Narrativa

COME IL VENTO CUCITO ALLA TERRA – ILARIA TUTI

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Genere: Narrativa

Collana: LA GAJA SCIENZA

Anno edizione: 2022

In commercio dal: 07 giugno 2022

Pagine: 384 

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Londra, settembre 1914


«Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non è consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dell’indecisione della mia terra natia in questa guerra che già miete vite su vite. Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e più di chiunque altro hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine. L’invito che mi rivolgono è un sortilegio, e come tutti i sortilegi è fatto anche d’ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne è un’impresa folle e necessaria. È per me un’autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sé almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere. A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.»


Questa è la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro. Ma è anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi, che varcarono la soglia di quel mondo femminile convinti di non avere speranza e invece vi trovarono un’occasione di riabilitazione e riscatto. Ci sono vicende incredibili, rimaste nascoste nelle pieghe del tempo. Sono soprattutto storie di donne. Ilaria Tuti riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa di due di loro.

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Il romanzo trae ispirazione dalla storia vera delle prime donne chirurgo inglesi. (Mettiamo a verbale: non le definisco “chirurghe” volutamente, perché trovo aberranti queste forzate trasposizioni al femminile, che peraltro violentano la nostra lingua e nulla c’entrano con la sostanza del femminismo).

La vicenda si svolge all’epoca della Prima Guerra Mondiale, in una Londra spettrale, in cui le donne, che sopperiscono all’assenza degli uomini impegnati al fronte, si affacciano al mondo del lavoro. La loro è un’affermazione faticosa, che si scontra frontalmente contro stereotipi e pregiudizi duri a morire. La loro sponda politica è quella del movimento delle Suffragette, in campo non solo per garantire il voto alle donne, ma anche per sostenere l’emancipazione.

Le protagoniste di questo romanzo, però, si spingono oltre. Sono donne medico. E la loro ambizione è quella di esercitare il mestiere di chirurgo. E come se la cosa non fosse già abbastanza destabilizzante, mettono in pratica il loro proposito occupandosi di un ospedale militare. E, ça va sans dire, se la cavano egregiamente, dando prova di sangue freddo e coraggio, al pari dei soldati.

La struttura della trama è un gioco di specchi, che ribalta continuamente gli stereotipi di genere e l’arco vitale di ogni personaggio. Le donne prendono in mano le redini e diventano guerriere padrone del loro destino. Gli eroi del fronte devono fare i conti con le mutilazioni e con la disabilità: con l’aiuto delle dottoresse e delle infermiere ritrovano se stessi e scoprono che occupazioni che prima ritenevano esclusivo appannaggio femminile non tolgono nulla alla loro la virilità, anzi, diventano un’occasione di riscatto. Come a dire: quando le barriere e i pregiudizi si abbattono, tutti ne traggono vantaggio.

Di questo libro mi sono piaciute le atmosfere cupe e le immagini potenti evocate da molti capitoli. L’ambientazione, molto curata, e ci restituisce un ritratto fedele dei luoghi e dei costumi dell’epoca.

In tutta sincerità, però, preferisco quando Ilaria Tuti, che è comunque una delle mie autrici preferite, si cimenta con il thriller e i più familiari scenari dell’estremo Nord Est.

Come il vento cucito alla terra è un ottimo libro. Ma ha un retrogusto di romanzo d’appendice che non è nelle mie corde di lettrice. Tengo a precisare che questa è solo una questione di gusto personale, ovviamente.

L’ AUTRICE

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il thriller Fiori sopra l’inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Il secondo romanzo, Ninfa dormiente, è del 2019. Entrambi vedono come protagonisti il commissario Teresa Battaglia, uno straordinario personaggio che ha conquistato editori e lettori in tutto il mondo, e soprattutto la terra natia dell’autrice, la sua storia, i suoi misteri. Con Fiore di roccia (2020), e attraverso la voce di Agata Primus, Ilaria Tuti celebra un vero e proprio atto d’amore per le sue montagne, dando vita a una storia profonda e autentica. Nel 2021, con Luce della notte, torna alle storie di Teresa Battaglia. Del 2021 è anche la nomina di Ninfa dormiente agli Edgar Awards.

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