Autore: Jo Nesbø
Editore: Einaudi
Pagine: 502
Genere: Thriller
Anno Pubblicazione: 2008 (Einaudi 2015)
Quando Harry con delicatezza si staccò da lei, Rakel non aveva idea di quanto fosse durato quel bacio.
-Lascerò la porta aperta, – sussurrò.
Avrebbe dovuto sapere che era stupido farlo.
Avrebbe dovuto sapere che era pericoloso farlo.
Ma erano settimane che rifletteva. Ed era stanca di riflettere.

Una Oslo semi deserta è stretta nella morsa di un’estate insolitamente calda.
In un appartamento di un quartiere residenziale nei pressi del cimitero di Var Frelsers viene rinvenuto il corpo di una giovane donna assassinata sotto la doccia. Un dito le è stato reciso e sotto una delle sue palpebre viene ritrovato un piccolo diamante rosso a forma di stella.
Nello stesso momento a pochi isolati di distanza in un appartamento di Sofies Gate, l’ispettore dell’anticrimine Harry Hole, completamente ubriaco, viene svegliato dalla telefonata del suo capo Bjarne Moller che lo costringe a recarsi sulla scena del crimine. L’alcolismo del detective sembra oramai fuori controllo e questa è per lui l’ultima chance di mantenere il lavoro e rimettersi in carreggiata.

Questo romanzo, il quinto della serie dedicata al detective Harry Hole, conclude la parabola della storia del traffico d’armi che ha fatto da sfondo ai tre capitoli precedenti e che ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sangue.

Il ritmo della narrazione è avvincente e la trama, governata da una logica ferrea, evolve in modo fluido e dinamico.
Varie vicende, apparentemente indipendenti tra loro, si intrecciano e destabilizzano piacevolmente il lettore.

In alcuni tratti l’autore riporta i pensieri criptici dell’assassino (sempre senza svelarne l’identità) instillando curiosità e inquietudine in chi legge ma anche una sorta di disarmante empatia. Lo stile di scrittura molto accattivante è una miscela sapiente di suspense, sensualità e sagace ironia che non lascia spazio a momenti di noia e tiene incollati alle pagine fino alla fine.

I personaggi di Nesbo, in questo libro più che in altri, sono definiti alla perfezione,sia nelle caratteristiche somatiche che in quelle legate alle loro complesse personalità: ogni creatura nata dalla penna di questo scrittore è fatta di luci e ombre, e sono proprio i tanti lati oscuri che inducono il lettore a sospettare di tutti. Inoltre, anche i personaggi più negativi sono caratterizzati da un lato umano e le loro azioni vengono sempre in qualche modo giustificate dal loro percorso di vita.
Persino la granitica etica morale di Harry Hole sembra vacillare in questo thriller che si apre mostrandoci il protagonista oramai preda dell’alcool e logorato dalla frustrazione per non aver saputo inchiodare l’assassino di una collega.
Eppure, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, pur avendo toccato il fondo, Harry riesce a non perdere completamente la lucidità e riscatta sé stesso, sfidando le sue insicurezze e le sue fobie per riprendersi il suo lavoro e i suoi affetti.

Persino la dimensione sentimentale del suo rapporto burrascoso con Rakel sembra acquisire nuove profondità.

Sullo sfondo della storia c’è sempre una Oslo a tinte noir, descritta in modo dettagliato e fedele alla realtà, fin nei minimi dettagli.

Pur piacevolissimo e interessante da leggere, questo libro non appartiene a mio avviso al gruppo dei migliori scritti da Jo Nesbo, ma è sicuramente una tappa cruciale della saga letteraria che vede protagonista questo detective sui generis.

“L’autore norvegese di crime del momento. Anzi l’autore di crime del momento, punto”.

New York Times Books Rewiew