Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Stile libero big
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 23 gennaio 2018
Pagine: 432
GENERE: GIALLO
Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto Reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d’accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.
– Non ci posso credere, – disse Danglard, – non ci voglio credere. Torni fra noi, commissario. Ma in quali nebbie ha perso la vista, porca miseria? – Nella nebbia ci vedo benissimo, – replicò Adamsberg in tono un po’ secco, appoggiando i palmi sul tavolo. – Anzi, meglio che altrove. –
Fred Vargas torna a stupire i suoi lettori con questo ennesimo capitolo della saga dedicata allo stralunato Commissario Jean-Baptiste Adamsberg. E se, come me, pensavate che la serie costruita intorno alla figura surreale dello “Spalatore di Nuvole” fosse oramai esaurita, forse dovrete ricredervi.
La trama de Il morso della reclusa ha un suo spessore, e tiene il lettore incollato alle pagine fino alla fine del romanzo grazie a un perfetto equilibrio di surrealismo e rigore scientifico: un mix, questo, che risulterebbe improponibile da affrontare per qualsiasi altro autore, ma che per la Vargas è invece espressione naturale del suo background culturale e familiare. Inoltre, con questa sua ultima opera, l’autrice cambia le carte in tavola e stravolge gli equilibri tra i bizzarri personaggi che compongono la squadra anticrimine del XIII Arrondissement: Danglard guiderà un vero e proprio ammutinamento contro i metodi poco ortodossi del suo superiore e con la sua sedizione produrrà una frattura difficile da riparare. In questo episodio della serie, ambientato tra la città di Nimes e le zone montane nei pressi di Lourdes, l’uomo di fiducia di Adamsberg sarà il concittadino Veyrenc de Bihlc: un sodalizio tutto “pirenaico” sulle tracce della “reclusa”.
Nel romanzo, trova spazio anche un bellissimo cameo del paleontologo Mathias, uno dei tre studiosi di Storia protagonisti della saga dedicata ai tre “evangelisti” ,  e che qui si troverà a vivere un siparietto amoroso con l’inossidabile tenente Violette Retancourt.
L’AUTRICE
Fred Vargas è lo pseudonimo che la scrittrice francese Frédérique Audouin-Rouzeau ha deciso di adottare in omaggio alla sorella gemella Jo, una pittrice che nelle sue opere si firma appunto Vargas (Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza).
È figlia di una chimica e di uno scrittore surrealista.
È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs), ed è specializzata in medievistica. Per cinque anni ha lavorato sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all’uomo. Scrive ogni suo romanzo in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per tre o quattro mesi, con il suo editor privilegiato: la sorella Jo.
Scrive dall’85. Dal ’92 ha pubblicato quasi un libro l’anno. È tradotta in 22 lingue ed è considerata l’anti-Patricia Cornwell. A tal proposito, ha dichiarato che «il poliziesco è una specie di favola, ironica o tragica o cerebrale. Non sopporto i gialli ultraviolenti che raccontano crimini complicatissimi (che nella realtà non esistono): un delitto è sempre semplice». Questo non le impedisce certo di dispiegare nei suoi romanzi una straordinaria visionarietà, unita a una capacità di indagine psicologica e alla passione per meticolose ricostruzioni ambientali.
I suoi romanzi polizieschi di successo, editi da Einaudi, sono ambientati nella Francia contemporanea, soprattutto a Parigi, e caratterizzati dalla scelta di ridurre all’essenziale gli stereotipi (sangue, sesso) del romanzo noir, da originalità d’intreccio e da uno stile ironico e incisivo. La casa editrice torinese ha iniziato a pubblicare l’autrice nel 2000, con Io sono il tenebroso, per poi nel 2002 proseguire con Chi è morto alzi la mano. Nel 2004 esce Parti in fretta e non tornare, nel 2005 Sotto i venti di Nettuno e nel 2006 L’uomo a rovescio. Nel 2007 vengono pubblicati due romanzi, Nei boschi eterni e L’uomo dei cerchi azzurri, mentre nel 2008 Un po’ più in là sulla destra. Nel 2009 vedono la luce sia il romanzo Un luogo incerto, sia la raccolta di racconti Scorre la Senna; nel 2010 vengono pubblicati il romanzo Prima di morire addio, la graphic novel I quattro fiumi e il saggio Critica dell’ansia pura. Nel 2011 è uscito il romanzo La cavalcata dei morti, mentre nel 2013 il saggio Piccolo trattato sulle verità dell’esistenza. Nel 2015 è stato pubblicato il romanzo Tempi glaciali.
Einaudi ha inoltre pubblicato tre raccolte dei suoi romanzi: la prima nel 2009, intitolata La trilogia Adamsberg (contenente L’uomo dei cerchi azzurri, L’uomo a rovescio, Parti in fretta e non tornare); la seconda nel 2010, intitolata I Tre Evangelisti (contenente Chi è morto alzi la mano, Un po’ più in là sulla destra, Io sono il Tenebroso); la terza nel 2014, intitolata La seconda trilogia Adamsberg (contenente Sotto i venti di Nettuno, Nei boschi eterni, Un luogo incerto).