Editore: Golem edizioni
Pagine: 184
Genere: Noir
Anno Pubblicazione: 2017

Il corpo di una giovane donna viene trovato a Firenze, nei pressi del Parco delle Cascine. Nella sua bocca ci sono petali di fiori. Per una strana ironia del destino, a occuparsi dell’indagine sarà il PM Amedeo Cantini, che vent’anni prima aveva avuto una sofferta storia d’amore con la madre della vittima, morta suicida. Ad aiutarlo nell’inchiesta, in qualità di psicoterapeuta, sarà Violetta, la moglie da cui si è da poco separato proprio a causa dei fantasmi del suo passato. Insieme, tra depistaggi e omertà,  seguiranno il fil rouge che lega il delitto ad altri inquietanti episodi riguardanti la potente famiglia Aldori. Un viaggio nel mondo oscuro che si cela dietro l’apparenza patinata dell’upperclass toscana, tra gli scorci mozzafiato di Firenze e il paesaggio bucolico della Valdelsa.

Il fioraio di Monteriggioni è un romanzo noir molto intenso. Difficile parlarne senza spoilerare troppo la trama. I temi trattati sono molto forti, anche se affrontati con estremo tatto. Lo stile di scrittura è molto elegante nella scelta lessicale e si nota la delicatezza della “mano femminile” nel descrivere sensazioni ed emozioni dei protagonisti. I personaggi sono ben costruiti e caratterizzati, soprattutto nei loro lati oscuri: instillano tutti il germe del sospetto in chi legge.

La prima metà del libro ha ritmo piuttosto lento. Ammetto di aver faticato un po’ ad abituarmi alle complesse dinamiche familiari del clan degli Aldori e alle vicende matrimoniali dei coniugi Cantini. Nella seconda parte, invece, il romanzo cambia passo e diventa molto coinvolgente. La trama evolve rapidamente, aumenta l’azione ed emergono particolari decisivi per le indagini che trascinano il lettore, in un crescendo di amarezza, verso un finale sconcertante.

L’AUTRICE

Cristina Katia Panepinto, nata a Milano nel 1967 vive a Lecce. Laureata in Lettere Moderne con una tesi in Storia del Teatro ha insegnato italiano a Berlino e a Firenze.

Il Fioraio di Monteriggioni è il suo romanzo d’esordio.

 

 

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.