Editore: Piemme
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 16 febbraio 2016
Genere: Thriller
Pagine: 370 
Il volto martoriato da lividi e ferite, la bocca frantumata, le ossa degli arti barbaramente spezzate. Ma il dolore più acuto non è certo dovuto alle ferite. Quando intravede, ancora semicosciente, il corpo di Anna, la sua compagna, abbandonato accanto a lui sul letto, lo sguardo vitreo e inespressivo che solo la morte sa creare, capisce che nulla potrà più essere come prima. Marco e Anna si erano trasferiti da poche settimane a Ipswich, nel Suffolk, lasciandosi alle spalle Bologna e un paese che non aveva dato loro granché. L’Inghilterra li aveva accolti con un lavoro decente e soprattutto la speranza di un futuro migliore, speranza di cui ora non rimane neppure un frammento. Un anno dopo di Marco e Anna nella cittadina inglese non c’è più neppure un vago ricordo, anche perché l’omicidio di una giovane prostituta croata ha spostato i riflettori sul vecchio caso di un serial killer apparentemente chiuso dieci anni prima. Alla polizia locale e ai suoi zelanti e burocratici agenti, Scotland Yard affianca Peter McBride, nei registri della polizia noto anche come BigMac, accusato di vari crimini, condannato a qualche anno di reclusione. Un genio nel risolvere i casi più complessi, anche se con metodi decisamente poco ortodossi. Dopo i primi sopralluoghi, McBride si accorge che è un’altra la pista da seguire e chiede aiuto a una vecchia conoscenza, Alvaro Gerace, poliziotto italiano che mai si è accontentato della soluzione più facile. Insieme, pur rimanendo nei propri paesi, scopriranno che la verità, che a tutti, dai media alla polizia, fa comodo tenere nascosta, è atroce e affonda le sue radici negli istinti più bassi e ancestrali dell’animo umano.
***
Stefano Tura è un giornalista di lungo corso della Rai, che negli ultimi anni ha svolto un eccellente lavoro come corrispondente dal Regno Unito. E nel suo romanzo, il mestiere, quello di cronista, traspare in ogni riga.
Lo stile, ricalca molto quello “muscolare” del crime di stampo anglosassone: una detective story in cui i poliziotti superano spesso le regole del consentito e del politically correct.
Premetto, a scanso di equivoci, che non sono una grande fan di questo sottogenere del Crime. Di questo romanzo, sono parecchie le cose che non mi hanno convinta.
Prima fra tutte la storia, anzi le storie raccontate,  che non si armonizzano completamente nell’intreccio e che in parte non appaiono completamente svolte. Credo che questo inconveniente, come altri che menzionerò dopo, sia dovuto al fatto che il libro prevedesse un seguito, e che quindi fosse anche prevista una trama a lungo termine, qui appena abbozzata.
Altro neo: i personaggi. Impersonano i tipici  archetipi del genere poliziesco, ma risultano un po’ “vuoti”. Manca il racconto del loro vissuto, manca carattere, mancano le motivazioni per il loro modo di agire e, soprattutto, manca l’empatia col lettore.
Ho trovato molto forzati anche i dialoghi, che difettano di spontaneità.
Insomma, nel complesso, a mio avviso,  Il Principio De Male è un libro formalmente corretto, ma che manca di personalità e di uno stile definito. Il ritmo narrativo è piuttosto lento e questo va irrimediabilmente a scapito della tensione narrativa.
L’AUTORE
Stefano Tura ha iniziato la sua carriera al quotidiano Il Resto del Carlino occupandosi di cronaca nera. Nel 1989 è stato assunto in Rai. Fino al 1997 ha lavorato alla sede Rai dell’Emilia-Romagna. In quegli anni ha seguito, tra le altre cose, il processo per la strage del 2 agosto 1980 e tutta la vicenda della Banda della Uno bianca.

Trasferitosi a Roma nel 1998 al Tg1, ha continuato ad occuparsi di cronaca, firmando inchieste importanti come il sequestro Soffiantini (1998), gli omicidi di mafia e camorra, le vicende dei serial killer Gianfranco Stevanin (1998) e Donato Bilancia (1999), il mistero della famiglia Carretta (1999), l’alluvione di Sarno e Quindici del 1998.

Passato alla redazione esteri, è stato inviato di guerra nei conflitti del Kosovo (1999), Afghanistan (2001), Iraq (2003), Sudan (2004) e ha seguito eventi internazionali come il processo di Abdullah Öcalan in Turchia (1999), il terrorismo internazionale nei paesi balcanici e medio-orientali (2000-2001), il traffico di organi in Brasile e paesi dell’est europeo (2001), le adozioni illegali in Romania e nell’ex Unione Sovietica, i ribelli islamici di Abu Sayyaf nelle isole Filippine (2002), la tratta dei minori in Kosovo (2002), lo sfruttamento della prostituzione nei paesi europei (2003), gli attentati di al-Qāʿida in Turchia (2003) e Spagna (2004), le indagini su Al Zarqawi (2004), l’allerta-terrorismo alle Olimpiadi di Atene (2004), le elezioni spagnole e americane (2004), la crisi umanitaria nel Darfur (2005), la rivolta di Addis Abeba (2005).

Nel gennaio del 2006 è stato nominato corrispondente da Londra, città dove vive tuttora, affiancando Marco Varvello, alternandosi nei reportage dalla capitale britannica.

Vive a Londra, ed è corrispondente della Rai per il Regno Unito, dal 2006.

Opere letterarie

  • 2001, Il killer delle ballerine, Fazi Editore
  • 2002 Le caramelle di Super Osama – Viaggio a Kandahar di un inviato di guerra
  • 2003 Non spegnere la luce, Fazi
  • 2005 il noirArriveranno i fiori del sangue, edito da Mondadori
  • 2005 Delitti per le feste (Aliberti editore) scritto insieme a Maurizio Matrone
  • 2014 Tu sei il prossimo, Fazi Editore, con il quale ha vinto il Premio Romiti
  • Nel 2016 Il principio del male, Piemme

DA WIKIPEDIA.

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.