Editore: Giunti Editore
Collana: Tascabili Giunti
Anno edizione:2016
Formato:Tascabile
Genere: Giallo/Noir
Pagine: 224
È un ferragosto rovente e sulle colline toscane ai confini di Valdenza viene trovato il corpo di un uomo, ucciso con una revolverata alla nuca, sotto quello che in paese tutti chiamano “il castagno dell’impiccato”. Non un omicidio qualunque, ma una vera e propria esecuzione, come risulta subito evidente all’occhio esperto del commissario Casabona, costretto a rientrare in tutta fretta dalle ferie, dopo un’accesa discussione con la moglie. Casabona non fa in tempo a dare inizio alle indagini, però, che il caso gli viene sottratto dalla direzione antimafia. Strano, molto strano. Come l’atmosfera di quei luoghi: dopo lo svuotamento della diga costruita nel dopoguerra, dalle acque del lago è riemerso il vecchio borgo fantasma di Torre Ghibellina, con le sue casupole di pietra, l’antico campanile e il piccolo cimitero. E fra le centinaia di turisti accorsi per l’evento, Casabona si imbatte in Monique, un’affascinante e indomita giornalista francese. O almeno, questo è ciò che dice di essere. Perché in realtà la donna sta indagando su un misterioso dossier che denuncia una strage nazista avvenuta proprio nel paesino sommerso. Un dossier scottante, passato di mano in mano come una sentenza di morte, portandosi dietro un’inspiegabile catena di omicidi. E tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sui colli, Casabona sarà chiamato a scoprire che cosa nascondono da decenni le acque torbide del lago di Bali. Qual è il prezzo della verità? E può la giustizia aiutare a dimenticare?
***
E’ ancora più bello del primo, questo secondo romanzo di Antonio Fusco avente per protagonista il ruvido Commissario Tommaso Casabona.
La trama, molto originale, porta alla luce i tragici eventi che durante la guerra hanno colpito Torre Ghibellina, cittadina (immaginaria) famosa per il suo il lago artificiale, nel cui invaso giace, sommerso dalle acque, l’antico borgo. Una “Atlantide” lacustre  che custodisce come una tomba i segreti degli abitanti e che periodicamente torna alla luce, in occasione dello svuotamento del bacino.
L’ambientazione, molto suggestiva,  diventa parte integrante della storia stessa  e ricrea un parallelismo simbolico molto forte tra l’immagine del borgo fantasma coperto dalle acque e la verità, inabissata -anch’essa -dagli insabbiamenti di Stato e dal tempo.
Eh sì, lo Stato, o perlomeno una parte di esso. Un’ombra che si allunga minacciosa per togliere di mezzo prove e persone scomode e che si manifesta come una presenza costante e perturbante che permea di tensione ogni capitolo.
I personaggi cesellati dalla penna di Antonio Fusco sono profondamente umani. E le loro emozioni, i loro turbamenti, le loro debolezze arrivano direttamente alla pelle del lettore. A renderli più “veri” è anche il fatto che si muovono nel contesto che li circonda  in modo molto realistico e senza troppe licenze letterarie. L’autore, infatti, forte della sua esperienza lavorativa nelle Forze  dell’Ordine e delle sue conoscenze criminologiche,  si esprime con l’autorevolezza del poliziotto di lungo corso.
La lettura è scorrevolissima, il ritmo narrativo incalzante. A rendere ancora più piacevole la lettura è la preziosità del lessico utilizzato.
Come di consueto, consiglio anche la versione audiolibrointerpretatat dalla voce di Massimiliano Zampetti (disponibile come gli altri titoli di Antonio Fusco sulla  piattaforma Storytel).

L’AUTORE

 

Antonio Fusco è nato nel 1964 a Napoli. Laureato in Giurisprudenza e Scienze delle pubbliche amministrazioni, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Ha lavorato a Roma e a Napoli. Dal 2000 vive in Toscana, dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria.

Per Giunti sono usciti con grande successo:

“Ogni giorno ha il suo male” (2014, Premio Scrittore Toscano, Premio Garfagnana in Giallo, Premio Apoxiomeno);

“La pietà dell’acqua” (2015, Premio Mariano Romiti, Best 2015 nella classifica di iTunes, Premio Furio Innocenti, Trofeo Rinaldo Scheda);

“Il metodo della fenice” (2016, Best 2016 nella classifica di iTunes).

“Le vite parallele” (finalista al Premio SalerNoir 2018 finalista con Menzione Speciale al Premio Prunola 2018).

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.

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