L’ Equiseto, noto anche come Coda Cavallina per via della particolare morfologia delle sue parti aeree, è una pianta appartenente alla famiglia delle Equisetacee largamente diffusa in tutte le aree temperate dell’emifero boreale.

 

L‘equiseto è una particolare varietà di felce, dotata di due diversi tipi di fusto: il primo, è di colore verde, sterile (privo di fiori e semi) e può arrivare a misurare 50 cm;  il  suo compito è quello di svolgere la fotosintesi clorofilliana. Il secondo, più piccolo e di colore grigio-marrone (perchè privo di clorofilla), dotato di uno strobilo alla sommità, è invece deputato alla propagazione della pianta. Quest’ultimo fusto compare in primavera e, dopo aver emesso le spore, perde lo strobilo, trasformandosi in una struttura del tutto simile al fusto sterile.

La droga, ossia la parte della pianta usata a fini officinali, è costituita proprio dai fusti.

Costituenti chimici principali:

  • Silice
  • Flavonoidi (isoquercetina)
  • Tannini
  • Saponine
  • Fitosteroli
  • Sali minerali (potassio, calcio, magnesio, zinco)
  • Vitamine
  • Acidi organici

Gli impieghi di questa pianta in fitoterapia sono molteplici e molto antichi:

  • Proprietà rimineralizzanti

    L’azione principale svolta dalle alte concentrazioni di silice e sali minerali contenuti nell’equiseto è quella di rendere più resistenti ossa, denti, capelli e unghie. Integratori a base di estratto secco di Coda Cavallina vengono utilizzati con successo per la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi poichè inducono, oltre alla rimineralizzazione dell’osso, anche un significativo rallentamento dell’attività degli osteoblasti.

  • Diuretico 

    In virtù dell’alto tenore di flavonoidi e acidi organici, l’equiseto stimola la diuresi in modo paragonabile a diuretici di sintesi (come per esempio l’idroclorotiazide) e, al contrario di questi ultimi, non presenta particolari effetti collaterali, dato che non altera significativamente l’equilibrio osmotico dei fluidi corporei. Con una opportuna assunzione di liquidi, può trovare inpiego anche come coadiuvante per il trattamento delle cistiti  e delle calcolosi renali: aiuta infatti a dilavare il tratto urinario, allontanando batteri e aggregati minerali.

  • Antigottoso

    La pianta ha anche dimostrato di poter ridurre i livelli ematici di acido urico aumentandone l’escrezione.

  • Cicatrizzante/Emostatico

    Grazie all’azione astringente del decotto di equiseto applicato sulla cute, le lesioni cutanee e le ferite guariscono più velocemente. Il decotto può essere utile anche per via interna, per trattare flussi mestruali molto abbondanti.

Gli effetti collaterali sono piuttosto rari. Occorre però prestare attenzione e consultare il medico prima di assumere integratori a base di equiseto qualora siano presenti patologie cardiache, edema, squilibri pressori o in caso di assunzione di terapie diuretiche.

 

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