VERSIONE CARTACEA

Traduttore: A. D’Agostino Schanzer
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Anno edizione:2013
Prima pubblicazione: 11 luglio 1960
Genere: narrativa
Pagine: 304
Alabama, 1935. Jem e Scout Finch, fratello e sorella, sono due ragazzini appartenenti alla classe borghese dell’immaginaria cittadina di Maycomb. Orfani di madre, vengono cresciuti dal padre, l’avvocato Atticus, uomo probo ed estremamente progressista, e dalla domestica di colore Calpurnia. La loro infanzia trascorre serena, tra scorribande e giochi con il coetaneo Dill;  spesso  i tre bambini  si trovano a fantasticare sul fantomatico e misterioso vicino di casa Boo Radley, segregato in casa dai familiari sin dall’adolescenza.
Ma la crisi economica stringe la sua morsa sulla remota provincia americana e, rinfocolata dall’ignoranza, esaspera tensioni sociali e odio razziale. Il labile equilibrio tra bianchi e neri viene spazzato via da un presunto stupro commesso ai danni di Mayella Ewell, una ragazza bianca, figlia di un uomo alcolizzato e violento, ad opera del bracciante di colore Tom Taylor.
Atticus Finch, tacciato di “negrofilia” dai suoi concittadini, porta avanti coraggiosamente la difesa del ragazzo durante il processo penale: la sua sarà una lotta estrema verso i pregiudizi e  l’inciviltà che hanno portato sul banco degli imputati una persona palesemente innocente. Ma la netta presa di posizione di Atticus comporterà un prezzo altissimo da pagare…
Il buio oltre la siepe è un romanzo delicato, struggente e ancora  -purtroppo- attualissimo. Non rappresenta solo un affresco impietoso della realtà del profondo sud degli Stati uniti negli anni seguenti alla terribile crisi economica del ’29 ma, è anche un messaggio di speranza. Speranza che, grazie alla cultura e al coraggio si possano sconfiggere ingiustizie, pregiudizi e, soprattutto, ipocrisie.
Il racconto si dipana in modo semplice, lineare. Lo stile è pulito, senza fronzoli. A stupire è soprattutto il lessico: moderatamente ricercato, a tratti quasi lezioso, ma in cui la crudezza della parola  “negro” deflagra qua e là, tagliente come una coltellata diretta al lettore.
La voce narrante è quella sagace e disarmante di Scout, bambina-maschiaccio di nove anni, che sfida il mondo, nelle grandi come nelle piccole cose, con i suoi atteggiamenti controcorrente. Un personaggio bellissimo, il suo: trasuda femminismo e voglia di emancipazione, e fa pendant con la figura granitica del padre, che paga un altissimo tributo alla sua onestà intellettuale.
La Maycomb di Harper Lee è un microcosmo di personaggi tratteggiati sapientemente; prototipi perfetti, variegati, sfaccettati, che descrivono tutte le possibili declinazioni di umanità e che li dispongono su un lato o sull’altro della barricata che divide la giustizia dall’ingiustizia.
Meravigliosa anche, l’ambientazione del romanzo, nell’arretrato e soffocante Alabama degli anni ’30. Le lunghe estati del Sud, il sole a picco sui campi di cotone, i “negri” -formalmente- liberi dalla schiavitù ma, di fatto, segregati a vivere in ghetti di baracche e privi di diritti civili, restituiscono il ritratto di un momento delicatissimo della storia americana. 
Condivido in toto il pensiero di Barak Obama a proposito di questo libro: tutti dovrebbero leggerlo. E’ un monito senza tempo, anzi, oggi attuale più che mai, a non cadere nelle trappole della demagogia e dell’abbrutimento culturale.
Consiglio di scoprire il testo in forma di audiolibro (Ed. Emons). A guidare il lettore nella Wisteria Lane ante litteram di Maycomb è la voce fanciullesca dell’attrice Alba Rohrwacher, che interpreta magnificamente la narratrice-bambina Scout Finch.

VERSIONE AUDIOLIBRO

 

Regia Flavia Gentili

Durata 12h 19m

Versione audiolibro integrale

Traduzione Amalia D’Agostino Schanzer

Pubblicazione 11 ottobre 2018

L’AUTRICE
Scrittrice americana di fama mondiale, Harper Lee è nata nel 1926 a Monroeville, nell’Alabama. Studiò legge e poi si impiegò a New York presso una compagnia aerea. Amica di Truman Capote fin dalla tenera età, è stata resa celebre dal romanzo Il buio oltre la siepe, che le valse il Premio Pulitzer nel 1960. Nel 2006, grazie al valore del medesimo romanzo, l’autrice è stata insignita della più alta onoreficenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà.