Versione audiolibro
Editore: Emons Edizioni
Collana: Classici
Anno edizione: 2015
Pagine: Audiolibro
Letto da Massimo Popolizio
Monaco di Baviera, 1900. Gustav Von Aschenbach, famoso scrittore bavarese da poco rimasto vedovo, decide di partire per un lungo viaggio. Dopo una prima deludente esperienza a Pola, decide di imbarcarsi per Venezia per trascorrere un periodo di villeggiatura nel lussuoso Hotel Des Bains del Lido.
Un giorno, in spiaggia, si imbatte in Tadzio, un ragazzo polacco di circa quattordici anni, e si innamora perdutamente della sua bellezza efebica.
Von Aschenbach, accecato dalla sua insana passione, pur di non rinunciare alla contemplazione del ragazzo, decide di restare a Venezia, nonostante la terribile epidemia di colera che sta imperversando nella città lagunare.
La morte a Venezia è un romanzo decadente, ambientato in un’afosa primavera veneziana, in cui calli e campielli emanano un odore acre di acido fenico e morte. Il protagonista, il burbero Gustav Von Aschenbach (personaggio, con ogni probabilità, ispirato al compositore Gustav Mahler), perde la testa per un giovane polacco: un amore senile, platonico e ridicolo, ma non per questo lecito, che lo porterà a perdere, gradualmente, ogni freno inibitorio e si rivelerà fatale.
Lo stile, aulico e pomposo, rende la lettura piuttosto pesante. Le tematiche trattate sono piuttosto fastidiose e pretestuose. Per fortuna, nella versione audiolibro, la voce meravigliosa  di Massimo Popolizio riesce ad arricchire il testo di mille magnifiche sfumature teatrali, che rendono l’ascolto piacevolissimo.
L’AUTORE
Thomas Mann nacque a Lubecca nel 1875. Dopo la morte del padre si trasferisce prima a Monaco con la famiglia, poi soggiorna con il fratello a Roma e Palestrina. Tornato a Monaco, lavora nella redazione del Simplicissimus, ma presto si dedica esclusivamente alla letteratura. Esordisce con un volume di racconti nel 1898. A I Buddenbrook (1901) segue una feconda serie di opere: Tristano (1903), Tonio Kröger (1903), La morte a Venezia (1913), La montagna incantata (1927), Carlotta a Weimar (1939), Doctor Faustus (1949), Felix Krull (1954), per non citarne che alcune.
Il primo dopoguerra segna la sua definitiva affermazione, diventando massimo rappresentante della letteratura tedesca. Nel 1929 vince il Premio Nobel per la letteratura e pochi anni dopo decide di lasciare la Germania per trasferirsi prima nei Paesi Bassi e in seguito negli Stati Uniti dove rimane fino al 1952 per poi spostarsi in Svizzera. Morì a Kilchberg (Zurigo) il 12 agosto 1955.