che come lui è di origine italiana. Non a caso, la storia è narrata in prima persona.
Il personaggio di Arturo Bandini è caratterizzato da un temperamento bizzoso: è irascibile, ha le mani bucate e una grande propensione a mentire. Apparentemente vanesio e snob, cela in realtà moltissime insicurezze e si rapporta con difficoltà alle donne e al sesso.
Sullo sfondo della narrazione scorrono le immagini della Città degli Angeli, avvolta da una perenne foschia, fatta di umidità, di smog, e di sabbia del deserto del Mojave portata dal vento di Santa Ana. Viene menzionato anche un fatto di cronaca reale di quegli anni: il catastrofico terremoto che rase al suolo la cittadina costiera di Long Beach nel 1933 e che colpì profondamente l’autore.
Chiedi alla polvere è un romanzo che parla anche, e soprattutto, di amore non ricambiato: quello del protagonista per l’avvenente Camilla, ma anche quello degli americani di seconda generazione per gli Stati Uniti. Arturo Bandini e Camilla Lopez desiderano ardentemente essere considerati americani e vivono sulla loro pelle il pregiudizio sociale.
Fante è uno degli autori cult del secolo scorso e questo libro è un must have.  Consiglio di assaporare la prosa intensa dell’autore italoamericano in versione audiolibro letto dal bravissimo Rolando Ravello (Ed. Emons).
L’AUTORE
John Fante è nato in Colorado all’inizio del Novecento, figlio di un abruzzese emigrato in America nel 1901. Dopo un’infanzia turbolenta, si diploma e inizia a fare lavoretti precari, tra cui il tuttofare per uno studio professionale, lo sguattero in bar e ristoranti e l’operaio in una fabbrica di pesce in scatola. Stanco della provincialità di Boulder, si trasferisce a cercar fortuna a Los Angeles, nel 1930. Qui inizia a frequentare l’Università: non è uno studente brillantissimo, ma si avvicina alla scrittura e alla sceneggiatura (prende i primi contatti con Hollywood: sarà poi sceneggiatore anche per Dino De Laurentiis). Del 1936 è il suo primo romanzo, La strada per Los Angeles, che però sarà pubblicato postumo (nel 1985 in America, mentre in Italia uscirà nel 1996 per Marcos y Marcos e nel 2005 per Einaudi). L’anno successivo si sposa con Joyce Smart, dalla quale avrà ben quattro figli. Ciò non gli impedisce di dedicarsi alla scrittura: il vero romanzo d’esordio è Aspetta primavera, Bandini (Marcos y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2006) uscito nel 1938 e subito foriero di grandi consensi; seguito l’anno successivo da Chiedi alla polvere (Marcos Y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2004). Intanto collabora con i servizi d’informazione statunitensi, e nel 1952 vede la luce il suo quarto romanzo Full of life (Marcos y Marcos, 1999 ed Einaudi, 2009). Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo Bravo, Burro! (1970, Einaudi, 2010), La confraternita dell’uva (1977, Marcos y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2004), Sogni di Bunker Hill (1982, Marcos y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2010). Del 1940 è invece il racconto Dago Red (Marcos y Marcos, 1997 ed Einaudi, 2006). Nel 1978 John Fante incontra per la prima volta Charles Bukowski, che addirittura lo apostroferà come «il migliore scrittore che abbia mai letto» e «il mio Dio», e insisterà per far ripubblicare Chiedi alla polvere, scrivendo per l’occasione un’ispirata prefazione. Malato di diabete dal 1977, Fante diventerà cieco e dovrà necessariamente sottoporsi all’amputazione di entrambe le gambe: il suo ultimo romanzo Sogni di Bunker Hill lo detterà alla moglie, e morirà nel 1983, lasciando numerosi inediti. Infatti alcuni suoi racconti come Il Dio di mio padre, Una moglie per Dino Rossi, A ovest di Roma e La grande fame saranno pubblicati nel 1985 in America, e successivamente in Italia, da Marcos y Marcos ed Einaudi. Del 1999 sono invece le Lettere, 1932-1981, (Fazi, poi Einaudi nel 2014), una selezione della corrispondenza di Fante alla madre, alla moglie, agli amici scrittori e agli editori. L’opera letteraria di Fante ha ispirato il mondo cinematografico: da citare almeno i due film Aspetta primavera, Bandini (1989, per la regia di francis Ford Coppola) e Chiedi alla polvere (2006, prodotto da Tom Cruise).

Il primo editore di riferimento in Italia è stato Mondadori (del 1948 il romanzo Aspettiamo primavera, Bandini). Chiedi alla polvere è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 1941 con il titolo Il cammino nella polvere, nella traduzione di Elio Vittorini per la “Medusa”. A “riscoprirlo” per il pubblico italiano sono poi SugarCo (1980), Sellerio (dal 1988), Leonardo (dal 1989) e Marcos y Marcos (dal 1994).  Da segnalare che nel 2003, a vent’anni dalla morte dello scrittore, per la collana “I Meridiani” della Mondadori è stato pubblicato Romanzi e racconti, un volume che raccoglie quattro romanzi e una serie di racconti, curato da Francesco Durante, uno dei maggiori conoscitori italiani di Fante.
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Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da due anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019.