Traduttore: Stefano Tummolini

Editore:Fazi

Anno edizione: 2014

In commercio dal: 27 marzo 2014

Pagine: 447

Prima pubblicazione: Regno Unito 1989

Pagine: 447

Genere: Thriller/Noir

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“La politica richiede sacrificio. Il sacrificio degli altri, ovviamente. Per quanto un uomo possa ottenere, sacrificandosi per il suo Paese, è comunque più conveniente lasciare che siano gli altri a farlo per primi. Il tempismo, come dice sempre mia moglie, è tutto”. Questa è una delle massime di Francis Urquhart, per alcuni semplicemente FU, una specie di patrizio solitario, aristocratico molto vecchio stile, che ha passato l’età della maturità, dopo aver dedicato la propria vita alla politica, all’ombra di Westminster. È arrivato ai vertici del suo partito, pur incarnando un ruolo in apparenza lontano dai riflettori. È il più stretto consigliere del primo ministro e anche il custode dei segreti degli uomini che gli siedono accanto. Segreti molto personali, debolezze, fragilità, vizi: parole che nella carriera di un uomo politico rappresentano pericoli mortali, perché incompatibili con il ruolo di potere che riveste. Ed è questo materiale che Francis decide di sfruttare per raggiungere la sua vetta personale. Da dietro le quinte di una fase politica difficile e incerta, questo regista impeccabile riesce a muovere tutti, pedine di un gioco spietato, dove il ricatto diventa un raffinato intreccio narrativo. Di quale materia siano fatti potere e ambizione, quali siano i legami tra l’informazione e i destini politici di un paese, lo scoprirà Mattie Storin, tagliente cronista politica, decisa a stanare la verità su una crisi di governo in cui nulla sembra accadere per caso.

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Se qualcuno mi chiedesse quali sono i romanzi “crime” che ho amato di più nella vita, avrei pochi dubbi nell’inserire questo titolo nei primissimi posti della mia personale graduatoria.

Il primo romanzo della trilogia House of Cards, è stato per me un’esperienza mistica. Ho trovato tra le sue pagine tutti gli elementi a cui un lettore esperto ed esigente anela con tutte le sue forze: ritmo narrativo serrato, tensione, plot credibile e coinvolgente, personaggi indimenticabili e, soprattutto, stile. Uno stile tranchant, che trasuda ironia e cinismo. E a rendere ancora più grande questo testo, che di suo già rasenta la perfezione, c’è una traduzione perfetta, che calza come un guanto sull’originale inglese.

Francis Urquhart, per molti versi alter ego dell’autore stesso, è un protagonista meraviglioso. Il suo delirio di onnipotenza trascina il lettore nel suo mondo, prima dietro le quinte del potere e poi, sulla ribalta della scena politica. Lo fa con grande autorevolezza e credibilità, chiarendo meccanismi politici apparentemente astrusi con grande semplicità. Dentro a F.U. Dobbs mette la sua stessa esperienza di vita, quella che lo ha portato ad essere Chief Whip dei Tories nei difficili anni della Lady di Ferro Margaret Thatcher. Un protagonista tutt’altro che positivo, questo Urquhart, che incarna perfettamente lo spirito Noir della serie che lo vede protagonista. La sua ambizione, il suo sadismo, la sua totale mancanza di scrupoli, la sua sottile intelligenza erompono violentemente dalla pagina scritta e suscitano un’empatia a cui non ci si può sottrarre.

House of Cards è un libro dalla prosa perfetta. In ogni pagina affiorano frasi aforismatiche di grande effetto e di grande pragmatismo. Un esercizio di stile affinato dalle tante riscritture, culminate con l’ultima edizione del romanzo, uscita pochi anni fa in concomitanza con il lancio della serie televisiva, con protagonista Kevin Spacey (già negli anni ’90 era uscita una serie televisiva ispirata all’opera di M. Dobbs per la BBC).

Molto bella anche la versione audiolibro del romanzo, disponibile, come del resto anche gli altri due libri della serie, sulla piattaforma di ascolto Storytel. A interpretare magistralmente il testo, la bella voce impostata di Sergio Leone.

L’AUTORE

Michael Dobbs è nato nel 1948 ed è stato Chief Whip del Partito Conservatore tra il 1979 e il 1987, durante i governi di Margaret Thatcher. È stato conduttore di programmi di dibattito politico e giornalista per «The Boston Globe». House of Cards è il primo titolo di una trilogia che ha venduto milioni di copie in Inghilterra, cui seguono Scacco al re e Atto finale. Ha partecipato alla produzione e sceneggiatura della serie omonima ispirata a questo romanzo. Dal 2010 è membro della Camera dei Lord. Fazi Editore ha pubblicato anche Il giorno dei Lord (2018), Attacco dalla Cina (2019) e L’eroe riluttante (2020).

RE

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.