Editore: Feltrinelli

Collana:Universale economica

Anno edizione:2012
Formato:Tascabile
Prima pubblicazione: 1962
Un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d’infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull’Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell’età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl. Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.
Un grande capolavoro del secolo scorso, ancora attualissimo nello stile di scrittura, che spesso viene colpevolmente tralasciato nei percorsi didattici della scuola italiana.
Questo delicatissimo romanzo di formazione racconta i turbamenti giovanili di una generazione congelata dalle leggi razziali. Giovani colti, intelligenti e meritevoli di chances esclusi dal tessuto sociale e destinati a vivere in un limbo di noia, in attesa deii tragici sviluppi storici che tutti conosciamo. Esclusi dalle università e dal mondo del lavoro, Micol e Alberto Finzi Contini vivono rinchiusi nella loro gabbia dorata, temporeggiando in attesa di tempi migliori -che non verranno -, circondati dai loro pochi amici, tra partite di tennis, passeggiate nella grande tenuta del Barchetto del Duca e storie d’amore che non riescono a spiccare il volo.
Il giardino dei Finzi Contini non si sofferma sull’escalation di violenza che ha infettato il Paese durante il ventennio e non contiene retorica politica di nessun genere. Il narratore, infatti, interrompe sapientemente la narrazione prima del precipitare degli eventi e rivela il destino dei personaggi solo nell’epilogo.
Sullo sfondo, scorrono in campo lungo le immagini di una Ferrara malinconica e bellissima, in cui la comunità ebraica aveva un ruolo di primo piano. I luoghi dell’ebraismo ferrarese possiedono un fascino struggente e raccontano la storia triste di uno sterminio insensato.
Di questo romanzo cult del ‘900 esiste anche una meravigliosa versione audiolibro (edita da Emons Edizioni) in cui , con grande garbo, la voce magnetica di Marco Baliani interpreta i turbamenti di questa generazione interrotta di giovani ebrei risucchiati nel vortice del periodo più buio della storia.

VERSIONE AUDIOLIBRO

EDIZIONI: EMONS

letto da Marco Baliani

Regia: Flavia Gentili

Durata 07h 40m

Versione integrale

Edizione testo Einaudi

Pubblicazione 19 gennaio 2012

 

L’AUTORE

Giorgio Bassani nasce a Bologna il 4 marzo del 1916 da una famiglia della borghesia ebraica, ma trascorre l’infanzia e la giovinezza a Ferrara, città destinata a divenire il cuore pulsante del suo mondo poetico, dove si laurea in Lettere nel 1939. Durante gli anni della guerra partecipa attivamente alla Resistenza conoscendo anche l’esperienza del carcere. Nel 1943 si trasferisce a Roma, dove vivrà per il resto della vita, pur mantenendo sempre fortissimo il legame con la città d’origine.

E’ solo dopo il 1945 che si dedica all’attività letteraria in maniera continuativa, lavorando sia come scrittore (poesia, narrativa e saggistica) sia come operatore editoriale: è significativo ricordare che fu proprio Giorgio Bassani ad appoggiare presso l’editore Feltrinelli la pubblicazione del “Il Gattopardo“, romanzo (di Giuseppe Tomasi di Lampedusa) segnato dalla stessa visione liricamente disillusa della storia che si incontra anche nelle opere dell’autore de “Il Giardino dei Finzi Contini“.

Giorgio Bassani lavora anche nel mondo della televisione, arrivando a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Rai; insegna nelle scuole ed è anche docente di storia del teatro presso l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Partecipa attivamente alla vita culturale romana collaborando a varie riviste, tra cui “Botteghe Oscure”, rivista di letteratura internazionale uscita tra il 1948 e il 1960.

Dopo alcune raccolte di versi (tutte le sue poesie verranno poi raccolte in un unico volume nel 1982, con il titolo “In rima e senza”) e la pubblicazione in un unico volume delle “Cinque storie ferraresi” nel 1956 (alcune però erano già comparse singolarmente in varie edizioni), Giorgio Bassani raggiunge il grande successo di pubblico con il già introdotto “Il giardino dei Finzi Contini” (1962).

Nel 1970 il romanzo riceve anche un’illustre trasposizione cinematografica per opera di Vittorio De Sica, dalla quale però Bassani prende le distanze.

Nel 1963 subisce critiche da parte del neocostituito movimento letterario palermitano Gruppo 63. A seguito della pubblicazione di Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino, a cui aveva consigliato una revisione, ma che Giangiacomo Feltrinelli fa uscire presso un’altra collana, Bassani lascia la sua casa editrice.

Dopo un lungo periodo di malattia, segnato anche da dolorosi contrasti all’interno della sua famiglia, Giorgio Bassani si spegne a Roma il 13 aprile del 2000, all’età di 84 anni.

Nel luogo di Ferrara dove Giorgio Bassani ha immaginato la tomba dei Finzi-Contini, il comune ha voluto ricordarlo con un monumento; esso è stato realizzato dalla collaborazione fra l’architetto Piero Sartogo e lo scultore Arnaldo Pomodoro.