VERSIONE CARTACEA
Traduttore: Sante Bandirali
Editore: Uovonero
Collana: I geodi
GENERE: GIALLO PER RAGAZZI (>12 ANNI)
Anno edizione:2011
In commercio dal:1 dicembre 2011
Pagine: 256

Vincitore del Premio Andersen 2012, miglior libro oltre i 12 anni

Ted Spark non sente un gran bisogno di diventare normale, però ha capito che esiste una cosa che (agli occhi della gente) lo avvicina a quella condizione: dire bugie. Lui che in 12 anni non ha mai mentito, adesso, è costretto a dirne tre in due soli giorni per salvare l’indagine parallela condotta insieme a sua sorella Kat alla ricerca del cugino Salim. Salim è sparito, facendo un giro sullagigantesca ruota panoramica di Londra. Un giallo avvincente, la storia di un ragazzo inglese nel cui cervello gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone. La voce narrante del libro è proprio quella di Ted, affetto da sindrome di Asperger, una forma di autismo che non viene mai nominata come è giusto che sia perché tutti (chi più o meno) siamo nello spectrum autistico. Età di lettura: da 12 anni.

Ho scoperto questo romanzo meraviglioso per caso. Mi ha commosso e divertito, perchè scritto con garbo e ironia. Davvero un peccato che la sfortunata scrittrice di origini irladesi non abbia avuto più tempo per dare al mondo altri tesori come questo.

Il Mistero del London Eye è un giallo decisamente sui generis dato che evidenzia molti tratti originali nello sviluppo del plot. La trama scorre su due binari: l’indagine ufficiale condotta dalla polizia, che appare appena tratteggiata, e l’inchiesta parallela, condotta con rigore scientifico dal giovanissimo protagonista.

Ed è proprio questo personaggio, straordinario, Ted, che narra la vicenda in prima persona, a trascinare empaticamente -lui, che con l’empatia ha un pessimo rapporto-  il  lettore nella storia e nel suo mondo distorto dalla sindrome di Asperger. Il suo racconto appare sempre filtrato dalle sue percezioni, dalle sue insicurezze, dai suoi tic e dalle sue mille manie compulsive. Il risultato è a tratti esilarante, a tratti commovente e, comunque fa sempre riflettere. Per molti versi, questo testo è illuminante, perchè mette chi legge nei panni di chi soffre di questa sindrome, senza peraltro nominarla mai.

Bella anche l’ambientazione, nella Londra dei nostri giorni. La città non è solo uno sfondo, ma assume un ruolo di primo piano, come se fosse un personaggio a sè stante e con una doppia personalità; perchè oltre all’immagine patinata della Londra turistica, emerge fortemente la Londra che vivono ogni giorno i londinesi: una metropoli nei cui sobborghi si mischiano tutte le etnie e in cui gli adolescenti sono facile preda di episodi di bullismo e di violenza.

Un libro adattissimo a tutta le età, anche se classificato come  Crime per ragazzi.

Consiglio di scoprirlo nella versione audiolibro, edita da Emons e letta da Pietro Sermonti, che interpreta alla perfezione Ted, la sua genialità e il suo modo di percepire il mondo esterno. Unica nota stonata, la prefazione di Simonetta Agnello Horby. Sull’analisi del romanzo, nulla da eccepire; ho invece trovato irritante la parte finale, piena di banalità sulla società moderna, che peraltro nulla ha a che vedere con il testo.

 

Versione audiolibro

Edizioni Emons/Uovonero

Letto da Pietro Sermonti

Regia Flavia Gentili

Durata 5h 56m

Versione audiolibro integrale

 

 

 

L’AUTRICE
Nata a Londra da genitori irlandesi. Diplomata in lettere classiche all’università di Oxford, è entrata a far parte nel 1984 del Pen Club International, un’organizzazione di scrittori il cui obiettivo è quello di “riunire scrittori di tutte le nazionalità che abbiano a cuore i valori della pace, del rispetto e della libertà, senza i quali la creazione diventa impossibile”. Per vent’anni si è battuta contro la censura e per la difesa degli scrittori minacciati e incarcerati in ogni parte del mondo. Ha soggiornato in Indonesia e in Guatemala e ha diretto per sette anni il comitato “Libertà di scrittura” del centro americano del Pen Club, a New York. Al ritorno in Inghilterra ha continuato questa missione sociale inviando scrittori nelle scuole svantaggiate e nelle prigioni.
Il suo primo romanzo per ragazzi, “A Swift Pure Cry”, è uscito soltanto nel 2006. Ha ricevuto critiche molto favorevoli da parte della stampa anglosassone e numerosi premi in Gran Bretagna e in Francia. Da allora, Siobhan Dowd è paragonata ai piú grandi scrittori irlandesi contemporanei.
Il mistero del London Eye (edito in Italia da Uovonero nel 2011) ha vinto il Premio Andersen per la fascia d’età oltre i 12 anni. È il secondo libro che ha pubblicato, ma il primo che ha scritto.
Siobhan è riuscita a completare altri due romanzi prima di morire improvvisamente di cancro nell’agosto 2007, all’età di quarantasette anni. I quattro romanzi per ragazzi di Siobhan Dowd rappresentano un capolavoro, ancora piú prezioso se si considera che la sua realizzazione si è interrotta nel punto piú alto della sua traiettoria. Essi testimoniano il suo enorme talento di scrittrice, la sua profonda passione per la vita e l’affetto che ha sempre avuto per l’Irlanda, dove si recava regolarmente.
Tutti i diritti d’autore delle opere di Siobhan Dowd sono destinati alla Siobhan Dowd Trust, una fondazione di beneficenza creata appena prima della sua morte per migliorare le possibilità di accesso al piacere della lettura da parte dei ragazzi che vivono in aree socialmente disagiate.
Insieme a Patrick Ness ha scritto Sette minuti dopo la mezzanotte, edito in Italia da Mondadori nel 2013. Tra i suoi titoli ricordiamo: La bambina dimenticata dal tempo, Il riscatto di Dond, Le rose di Shell.