Editore:Giunti Editore

Collana:M

Anno edizione: 2021

In commercio dal: 10 febbraio 2021

Pagine: 416

Genere: Giallo/Thriller

È un lunedì mattina di fine settembre a Firenze, ma il cielo meravigliosamente azzurro fa pensare a una giornata d’estate e niente lascia presagire l’incubo in cui la città sarà risucchiata di lì a poche ore. A bordo della sua auto il reporter Carlo Alberto Marchi si sta dirigendo a caccia di notizie verso Gotham City, il futuristico Palazzo di Giustizia, quando una telefonata allarmante del capocronista gli intima di correre subito al polo universitario lì vicino: è successo qualcosa di molto grave, qualcosa di cui ancora si sa ben poco. Un muro di poliziotti e ambulanze impedisce il passaggio a studenti e curiosi, e le voci si susseguono: «Pare che sia morto qualcuno», «Ho sentito delle urla», «Qualcuno è entrato armato». Quando Marchi riesce finalmente a farsi strada, non è preparato a quello che sta per vedere: sangue dappertutto, una decina di studenti a terra, alcuni corpi coperti pietosamente da lenzuola bianche. Un attentato? Le prime testimonianze confermano i dubbi più spaventosi: tra quei cadaveri si trova anche l’autore della carneficina, che dopo aver sparato all’impazzata si è ucciso urlando “Allah Akbar”. Firenze si risveglia nel terrore, il panico si scatena in città, soprattutto quando le televisioni di tutto il mondo trasmettono un videomessaggio ricevuto da fonte anonima. Sullo sfondo della cupola del Duomo divorata dalle fiamme, una voce annuncia: «Crociati della città di Firenze, siamo qui. Il Giorno del Sacrificio sta finalmente arrivando anche per voi». È evidente che ci sarà un nuovo, terribile attentato. Ma dove? Rimangono solo cinque giorni per scoprirlo e stavolta Marchi, alla ricerca di risposte tra misteriosi interpreti arabi, ingegneri nucleari uccisi, Imam e rabbini pacifisti, si troverà a mettere a rischio la sua stessa vita… Ritmo, azione, suspense: Paoli dà vita a una narrazione incalzante, che non dà tregua al lettore. In assoluto il suo romanzo più serrato. 

***

Ad ogni nuovo romanzo di Gigi Paoli aumenta l’imbarazzo che provo nello scrivere la relativa recensione. Finisco sempre, inevitabilmente, per esordire nello stesso modo, ovvero: quest’ultimo capitolo della serie dedicata al giornalista fiorentino Carlo Alberto Marchi riesce nel difficile intento di superare i capitoli precedenti.

Ecco, ci risiamo. Torno alla casella di partenza, costretta dagli eventi a riesumare la solita banalità:

Anche in questo quarto libro, l’autore fiorentino riesce nell’ardua impresa di alzare, ancora una volta, l’asticella del livello. (Non ci posso fare niente, è oggettivamente così). Dopo aver scodellato tre libri scritti in modo a dir poco sublime, Gigi Paoli ci sorprende con un altro romanzo che rasenta la perfezione stilistica.

La costante, rispetto alla produzione precedente, è rappresentata dalla prosa elegantissima, che svela un background culturale classico di tutto rispetto, ma che rimane fluente e leggera sulle pagine, che scorrono via velocissime.

L’elemento nuovo, invece, è il ritmo narrativo vertiginoso. La storia, complice un montaggio davvero ben congeniato, è un crescendo di tensione.

Il romanzo inizia in modo dirompente: il prologo è un pugno nello stomaco che disorienta il lettore fin dalle prime battute e che, nel contempo, lo tiene incollato alla lettura. La tragedia incombe, come un avvoltoio, dall’inizio alla fine. Rispetto alle avventure precedenti del cronista fiorentino, i toni sono meno scanzonati, le atmosfere cupissime.

Interessante anche l’evoluzione del protagonista e personaggi di lungo corso. Carlo Alberto Marchi è un uomo in crisi: attaccato sul fronte lavorativo, sul versante sentimentale e, soprattutto, sul lato familiare. Donata, la figlia, non è più una bambina. E’ intelligente e autonoma, ma ha un tallone d’Achille: le cicatrici lasciate dall’abbandono della madre, che ora rischiano di riaprirsi in modo drammatico. Il tema della famiglia, del rapporto genitori-figli, è sempre al centro dei romanzi dell’autore, che con un abile gioco di specchi riflette e distorce le dinamiche della “famiglia ristretta” Marchi sugli altri personaggi. Personaggi costruiti ad arte, dilaniati da un dramma interiore che si palesa al lettore poco per volta, tassello per tassello.

La trama si sviluppa in modo molto armonioso, senza mai cadere nella banalità. Facile cadere nella retorica, negli stereotipi, nelle semplificazioni quando si parla di temi “caldi” come terrorismo, Islam e antisemitismo. Ed è bello accorgersi che in questo romanzo questo non accade. Tutte queste tematiche sono trattate con rispetto, pragmatismo e grande equilibrio.

Come per i precedenti romanzi di Gigi Paoli, ho scelto di fruire del testo attingendo al catalogo della piattaforma di ascolto Storytel. Pur avendo amato moltissimo l’interpretazione data dal lettore dei precedenti libri della serie, Nicola Stravalaci, ho apprezzato moltissimo la scelta di affidare Il giorno del sacrificio a Stefano Thermes, bravissimo e in grado di interpretare al meglio il cambio di passo impresso dall’autore a questa sua ultima fatica, assecondandone gli accenti Noir.


L’AUTORE

Gigi Paoli (Firenze, 1971), giornalista del quotidiano La Nazione, è stato per 15 anni il responsabile della cronaca giudiziaria della redazione di Firenze e dal 2016 caposervizio della redazione di Empoli. Vive a Firenze. Le prime tre indagini del reporter Marchi, tutte uscite per Giunti – Il rumore della pioggia (2016), Il respiro delle anime (2017), La fragilità degli angeli (2018) – sono adesso disponibili in un unico volume, I misteri di Firenze (2020). Nel 2020 l’autore ha ricevuto il prestigioso Premio Giorgio La Pira per la cultura.

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.

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