Versione Cartacea
Traduttore: Vincenzo Mantovani
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Genere: Narrativa
Prima pubblicazione: Usa 1998
Pagine: 350
Ex scaricatore di porto e battagliero attivista sindacale, Ira Ringold diventa agli albori della guerra fredda un astro nascente della radio. Al culmine della fama, sposa Eve, una raffinata e celebre attrice. Ma il loro idillio ha vita breve, e all’iniziale passione subentrano lacrime e tradimenti. Quando, in pieno maccartismo, Ira viene accusato di essere comunista, il dramma personale si rivela nella sua portata di feroce tragedia americana.
***
Philip Roth non è stato semplicemente uno scrittore. Philip Roth è stato LO SCRITTORE.
E Ho sposato un comunista oltre ad essere un ottimo romanzo è anche un compendio di scrittura creativa.  Inoltre, questo titolo, come tanti altri del prolifico romanziere statunitense,  rappresenta un ottimo strumento per capire la società americana, la sua storia recente e i suoi conflitti interni. Già, perchè l’America, quella del Sogno Americano, quella del melting pot e che è diventata emblema di democrazia in tutto il globo, ha avuto – e ha tutt’ora – parecchi lati oscuri.
Qui, il riflettore di Roth, da sempre puntato sull’identità culturale degli ebrei, mette a fuoco anche un altro nervo scoperto del dopoguerra: il Maccartismo e la repressione politica delle ideologie filo-socialiste, messa in atto con sistemi degni di una moderna Inquisizione e concretizzata con un durissimo ostracismo che ha spinto ai margini della vita sociale e lavorativa tutti gli individui ritenuti vicini agli ambienti eversivi di sinistra.
Ed è in questo quadro storico che si colloca  Ira Ringold, meraviglioso personaggio che porta in sè tutte le tematiche care all’autore: l’ebraismo, la difficoltà nei rapporti famigliari, l’impegno politico.  La sua storia, come in molti altri scritti di Philip Roth, ci viene presentata dal narratore, lo scrittore Nathan Zuckerman, alter ego dell’autore stesso, che come un moderno Caronte conduce il lettore attraverso la vita e il dramma del divo della radio Iron Rinn.
La trama è una trivella che smuove il fango e arriva a profondità vertiginose. Alla fine, dopo un mare di parole, resta la verità nuda, sconvolgente e dolorosa.
Ho sposato un comunista è un romanzo cupo, disincantato, a tratti piuttosto impegnativo da seguire, ma è comunque una lettura che arricchisce il lettore e che lo libera da parecchie e inutili sovrastrutture mentali.
Consiglio di approcciarsi al testo nella versione audiobook delle edizioni Emons Audiolibri (disponibile anche sulla piattaforma di ascolto Storytel), dove un formidabile Lino Guanciale interpreta in modo davvero geniale questo libro.
Versione Audiolibro
Edizioni: Emons Audiolibri
Regia: Flavia Gentili
Letto da Lino Guanciale

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