Traduttore: Pino Cacucci, Stefania Cherchi, Camilla Falsetti Spikermann
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione:2019
Pagine: 696
Barcellona, 1901. La città attraversa un momento di estrema tensione sociale: la miseria delle classi più umili si scontra con il lusso dei grandi viali, nei quali originalissimi edifici appena sorti o in costruzione annunciano l’arrivo di una nuova e rivoluzionaria stagione artistica, il Modernismo.
Dalmau Sala, figlio di un anarchico giustiziato dalle autorità, è un giovane pittore e ceramista che vive intrappolato tra due mondi: da un lato quello della sua famiglia e di Emma Tàsies, la donna che ama, entrambe attivamente impegnate nella lotta operaia; dall’altro, quello del lavoro nella fabbrica di ceramiche di don Manuel Bello, il suo mentore, ricco borghese dalla incrollabile fede cattolica.
Nel Pittore di anime, Ildefonso Falcones tratteggia il meraviglioso arazzo di un’epoca convulsa, nel quale l’amore, la passione per l’arte, le rivolte sociali e le vendette personali si fondono in un intreccio emozionante, il ritratto di una Barcellona capace di ribellarsi al grigio potere della tradizione, dimostrando ancora una volta un’innegabile maestria nel tessere personaggi vividi e avventure straordinarie sullo sfondo della Storia di cui è appassionato e attento studioso.
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Una grande kolossal storico, che ci riporta ai primi del ‘900: protagonista assoluta del romanzo è una Barcellona percorsa da tensioni sociali fortissime, frutto della rivoluzione industriale  che, con cent’anni di ritardo rispetto al resto dell’Europa, la sta interessando.
Tra i vicoli della Ciudad Comtal va in scena una feroce  lotta di classe: i socialisti rivendicano condizioni di lavoro più eque e minime tutele sociali, rivoltandosi anche contro lo strapotere della Chiesa che continua a esercitare un’ingerenza intollerabile nella vita civile e, persino nell’arte.
Ed è proprio  l’arte il  contraltare bellissimo di questa epoca segnata da fame, campagne militari devastanti e ingiustizie. A Barcellona, infatti, il secolo inizia con una grande rivoluzione urbanistica. Si creano interi quartieri residenziali per ricchi, come l’Eixample, e si procede alla realizzazione di una grande arteria stradale che li congiunge al mare: la via Laietana. Ma soprattutto, gli architetti, nell’intento di dare ai nuovi ricchi dimore mozzafiato, creano il Modernismo: uno stile unico che si avvale di linee curve, materiali compositi e coloratissimi, come vetro e ceramica, e che renderà Barcellona un luogo magico e senza uguali. Proprio in questi anni, infatti, partono i cantieri di tutte le grandi opere di Gaudì e di Domenech: la Sagrada Familia, l’ospedale de La Creu i San Pau, Les Punxes, La Pedrera, Casa Batlò, Casa Amantler, Parc Guell; capolavori che conferiscono alla città il volto originale che ancora oggi i turisti di tutto i l mondo ricercano.
I personaggi di Falcones sono figli di questo contesto storico, sociale e artistico. Dalmau Sala, il protagonista maschile  della vivenda, è un artista, mentre Emma, la donna forte e volitiva che insegue per tutto il romanzo, è un’attivista politica. Entrambi appartengono alla schiera dei diseredati e vivono sulla loro pelle la prepotenza dei cattolici.
Ben cesellati nei dettagli, anche se a mio avviso un po’ troppo manieristici nel loro modo di agire, sono personaggi empatici , che si lasciano amare dal lettore e lo conducono per mano nei vari passaggi della trama che, in fondo, disegna la parabola di una classica storia d’amore, senza troppi guizzi di originalità.
Intendiamoci, anche se a tratti un po’ scontato e ripetitivo, questo libro è davvero molto bello, soprattutto per come riesce ad avvincere il lettore, portandolo a vedere il lato oscuro dell’era modernista, quello che si palesa agli occhi dei ” trinxeraires” , i bambini di strada abbandonati a loro stessi a cui Dalmau, nei suoi dipinti, riesce a catturare l’anima.

 

L’AUTORE

 

 

 

 

Ildefonso Falcones de Sierra (1959) vive a Barcellona con la moglie e i quattro figli. Il suo romanzo d’esordio, La cattedrale del mare, uscito in Italia presso Longanesi, è stato un successo sensazionale in tutto il mondo, e a oggi vanta oltre un milione di lettori. Vincitore di numerosi premi in patria, in Italia si è aggiudicato il Premio Boccaccio Sezione Internazionale. Dal romanzo è stata tratta la fortunata serie tv disponibile su Netflix.
Longanesi ha inoltre pubblicato i bestseller La mano di Fatima (2009), vincitore del premio Roma nel 2010, che mette in scena lo sterminio dei moriscos per mano dei cristiani nel Sud della Spagna del XVI secolo; La regina scalza (2013), ambientato a metà Settecento tra Madrid e Siviglia, tra l’oppressione dei gitani e il fiorire della vita teatrale, e il seguito della Cattedrale del mare, Gli eredi della terra (2016). Con Il pittore di anime (2019) si riconferma un maestro della narrativa storica raccontata con gli occhi degli umili e dalla parte degli oppressi.

www.ildefonsofalcones.com

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Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da due anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019.

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