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IL SILENZIO DELLA CITTA’ BIANCA -EVA G. SAENZ DE URTURI

Autore: Eva García Sáenz de Urturi

Traduttore:Paola Olivieri

Editore:Piemme

Anno edizione:2020

In commercio dal:30 giugno 2020

Pagine:464

Il professore Tasio Ortiz de Zárate sta per lasciare la prigione grazie al suo primo permesso. E Tasio non è uno qualunque: brillante archeologo, protagonista della scena culturale e pop con le sue trasmissioni televisive che avevano conquistato il pubblico vent’anni prima, è finito in galera per omicidio. Tasio Ortiz de Zárate è stato condannato come serial killer, accusato di aver ucciso seguendo una logica macabra, lungo un percorso ideale nella tranquilla città di Vitoria. Una città che ora è immersa nel terrore di tanto tempo fa, perché alla notizia della libertà di Tasio corrisponde una nuova ondata di crimini. Una coppia viene ritrovata senza vita nella Cattedrale Vecchia, due ragazzi di vent’anni nudi in una posa di sconvolgente tenerezza. Le indagini sono appena cominciate quando l’assassino colpisce ancora: i corpi di due venticinquenni vengono rinvenuti nella Casa del Cordone, in pieno centro e durante la festa di San Giacomo. Il giovane ispettore Unai López de Ayala inizia la caccia. Per lui non si tratta soltanto di fermare la scia di morte, ma di vincere la sfida contro la mente criminale che lo ha coinvolto personalmente. E di dimostrare al suo capo, l’affascinante vicecommissaria Alba, che seguire le regole non è sempre la migliore strategia. Da questo libro è stato tratto il film Netflix uscito nel 2020.

***

Ho resistito stoicamente finno alla fine per una mera questione di principio, ma col senno di poi ammetto che sarebbe stato più saggio demordere prima: la vita è troppo breve per leggere libri francamente indifendibili.

Sparo a zero per diversi motivi:

  1. Si tratta di un tomo inutilmente prolisso, pieno di panegirici pleonastici e “spiegoni” che azzerano la tensione.
  2. I personaggi sono caricaturali e poco credibili.
  3. La trama fa acqua da tutte le parti e gli sviluppi sono tremendamente scontati.
  4. Molte parole nel testo italiano sono usate a sproposito, non so se per errori grossolani di traduzione o per vizi originali.
  5. Il romanzo è infarcito di sciocchezze grossolane, che denotano una totale estraneità dell’autrice ai temi trattati e una dolosa negligenza nella fase di documentazione. La più macroscopica riguarda proprio il tema dei gemelli omozigoti, leitmotiv dell’intera narrazione: a un certo punto, il protagonista racconta la sua storia e parla della moglie incinta di due gemelli omozigoti , un maschio e una femmina. Ora, basta davvero una conoscenza elementare della biologia per sapere che due feti omozigoti possiedono lo stesso -identico- corredo genetico e non possono, di conseguenza, avere sesso diverso.
  6. I dialoghi sono privi di naturalezza e amplificano la legnosità dei personaggi.

Per tutti i motivi di cui sopra, inserisco questo romanzo, primo di una trilogia che francamente non ho nessuna voglia di continuare a leggere, nella mia top ten dei libri più brutti in cui mi sono imbattuta.

Bruttina e noiosa anche la versione audiolibro, disponibile su Audible. Non riesco però a colpevolizzare l’interprete, che probabilmente ha fatto quello che poteva.

L’AUTRICE

Libri di Eva García Sáenz De Urturi

Eva García Sáenz de Urturi (Vitoria , Paesi Baschi,1972), ha fatto il suo ingresso nel mondo della letteratura con la serie La saga de los longevos, un vero e proprio fenomeno editoriale (autopubblicata su Amazon, è subito diventata un bestseller) che ha avuto grande successo negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia. Nel 2016 ha pubblicato Il silenzio della città bianca (Sperling & Kupfer 2018), il primo thriller ambientato nella città basca di Vitoria, bestseller che diventerà anche un film prodotto da A3Media Films.

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