Noir Francese

IL RITUALE DEL MALE -JEAN-CRISTOPHE GRANGE’

Autore:Jean-Christophe Grangé

Traduttore: Paolo Lucca

Editore:Garzanti

Collana: Narratori moderni

Anno edizione:2016

In commercio dal:20 ottobre 2016

Pagine:752

L’aria è malvagia sull’isola di Sirling, al largo della costa bretone. Un’aria salmastra, appiccicosa, in cui l’odore del mare si mescola alle immagini di un macabro rituale, al ricordo di un uomo, uno spietato serial killer dalla firma inconfondibile. L’Uomo Chiodo, però, ha smesso di colpire da più di quarant’anni. Nel 1971. A Lontano, nel cuore del Congo. Ma i segni di quei terribili omicidi emergono ora dal limbo del tempo in una base militare di fulgida tradizione. Il corpo di un giovane cadetto, dilaniato da un’esplosione, viene ritrovato all’interno di un bunker. I rilievi del medico legale non lasciano dubbi: il corpo è stato trafitto da centinaia di chiodi arrugginiti, gli organi asportati, gli arti orrendamente mutilati. A occuparsi del caso, stranamente, non è la polizia militare, ma la prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, guidata dal comandante Erwan Morvan. Erwan è figlio di quel Grégoire Morvan che, proprio a Lontano, aveva messo fine alla scia di sangue dell’Uomo Chiodo, quello che sulle risorse minerarie del Congo ha costruito la propria fortuna e che ora, da una posizione defilata, comanda le leve della polizia francese. E mentre le vittime si moltiplicano e gli indizi si fanno via via più evanescenti, il fantasma dell’Uomo Chiodo torna a braccare i Morvan e a scuotere dalle fondamenta il buon nome di una famiglia in apparenza inattaccabile. Ben presto l’indagine costringe Erwan sulle tracce delle più oscure gesta di suo padre in Africa… L’aria è malvagia sull’isola di Sirling, al largo della costa bretone. Un’aria salmastra, appiccicosa, in cui l’odore del mare si mescola alle immagini di un macabro rituale, al ricordo di un uomo, uno spietato serial killer dalla firma inconfondibile. L’Uomo Chiodo, però, ha smesso di colpire da più di quarant’anni. Nel 1971. A Lontano, nel cuore del Congo. Ma i segni di quei terribili omicidi emergono ora dal limbo del tempo in una base militare di fulgida tradizione. Il corpo di un giovane cadetto, dilaniato da un’esplosione, viene ritrovato all’interno di un bunker. I rilievi del medico legale non lasciano dubbi: il corpo è stato trafitto da centinaia di chiodi arrugginiti, gli organi asportati, gli arti orrendamente mutilati. A occuparsi del caso, stranamente, non è la polizia militare, ma la prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, guidata dal comandante Erwan Morvan. Erwan è figlio di quel Grégoire Morvan che, proprio a Lontano, aveva messo fine alla scia di sangue dell’Uomo Chiodo, quello che sulle risorse minerarie del Congo ha costruito la propria fortuna e che ora, da una posizione defilata, comanda le leve della polizia francese. E mentre le vittime si moltiplicano e gli indizi si fanno via via più evanescenti, il fantasma dell’Uomo Chiodo torna a braccare i Morvan e a scuotere dalle fondamenta il buon nome di una famiglia in apparenza inattaccabile. Ben presto l’indagine costringe Erwan sulle tracce delle più oscure gesta di suo padre in Africa, trasformandosi in una sfida che oltrepassa le leggi dello spazio e del tempo, in cui nessuno è senza colpa e nessuno conosce la verità. Una corsa sfrenata per salvare chi ama, che condurrà Erwan lontano dalla Francia, nel cuore del Congo oscuro e sanguinoso che ha tenuto a battesimo la sua stessa esistenza. Tradotto in trenta lingue, Jean-Christophe Grangé è uno degli autori di thriller più venduti in tutto il mondo. Con Il rituale del male ha confermato il suo ruolo di re francese del noir, vendendo in un solo mese 200.000 copie e piazzandosi in cima alle classifiche dei bestseller. Una storia che intreccia passato e presente, Europa e Africa, moderne tecniche investigative, superstizioni e credenze religiose, conquistando il lettore con la potenza selvaggia di un mito antico.

***

Questo è, a mio avviso, il “romanzo perfetto” di Grangé. Tiene il lettore incollato alle pagine, dalla prima all’ultima, senza scampo.

La storia è originale e avvincente, l’intreccio è costruito magistralmente. L’effetto che si percepisce procedendo con la lettura è quello di essere sulle montagne russe: momenti di tensione vertiginosa si alternano a plateaux in cui si raggiunge, anche se labilmente, una parvenza di equilibrio. Ma ogni volta che la situazione sembra risolta un nuovo baratro appare dietro l’angolo.

I personaggi, ruvidi e sofferti, sono cesellati alla perfezione nei loro mille chiaroscuri emotivi e, pur essendo molto “muscolari” offrono al lettore anche le loro fragilità. Il protagonista stesso della storia è un eroe “sporco”, che non esita a superare i limiti del lecito e del comune senso della moralità, sia nell’ambito della sua missione istituzionale che nella vita familiare.

La scrittura di Jean-Christophe Grangé è ipnotica: seduce con la sua graffiante scorrevolezza, e si intona perfettamente con i temi trattati e con la violenza che impregna ogni capitolo. C’è una cura maniacale nella scelta dei vocaboli e nei registri linguistici usati dai personaggi.

Ma il vero capolavoro del romanzo sono le atmosfere cupe dell’ambientazione, che spaziano dal freddo grigiore della Normandia al calore soffocante dell’Africa Nera, passando per la Parigi che non ti aspetti: la parte oscura della ville lumiére, quella che ospita il Jet Set, quella in cui la cocaina scorre a fiumi e in cui per un minuto di celebrità si arriva a fare di tutto.

L’AUTORE

Jean-Christophe Grangé è autore di romanzi di grandissimo successo che hanno ampliato i confini del thriller tradizionale. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo e venduti in milioni di copie, sono pubblicati in Italia da Garzanti. Spesso sono stati portati sul grande schermo, e I fiumi di porpora ha vinto il premio Grinzane Cinema 2007 per il miglior libro da cui è stato tratto un film.

Bibliografia (da Wikipedia)

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