Traduttore:Giorgio Puleo

Editore:Marsilio

Collana: Universale economica Feltrinelli

Anno edizione: 2020

Prima pubblicazione: Svezia 2008

Genere: Giallo/Thriller

Pagine: 587 P

In una fredda giornata di gennaio, la polizia di Hudiksvall, nella Svezia centrale, scopre un orribile massacro: in un villaggio vicino alla foresta, diciannove persone sono state trucidate. Sembra il gesto di un folle. Quando a Helsingborg il magistrato Birgitta Roslin legge della strage, si rende conto che tra le vittime ci sono persone a lei molto vicine, e decide di occuparsi del caso. Il ritrovamento di un nastro di seta rossa la porta a Pechino, dove la scoperta di un diario la trascinerà indietro nel tempo, svelandole una terribile storia di schiavitù e soprusi. Coinvolta in un diabolico gioco politico, Birgitta dovrà confrontarsi con la brutalità del capitalismo selvaggio e dei nuovi potenti nella Cina di oggi, pronti a rivendicare il loro posto sulla scena internazionale.

***

Il cinese è a mio avviso il capolavoro letterario del compianto Henning Mankell, autore molto prolifico e spesso sottovalutato perchè rimasto “impigliato” nella sua stessa fama, derivante, in via quasi esclusiva, dalla serie di romanzi basati sul personaggio di Kurt Wallander, protagonista anche di innumerevoli film per il piccolo schermo.

Indubbiamente, quello di Wallander è stato un personaggio pionieristico, che ha aperto la via a tutte le grandi penne del thriller nordico venute dopo. Ma che ha anche un po’ adombrato la produzione letteraria indipendente del suo demiurgo, fatta di romanzi originalissimi e di grande spessore.

Il cinese è una delle perle più preziose lasciate in eredità dall’autore svedese. Appartiene alla sua produzione più tarda: pubblicato per la prima volta in madrepatria nel 2008, è giunto nel belpaese solo un decennio più tardi, postumo, dato che Henning Mankell è scomparso nel 2015. Non a caso contiene, il libro contiene parecchie riflessioni sulla senilità incombente e sulla malattia.

La sua grandezza non risiede solo nello stile, oramai collaudato, nel lessico prezioso e nella trama impeccabile, ma sta soprattutto nelle tematiche che fanno capolino qua e là e che strizzano l’occhio a precisi riferimenti autobiografici dello scrittore, come per esempio i rimandi all’esperienza politica giovanile nel partito comunista o alla professione di Birgitta, la protagonista che, come il padre di Mankell, è un giudice. Insomma, nel romanzo c’è l’expertise di un grande autore che conosce pienamente ciò di cui parla, e per questo riesce col suo realismo a tener viva l’attenzione del lettore, nonostante un intreccio davvero funambolico in cui si intersecano varie linee temporali e tre diversi continenti.

Gli elementi narrativi sono uniti dal un fil rouge che si mantiene labilissimo fino alla fine , quando tutti gli elementi del puzzle si ricompongono, come per magia.

L’ambientazione ci conduce in fascinoso viaggio spazio temporale: dal gelo della remota Provincia Svedese, alla Danimarca, all’America del 1800, all’Africa, alla Cina di oggi e di ieri. Un percorso doloroso, che porta con sé insieme a riflessioni amare su imperialismo e neocolonialismo, uno sguardo triste e disincantato sulle derive di un ideale politico corrotto dal tempo e dall’economia globale.

Un plauso speciale va anche alla qualità eccellente della traduzione di Giorgio Puleo: purtroppo, trasposizioni così belle non sono più all’ordine del giorno quando si tratta di romanzi scandinavi.

Il romanzo è disponibile anche sulla piattaforma di ascolto Storytel. La lettura è affidata alla bella voce di Michela Atzeni.

L’AUTORE


Henning Mankell (1948- 2015) scrittore svedese. Attivo come romanziere e drammaturgo dagli anni Settanta, si è affermato con la serie di gialli incentrati sul commissario Kurt Wallander della cittadina di Ystad, tra cui Assassino senza volto (1991), I cani di Riga (1992), La falsa pista (1995), Prima del gelo (2003), L’uomo inquieto (2010), La mano (2013). Da tempo residente tra la Svezia e il Mozambico, ha scritto storie di ambientazione africana, spesso dalla prospettiva dei bambini: Comédia infantil (1995) e Il segreto del fuoco (1995). Ha pubblicato anche libri per ragazzi di ambientazione svedese: Il cane che inseguiva le stelle (1990), Joel e le lettere d’amore (1991).


Henning Mankell (1948- 2015) scrittore svedese. Attivo come romanziere e drammaturgo dagli anni Settanta, si è affermato con la serie di gialli incentrati sul commissario Kurt Wallander della cittadina di Ystad, tra cui Assassino senza volto (1991), I cani di Riga (1992), La falsa pista (1995), Prima del gelo (2003), L’uomo inquieto (2010), La mano (2013). Da tempo residente tra la Svezia e il Mozambico, ha scritto storie di ambientazione africana, spesso dalla prospettiva dei bambini: Comédia infantil (1995) e Il segreto del fuoco (1995). Ha pubblicato anche libri per ragazzi di ambientazione svedese: Il cane che inseguiva le stelle (1990), Joel e le lettere d’amore (1991).

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.