VERSIONE AUDIO BOOK

Il senso del dolore

letto daPaolo Cresta

RegiaFlavia Gentili

Durata 6h 10m

Versione integrale

Edizione testo Giulio Einaudi Editore

Pubblicazione 09 febbraio 2017

 

Napoli, marzo 1931, mentre un inverno particolarmente rigido tiene la città stretta in una morsa di gelo, un assassinio scuote l’opinione pubblica per la ferocia con cui il crimine è perpetrato e per la notorietà del morto. Il grande tenore Arnaldo Vezzi viene trovato cadavere nel suo camerino al Teatro San Carlo prima della rappresentazione de “I Pagliacci”, la gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. Artista di fama mondiale, amico del Duce, uomo egoista e meschino: a ricostruire la personalità della vittima e a risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini e temuto dai sottoposti per il suo carattere chiuso ed enigmatico, Ricciardi coltiva nel suo animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino “vede i morti” – ma solo chi muore di morte violenta – , coglie la loro immagine nell’ultimo momento di vita e ascolta le ultime parole; “il Fatto”, come lo chiama lui, lo aiuta nelle indagini.

 

Intenso e struggente questo primo capitolo della saga dedicata al commissario Ricciardi. Un personaggio che con la sua malinconia e il suo tormento interiore si insinua nelle pieghe dell’animo del lettore, trasportandolo nella Napoli d’antan degli anni ’30. Siamo in pieno ventennio fascista. Il regime non ha ancora esplicitato i suoi orrori più eclatanti, ma c’è, e si sente, come una nube cupa che incombe e avvelena i rapporti umani.

Bellissimo personaggio Luigi Alfredo Ricciardi: di nobili natali ma caratterizzato da grande acume e pragmatismo, sembra incarnare i contrasti stridenti della società partenopea, dove la divisione tra lusso e miseria è netta, e dove i moventi dei delitti sono sempre ascrivibili a due sole motivazioni: fame e amore. Il dono paranormale del commissario è di grande aiuto nel lavoro investigativo, ma rappresenta simultaneamente anche la sua condanna alla solitudine.

Lo stile di Maurizio De Giovanni è scorrevole e poetico. Il lessico è perfettamente in nuance  con l’ambientazione vintage. La trama percorre il solco tracciato dalle regole del Giallo Classico e l’ingranaggio funziona molto bene, tanto che il lettore mette insieme tutti i tasselli del puzzle solo all’epilogo.

L’ambientazione, negli ambienti teatrali di questa Napoli prebellica, è molto affascinante e curata nei dettagli. I pagliacci di Leoncavallo e la Cavalleria rusticana di Mascagni entrano prepotentemente nel tessuto nella storia e diventano anche metafora della vita e delle passioni che la animano.

Consiglio vivamente di scoprire questo bellissimo romanzo in forma di audiolibro. La versione edita da Emons Audiolibri  è un autentico capolavoro: Paolo Cresta non solo interpreta e recita magistralmente il testo, ma è anche un autentico funambolo della voce e della dizione. Riesce infatti con maestria assoluta a caratterizzare finemente ogni personaggio, cimentandosi con diversi tipi di estrazione sociale, di linguaggio e accenti regionali.