Editore: TEA
Collana: Narrativa Tea
Anno edizione:2018
Formato:Tascabile
Pagine:196 p., Brossura

 

Questo è l’inferno: non sapere da quanto tempo sei all’inferno. Sono mesi o minuti che cammino in questo bosco desolato? Sto cercando la piramide da due giorni o da vent’anni? Se potessi farlo, mi strapperei il cuore con le mani. Ma non posso. Non con queste mani. E allora lo supplico, il mio cuore. Gli chiedo di fermarsi. A ogni passo grido: Ti prego, fermati! Liberami! Perché ti ostini a funzionare? Fammi morire! Dentro questo bosco, io ci sono da vivo. E anche l’inferno è preferibile agli Annientatori.

«Quand’è iniziato il percorso che mi ha portato a quest’inumana dannazione?» A chiederselo è Giulio Maspero, giovane autore bolognese con due radicatissime passioni: la scrittura e le ragazze. Due strade certe per la rovina. Infatti, tra qualche romanzo più o meno di successo e qualche flirt non proprio innocente, nel mezzo di una calda estate si ritrova senza fidanzata – soprattutto senza la sua casa in cui vivere comodamente – e privo della pace necessaria per completare il romanzo che possa liberarlo, una volta per tutte, dalle insidie di un conto pericolosamente in rosso. Ma poi, in una delle sue serate solitarie in giro per Bologna, si imbatte in un fumettista cialtrone e grottesco in partenza per l’Uruguay, che gli offre di trasferirsi a casa sua per prendersi cura delle piante durante la sua assenza. Una casa piccola, in periferia, senza l’aria condizionata e con vicini invadenti… ma pur sempre una casa gratis. Così Giulio, risollevato da quest’improvvisa fortuna, si trasferisce. Ma perché i vicini, tutti parenti tra loro, sono così gentili e accoglienti? E perché in quella mansarda non ci sono piante? Meglio non chiederselo, forse, visto quant’è affascinante e disinibita la nuova dirimpettaia… Sempre in equilibrio tra reale e surreale, con la consueta abilità Gianluca Morozzi accompagna i suoi lettori lungo una storia in cui, a poco a poco, dalle piccole crepe che si aprono in una situazione comune, filtra l’oscurità inquietante che si nasconde dietro la «normalità».

Una storia molto originale, questa raccontata dal prolifico autore Gianluca Morozzi.  La trama si sviluppa nella cornice di un torrido agosto bolognese, in una periferia urbana lambita dal fiume Reno, e più precisamente nel quartiere del Pontelungo. Tra ironia e surrealismo, man mano che si scorrono le pagine, il romanzo si addentra progressivamente nei territori oscuri del noir. Lo stile è coinvolgente e non annoia, anche grazie all’uso sapiente dell’ironia, che sagace e pungente fa capolino in ogni pagina, senza peraltro togliere nulla alla tensione narrativa. Bellissime anche le citazioni cinematografiche e letterarie  che contribuiscono con la loro potenza evocativa a fare atmosfera e ad acuire il senso di dèja vu.

Gli Annientatori è un libro che inizia in sordina e che svela gradualmente la sua vera natura:  avvinghia lentamente il lettore tra le sue spire imprigionandolo, in un crescendo di ansia e tensione, fino a un epilogo da brivido.

 

L’AUTORE

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Dopo gli esordi con la piccola casa editrice ravennate Fernandel, di cui è diventato direttore editoriale ha raggiunto il grande pubblico grazie al romanzo Blackout, un thriller interamente ambientato all’interno di un ascensore. Oltre ai romanzi già pubblicati, ha all’attivo numerosi racconti, inseriti in diverse antologie. Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna FC e – soprattutto – la musica. È il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan. Ha suonato nel cd “Deviazioni”, tributo a Vasco Rossi pubblicato in allegato al Mucchio Extra, realizzando con Andrea Parodi il brano “Brava”. È anche conduttore radiofonico e tiene corsi di scrittura creativa. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte, Accecati dalla luce e la raccolta di racconti Luglio, agosto, settembre nero, tutti usciti da Fernandel.
Per Guanda ricordiamo: Blackout, L’era del porco, Chi non muore, Lo specchio nero, Radiomorte, L’Emilia, o la dura legge della musica (un saggio), Despero e la graphic novel Il vangelo del coyote, oltre al romanzo Colui che gli dei vogliono distruggere. Per Tea ricordiamo: Gli annientatori.
Un suo racconto compare anche nella raccolta Semi di fico d’India edita da Nuova Dimensione.