Traduttore:Daniele Alida

Editore:Giunti Editore

Collana:M

Anno edizione: 2020

Genere: Thriller Psicologico

Pagine: 384 




In una notte gelida, un’ambulanza porta in ospedale una donna investita da un’auto sul ciglio del bosco. È incosciente e senza documenti. Con lei c’è una bambina dalla pelle bianchissima e gli occhi di un azzurro glaciale. L’unica informazione che riesce a dare su sua madre è che si chiama Lena. A poco a poco, però, lo strano comportamento della piccola insospettisce i medici. Non conosce il suo cognome, né il nome di suo padre, né l’indirizzo di casa: vivono chiusi in una capanna perché «nessuno li deve trovare». E il terrore sale quando la bambina afferma innocentemente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sua madre «ha ucciso per sbaglio papà», ma non serve chiamare la polizia perché hanno lasciato il fratellino Jonathan a ripulire quelle brutte macchie rosse sul tappeto… 
Appena viene avvisato, il commissario capo Gerd Brühling ha subito un’intuizione: quella donna non può essere che Lena Beck, la figlia del suo migliore amico, scomparsa 14 anni prima. Ma c’è qualcosa di vero in ciò che racconta quella strana bambina? Come ritrovare la capanna, il fratellino e il cadavere del rapitore, se davvero è stato ucciso? All’arrivo dei genitori di Lena in ospedale, una realtà ancora più sconcertante verrà alla luce. E sarà difficile districarsi in questa rete di verità, fantasie infantili, indizi contrastanti. Un thriller psicologico magistrale che ha letteralmente travolto i lettori tedeschi e appassionato gli editori di tutto il mondo.




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Niente male questa opera prima dell’autrice tedesca Romy Hausmann che ci trasporta nelle atmosfere tetre dei boschi della Germania Orientale, al confine con la Repubblica Ceca.

La storia, una di quelle che fanno male, evoca fatti di cronaca di un passato piuttosto recente, e che hanno segnato profondamente l’immaginario collettivo e suscitato il pruriginoso interesse dei media.

La mia prediletta è un romanzo corale, in cui la storia viene raccontata attraverso la soggettiva di diversi personaggi coinvolti a vario titolo e molto da vicino nel rapimento di una studentessa ventenne.

Nel racconto, l’accento è sempre posto sul lato psicologico, sul turbamento che viene vissuto e metabolizzato diversamente dal singolo individuo e finisce inevitabilmente col ripercuotersi sugli affetti più cari. I protagonisti portano drammaticamente incise sulla propria psiche le cicatrici degli eventi traumatici di cui sono stati vittima e camminano su un confine sottile tra disagio e follia, travalicandolo spesso. Personaggi disturbati e perturbanti, pieni di lati oscuri e inaspettati, che vengono svelati in uno stillicidio continuo, insieme alla realtà dei fatti, che si palesa solo nell’epilogo.

Lo stile di scrittura è scorrevole, impeccabile nella forma, anche grazie a una brillante traduzione. Solo lo sviluppo del plot incespica a tratti, dilungandosi inutilmente in particolari futili che disperdono la tensione. La costruzione del romanzo ricorda molto da vicino quelle usate dalla britannica Paula Hawkins, ma i risultati sono di gran lunga migliori.

Il romanzo è disponibile sulla piattaforma Storytel. A dar vita alla polifonia di voci che compongono il testo è la voce cristallina di Stefania Rusconi. La sua interpretazione della bambina con la sindrome di Asperger è da pelle d’oca.

L’AUTRICE

Romy Hausmann (1981) ha lavorato come caporedattrice di una casa di produzione televisiva a Monaco. Dalla nascita di suo figlio, lavora come libera professionista per la tv. Vive con la sua famiglia in un cottage nei boschi vicino a Stoccarda. La mia prediletta è il suo romanzo d’esordio, divenuto rapidamente un grande bestseller internazionale. In Germania è appena uscito con altrettanto successo il suo secondo romanzo, Marta schläft.

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.