Editore:Bompiani

Collana:Munizioni

Anno edizione: 2020

In commercio dal: 29 gennaio 2020

Pagine: 288 

Nel ventre della grande balena, New York, la rabbia, l’orgoglio, l’amore di Yunus e Bruna brillano come la lanterna di un profeta dimenticato.

Chi sono? Chi è come me? Chi è diverso da me? Appartengo al luogo in cui sono nato o a quello dove ho scelto di vivere? Non ci sono veri amici senza veri nemici. Il nemico crea identità.

È la notte delle elezioni. Bruna – che insegna Scienze politiche in un college di New York – è stata in tv per commentarne i risultati, ma l’angoscia che prova rientrando a casa non è dovuta alla vittoria del candidato repubblicano bensì al segreto che sa di dover confessare a suo marito Tom. Da tempo intorno al loro matrimonio si affollano lunghe ombre: quella dei genitori di Tom, italoamericani perbenisti, radicalmente conservatori come tanti immigrati delle generazioni venute dopo la prima; l’ombra del tormento del figlio Mario, che manifesta un precoce disagio verso il suo corpo maschile; quella dell’alien number attribuito a Bruna dalla burocrazia statunitense. Questo libro è la storia di una famiglia, dei suoi segreti, delle sfide a cui è chiamata, ma è anche un appello rivolto a tutti noi. Yunus, il giovane studente afroamericano con il quale Bruna ha intrecciato una relazione, le lascia infatti un memoriale che è al tempo stesso una requisitoria contro l’ipocrisia delle nostre democrazie occidentali, un romanzo nel romanzo – la storia di un ragazzo per il quale l’estremismo religioso è la sola via per sentirsi fedele a qualcosa di grande – e una lettera d’amore. Ciascuno dei protagonisti cammina solo, dentro un buio più forte delle luci di Manhattan, alla ostinata ricerca della propria identità. Arianna Farinelli fa della diversità – etnica, culturale, religiosa, di genere – la lente attraverso cui misurare il mondo in cui viviamo. Ci accoglie tra le ovattate moquette dell’élite occidentale, poi spalanca sotto i nostri piedi la voragine delle ipocrisie che la mettono in pericolo. E attraverso la voce di Yunus ci addita come specchio il quadro di Grant Wood, «American Gothic»: «Facce bianche di vecchi impauriti che pensano di proteggere il mondo con un forcone, ma il loro mondo già non esiste più». È la voce di chi ha perduto tutto, tranne la speranza che le parole possano costruire ponti verso un futuro di uguaglianza e libertà.

***

Ho trovato questo romanzo tremendamente fastidioso sotto molteplici punti di vista. Il motivo principale è che si tratta di un caotico calderone in cui l’autrice, con smania di strafare, ha buttato tutti i temi “caldi” del momento, dal terrorismo ai disturbi alimentari, dai retaggi patriarcali di una famiglia italoamericana disfunzionale che sembra uscita da un brutto film anni ’50, alla difficile gestione di un figlio transgender, passando per una relazione scabrosa insegnante-studente.

In questo libro tutto è molto forzato, anche i personaggi stessi, che sono caricature stereotipate degli italoamericani e degli italiani in generale. Francamente, ne esce un ritratto poco lusinghiero e a tratti anche un po’offensivo.

Anche la protagonista, Bruna, è un personaggio che non suscita nessun senso di empatia, in primis perchè risulta mediocre in tutto: come madre, come moglie, come amante, come professionista. Inoltre, mancando qualsiasi tipo di introspezione, le sue azioni risultano assolutamente insensate.

Questa mancanza di spontaneità dei protagonisti appare ancora più evidente nei dialoghi, che rasentano l’assurdo.

Del tutto fuori luogo anche le interminabili digressioni che riprendono episodi senza senso nell’economia della storia. Non parliamo poi degli intermezzi di carattere sociologico usati per raccordare una trama che, francamente, non sta insieme.

Il risultato, nel complesso, mi da l’idea di un lavoro piuttosto dilettantesco. Davvero difficile anche collocarlo all’interno di un genere letterario codificato.

Il romanzo è disponibile anche sulla piattaforma Storytel. L’ardua lettura è affidata alla voce cristallina di Tamara Fagnocchi.

L’AUTRICE

Arianna Farinelli è nata a Roma nel 1975. Dal 2001 vive negli Stati Uniti. Nel 2009 ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze politiche e dal 2010 insegna al Baruch College della City University of New York. Gotico americano è il suo primo romanzo.

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.