Editore: Elliot
Collana: Scatti

Anno edizione:2019
In commercio dal:21 marzo 2019
Pagine: 150
Ivan Cataldo è uno spin doctor, un guru della comunicazione politica seducente e carismatico, con un matrimonio appagante e un’invidiabile posizione socioeconomica. Le sue certezze professionali e affettive cominciano a sgretolarsi nel momento in cui alla MindFactory, l’agenzia della quale è amministratore delegato, si presenta il portavoce di una misteriosa organizzazione che si dichiara in grado di vincere le elezioni in tutti gli Stati nevralgici, Italia compresa, per creare un nuovo ordine mondiale. Chiamato a seguirne la campagna mediatica, Cataldo è dapprima riluttante ma poi, affascinato dal loro manifesto di partito, decide di accettare l’incarico. Sarà il più grande errore della sua vita. Noir distopico e intimista, “La dottrina del male” riflette sugli inquietanti scenari di dominio all’orizzonte e ne indaga le ripercussioni psicologiche, domandandosi a quale prezzo siamo disposti a vendere la nostra integrità.
La dottrina del male è un romanzo che si divora in baleno, e non solo per il suo limitato numero di pagine: lo stile dell’autore emiliano, infatti, è unico e graffiante.
La tensione permane elevatissima dall’inizio alla fine e le parole sono taglienti come schegge che si conficcano sotto la pelle producendo un perturbante senso di inquietudine.
Il romanzo è distopico, ma ambientato in un futuro dannatamente vicino, tanto da far suonare mille campanelli dall’allarme nel lettore.
I tanti riferimenti all’attualità politica e sociale del nostro Paese mostrano quanto vulnerabile sia la nostra epoca: un “The next something” non è affatto fantapolitica, ma diventa un pericolo imminente e più che reale.
Il protagonista, Ivan Cataldo,  è un uomo che apparentemente ha tutto, ma che corre il rischio di perdere le cose davvero importanti. La sua è una drammatica discesa agli inferi. E l’uso della prima persona, espone impietosamente le debolezze e il dramma di questo personaggio.
L’AUTORE

Scrittore italiano.
Docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni novanta, collaborando con le riviste Comix e L’apodittico e il sito di satira on line Giuda.

Dal 2003 inizia una carriera parallela come romanziere noir.

Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore di morte e di follia (Arpanet, 2005) e Anni zero (Arpanet, 2012), nella sua bibliografia troviamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010) e Il metodo Crudele (Pendragon, 2013), che sancisce il suo ritorno all’umorismo caustico e corrosivo degli esordi.

Ha pubblicato inoltre le short stories Commando sette (2007) sul quotidiano La Repubblica, Drowned (2008) su Il resto del Carlino, I don’t like Mondays (2008, Lama e trama 5, Zona editore), Sono soltanto triste (2012, Scosse, Felici editore), Satana nella zona giorno (2013, Nessuna più, Elliot), Nevermind (2014, Bologna in giallo, Felici editore).

Ultimo romanzo è, ad oggi, Anche le scimmie cadono dagli alberi (2014, Piemme Open).

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Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe.

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