Editore: Marsilio
Genere: Thriller
Anno edizione: 2016
Pagine: 571

La consueta pennichella mattutina di Carl Mørck nel seminterrato della centrale di polizia di Copenaghen viene bruscamente interrotta dalla telefonata di un collega di Bornholm, la più orientale delle isole danesi. Da diciassette anni l’ispettore Christian Habersaat cerca, senza successo, di far luce sulla morte misteriosa di una ragazza, che gli apparve allora su una strada di campagna, appesa a testa in giù tra i rami di un albero. La Sezione Q, specializzata in casi irrisolti, è la sua ultima speranza. Burbero e svogliato come al solito, l’ispettore Mørck è riluttante ad accollarsi un nuovo caso. Ma quando, poche ore dopo, lo stesso Habersaat muore in circostanze drammatiche, si sente in dovere di precipitarsi nella remota isola del Mar Baltico insieme ai suoi due stravaganti assistenti, Rose e Assad. In quel luogo lontano dal mondo, la Sezione Q al completo dovrà indagare su personaggi dalla volontà d’acciaio e dalle incredibili doti manipolatorie, disposti a tutto pur di raggiungere i loro fini e difendere i loro interessi. Sette dai riti esoterici, guru carismatici e ragazze troppo ingenue: l’immersione della squadra più anticonformista dell’intero corpo di polizia nelle acque torbide di un’inchiesta costellata di misteri e false tracce porta alla luce il marcio ben dissimulato della società danese contemporanea.

Questo sesto caso della squinternata sezione Q si svolge in uno scenario inconsueto e lontano da Copenhagen. Jussi Adler Olsen, con questo thriller piuttosto teso e denso di colpi di scena, ci porta nella Danimarca che non ti aspetti: l’isola di BornHolm, situata nel Mar Baltico, in prossimità delle coste svedesi e polacche. Si tratta di uno scenario perfetto per questa storia che ruota intorno agli ambienti delle sette e del misticismo. Sull’isola, infatti, sono presenti le vestigia di un passato affascinante e misterioso che intreccia la sua storia con l’epopea dei cavalieri Templari. Ne sono testimonianza le tante chiese circolari, edifici concepiti come luogo di culto e di difesa militare, e le cui coordinate geografiche sembrano disegnare sulla mappa geometrie oscure e pregne di significati esoterici.

Il libro si legge d’un fiato e mantiene alto il livello di suspence sino alla fine. Il finale è un vero e proprio coup de theatre.

Il thriller ha un plot ben costruito: forma e sostanza si integrano alla perfezione. Nel racconto si intrecciano diverse linee temporali e i personaggi evolvono nel tempo. La narrazione è dinamica, anche grazie ad uno stile che alterna momenti drammatici ad autentici siparietti comici.

I personaggi di Olsen sono veri e propri capolavori. Suscitano emozioni forti nel lettore e, ad ogni episodio della serie, si arricchiscono di nuove sfumature. Il mistero sull’enigmatico comprimario Assad sembra infittirsi sempre di più: continuano ad emergere particolari inquietanti del suo passato in Medio Oriente. L’equilibrio psichico di Rose vacilla pericolosamente. E Carl, il protagonista, è sotto ricatto: l’odiato cugino jutlandese rischia di rivelare una storia molto compromettente.

Nel complesso si tratta di un ottimo romanzo, a mio avviso uno dei più riusciti dell’autore danese. La serie dedicata alla sezione Q della polizia di Copenhagen continua a non deludere. Raccomando però di leggere i romanzi in ordine di uscita: c’è una trama a lungo termine che coinvolge i personaggi ricorrenti .

 

L’AUTORE

Jussi Adler-Olsen, ultimo e unico maschio di 4 figli, è cresciuto a contatto con la malattia mentale perché il padre era medico interno di un ospedale psichiatrico.
Giornalista, ha esordito con la serie della «Sezione Q» guidata da Carl Mørck nel 2007, ed uno degli autori danesi di gialli più venduti nel mondo, al vertice delle classifiche tedesche per più di tre anni consecutivi. I suoi libri, tradotti in più di 37 paesi, hanno conseguito importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Harald Mogensen, il Deutscher Krimipreis, il Glass Key (il premio per la letteratura di genere più importante della Scandinavia) e il Gyldne Laurbær (il più prestigioso riconoscimento letterario all’opera di un autore in Danimarca).
In Italia Marsilio ha pubblicato La donna in gabbia (2011), Battuta di caccia (2012), Il messaggio nella bottiglia (2013), Paziente 64 (2014), L’effetto farfalla (2015) e La promessa (2016).