Traduttore: Stefano Tummolini

Editore:Fazi

Anno edizione: 2014

Genere: Noir

Pagine: 380

Ritorna il machiavellico Francis Urquhart che dopo aver ordito la scalata al potere decide di sfidare il Re, mettendo ancora una volta da parte l’etica in nome del potere.

Il seguito di House of Cards mostra come, al di là dei confini geografici e delle strutture politiche, l’intrigo e la frode regnino sovrani nei corridoi del potere.

Sotto l’influenza letteraria di Shakespeare e grazie alla sua esperienza nelle stanze del potere, l’autore affonda la trama nei tradimenti e in tessuti politici così incredibili che si rende necessaria la finzione per renderli verosimili.

Dopo aver ordito la scalata al potere, il nuovo primo ministro Francis Urquhart, ormai noto come FU, sfida il re in persona e minaccia l’intoccabile ruolo della monarchia inglese. Da poco in carica come lo stesso primo ministro, il giovane sovrano contesta il programma di governo e la divergenza di pensiero presto scivola in ostilità dichiarata. Il terreno di scontro è ampio, e la battaglia si combatte a suon di sondaggi d’opinione truccati, prime pagine di quotidiani manipolate, scandali sessuali e calcolate strategie di rischio: Francis Urquhart ha deciso di distruggere non solo l’immagine della Corona, ma del re in persona. Se per il cinico architetto del potere non è ammissibile l’interferenza della casa reale nell’attività politica, dall’altra parte si disapprovano le scelte nel campo delle politiche sociali, che sembrano aver acuito i problemi di alcune aree metropolitane. Il conflitto presto si alza d’intensità e Urquhart decide di andare a nuove elezioni. Durante l’arena elettorale entra in scena un personaggio chiave: un consigliere politico, impersonato da una bella donna, impeccabile e brillante, Sally Quine, con la quale nascerà una relazione. Con lo scorrere degli eventi le minacce alla casa reale diventano sempre più pericolose e il primo ministro si spinge lungo un crinale vertiginoso, da cui scendere costituisce un’impresa ad altissimo rischio. E dunque esiste là fuori qualcosa o qualcuno che possa sfuggire al controllo di Francis Urquhart? Il secondo volume della trilogia House of Cards è una nuova corsa a perdifiato lungo una trama ordita con la consueta maestria da Lord Michael Dobbs, maestro dell’intrigo politico, conoscitore dei recessi più segreti del potere e creatore di un indimenticabile personaggio letterario, FU, il più abile seduttore politico che nessuno vorrebbe mai avere come amico.

***

Il primo romanzo della serie di House of Cards mi aveva lasciato letteralmente senza fiato. Era, a mio avviso, perfetto sotto tutti i punti di vista, anche in virtù delle tante riscritture e revisioni a cui l’autore, per sua stessa ammissione, lo aveva maniacalmente sottoposto. Scacco al Re, sequel di questo capolavoro, invece, mi ha deluso un po’. D’altra parte, le mie aspettative erano piuttosto alte e si tratta pur sempre di un capitolo di raccordo con il terzo romanzo.

Ma se il paragone con la perfezione del primo libro è impietoso, considerando il valore assoluto dell’opera, si tratta comunque di un ottimo romanzo. Lo stile, anche se un po’ meno tranchant, è comunque molto impattante e la tecnica di scrittura, esaltata da una traduzione centratissima, sempre impeccabile.

A far un po’ acqua è la storia che, per seguire la parabola vertiginosa del personaggio, finisce col perdere di credibilità. La condotta di Urquhart diventa davvero rocambolesca in questo episodio, e tutto il romanzo è permeato – adombrato – dal delirio di onnipotenza del personaggio. Che, intendiamoci, rimane un gran personaggio.

Molto bella anche l’ambientazione nella Londra dell’era post Thatcher in cui, alla grave crisi economica, si somma anche una crisi di fiducia verso una monarchia travolta dagli scandali, che appare più che mai anacronistica agli occhi dell’opinione pubblica. Un teatrino di malversazioni ed episodi imbarazzanti orchestrato ad arte dai tabloid di un Paese che, da sempre, non riesce a scindere la politica dal gossip.

Meravigliosa anche la versione audiolibro, reperibile sulla piattaforma di ascolto Storytel, dove a dar voce al machiavellico e perfido leader dei Tories è l’attore Sergio Leone. E direi che un’interpretazione migliore della sua, non poteva esistere.

L’AUTORE

Michael Dobbs - Wikipedia

Michael Dobbs è nato nel 1948 ed è stato Chief Whip del Partito Con­servatore tra il 1979 e il 1987, durante i governi di Margaret Thatcher. È stato conduttore di programmi di dibattito politico e giornalista per «The Boston Globe». House of Cards è il primo titolo di una tri­logia che ha venduto milioni di copie in Inghilterra, cui seguono Scacco al re e Atto finale. Ha partecipato alla produzione e sceneggiatura della serie omonima ispirata a questo romanzo. Dal 2010 è membro della Camera dei Lord. Fazi Editore ha pubblicato anche Il giorno dei Lord (2018), Attacco dalla Cina (2019) e L’e­roe riluttante (2020).