Parlando di creme solari (ma anche di abbronzanti) è normale sentir parlare di filtri solari. Con questa definizione ci si riferisce sostanzialmente a due grandi tipologie di prodotti: i filtri chimici e i filtri fisici.

I primi sono prodotti caratterizzati dalla presenza di sostanze che impediscono alle radiazioni solari di penetrare nella pelle; di fatto le catturano e le trasformano rendendole innocue; i filtri chimici agiscono selettivamente su determinate lunghezze d’onda; la stragrande maggioranza dei prodotti contenenti filtri chimici protegge dalle radiazioni UV-B; vi sono però anche filtri solari che consentono una protezione più allargata.

I filtri fisici, invece, agiscono riflettendo le radiazioni solari; essi contengono infatti sostanze (per esempio l’ossido di zinco o il biossido di titanio) dotati di questa capacità riflessiva nei confronti dei raggi solari.Sono meno usati perché lasciano sulla cute un sottile strato di colore bianco che da un punto di vista estetico non è particolarmente piacevole. Vengono generalmente consigliati in quei casi in cui la sensibilità ai raggi solari è particolarmente spiccata oppure per proteggere adeguatamente parti del corpo particolarmente delicate e sensibili (naso e labbra).

Il fattore di protezione delle creme solari e dei prodotti abbronzanti esprime sostanzialmente la loro capacità protettiva; il fattore di protezione viene generalmente indicato in detti prodotti con una sigla seguita da un numero.

Le scale con le quali viene definito il fattore di protezione sono diverse; le più frequenti sono SPF (Sun Protection Factor), FP (fattore di protezione) e IP (indice di protezione). Senza dilungarsi in spiegazioni particolarmente complesse possiamo dire che il numero che segue la sigla ci indica per quante volte si può moltiplicare il tempo di esposizione (inteso senza protezione) ai raggi solari prima che la pelle cominci a scottarsi; tale tempo viene anche detto tempo di eritema; un veloce esempio; creme solari o prodotti abbronzanti con fattore SPF 5 consentono di stare esposti al sole per un tempo che è 5 volte superiore a quello che normalmente occorrerebbe per generare un eritema solare nel caso di un’esposizione senza protezione.

L’Unione Europea classifica i livelli di protezione dei prodotti solari ricorrendo all’SPF:

  • protezione bassa: SPF 6 e 10
  • protezione media: SPF 15, 20, 25
  • protezione alta: SPF 30 e 50
  • protezione molto alta: SPF 50+.

Si tenga conto che gli esperti considerano che i prodotti con un SPF inferiore 6 non possano essere ritenuti come prodotti adatti alla protezione solare.

È doveroso ricordare che il fattore di protezione fa riferimento all’azione filtrante nei confronti dei raggi UV-B; per quanto riguarda i raggi UV-A non vi sono metodiche standardizzate. Secondo le più recenti raccomandazioni della Commissione Europa, un prodotto solare deve contenere filtri e schermi che consentano un buon rapporto di protezione UVB/UVA, dove la protezione UVA dovrebbe essere pari ad almeno un terzo dell’SPF dichiarato in etichetta. Tali prodotti possono essere riconosciuti grazie alla presenza di un bollino cerchiato con all’interno la dicitura “UVA”.

Ovviamente i tempi di esposizione garantiti dalle creme solari si riferiscono a un’applicazione corretta del prodotto. Si deve inoltre considerare che in caso di sudorazioni copiose o dopo un bagno è necessario riapplicare il prodotto protettivo.

 

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