Autore: Jo Nesbø
Editore: Einaudi
Pagine: 416
Genere: Thriller
Anno Pubblicazione: 2014
Il giovane Harry Hole, promettente agente della polizia di Oslo, viene inviato a Sidney per coadiuvare la polizia locale nelle indagini relative all’omicidio di Inger Holter, una barista norvegese con un passato da soubrette televisiva. Si troverà a lavorare in coppia con Andrew Kensington, un brillante poliziotto di origine aborigena che sembra celare diversi misteri.
Ben presto appare chiaro che lo strangolamento della ragazza non è un episodio isolato, ma solo l’ultimo delitto di un serial killer che sembra avere una predilezione per le bionde.

L’indagine si dipana tra diversi depistaggi e l’ambiguità dei personaggi coinvolti nella vicenda.
Harry, si trova a dover fronteggiare il primo caso complicato della sua carriera cercando di resistere alla tentazione di abbandonarsi all’alcool, che è da sempre il suo rifugio nei momenti di sconforto.
Ad allietare la sua permanenza in Australia, l’amore appena sbocciato con Birgitta, avvenente barista svedese dai capelli rossi e collega della vittima.Prima di entrare nel merito penso sia necessario fare una piccola introduzione alla storia particolare di questo primo e, per la verità, un po’ acerbo romanzo che segna l’esordio letterario dell’autore e la contestuale nascita del fortunato -si fa per dire-personaggio dell’antieroe Harry Hole, perennemente in lotta con le proprie debolezze ma animato da nobili ideali.
Il romanzo uscì in Norvegia nel 1997 e venne scritto da un Nesbo allora già famoso come cantante e chitarrista del gruppo pop Di Derre, in occasione di una tournée in Australia.
Venne poi presentato con uno pseudonimo ad una casa editrice, dato che l’autore stesso era preparato a ricevere un educato rifiuto.
In realtà l’opera prima di Nesbo piacque e diventò un caso letterario senza precedenti in patria.
Nel nostro Paese venne tradotto solo nel 2014, quando oramai Nesbo aveva acquisito fama mondiale ed i suoi bestsellers erano già da anni sul mercato.La trama del romanzo, pur essendo piuttosto semplice, in alcuni punti incespica.
Il ritmo della narrazione è piuttosto lento e a tratti un po’ noioso.
Il lessico è crudo e ci sono scene piuttosto esplicite di violenza.
Lo stile della scrittura, pur avendo qualche guizzo di vivacità è ancora ben lontano dallo stile avvincente e quasi hard boiled della maturità espressiva dell’autore.
Ma quello che più manca, soprattutto per chi come me di Nesbo ha già letto tutto, è lo spessore psicologico dei personaggi, che ne IL PIPISTRELLO sono solo abbozzati, caricaturali e un po’ stereotipati nelle caratteristiche somatiche.
Questo risulta particolarmente evidente col personaggio di Birgitta, la ragazza di cui il protagonista si innamora perdutamente, ma di cui non viene descritta che la fisicità. E’ invece più interessante la figura del protagonista e la sua evoluzione nell’ambito di questo primo thriller e di quelli che seguiranno.
Il libro, che inizia con un Harry Hole giovane e ancora un po’ goffo, ci restituirà un personaggio più maturo, più sicuro di sé, professionalmente più preparato ma anche segnato indelebilmente da un grave lutto che condizionerà per molto tempo la sua capacità di essere felice e mantenere la sobrietà. A far da sfondo alla vicenda, non la solita e fredda Oslo, ma i contrasti di un’Australia fatta di scenari sconfinati e seducenti ma anche di grande degrado ed emarginazione. Dalla Sidney avvenieristica e modaiola costruita dalle grandi Archistar europee ai quartieri a luci rosse, dalla natura lussureggiante ai villaggi hippy del Queensland invasi dalla droga.
Le due facce di una cultura apparentemente progressista, ma che si basa su grandi ingiustizie perpetrate ai danni delle popolazioni aborigene, relegate ai margini della società da fallimentari politiche di integrazione messe in atto tardivamente e inopportunamente nel dopoguerra.
Una sorta di apartheid silente, ma ancora profondamente radicata nell’ Australia di oggi, vista attraverso lo sguardo dei due personaggi aborigeni del romanzo, Andrew e Towoomba.
Pur amando moltissimo Jo Nesbo ed il suo alter ego letterario Harry Hole, ho fatto non poca fatica a completare la lettura di questo romanzo.
Pur considerandolo un’opera prima di tutto rispetto devo sottolineare come non abbia nulla a che vedere con lo stile brillante e convolgente caratteristico delle opere successive di questo autore.
Suggerisco pertanto ai lettori che si approcciano per la prima volta a questo scrittore di iniziare la lettura con titoli più recenti e gratificanti e di leggere solo in un secondo tempo i due romanzi di esordio.

 

SULLE TRACCE DI HARRY… breve guida di viaggio nella Oslo di Harry Hole