Fabio Mundadori
Editore: Damster
Pagine: 390
Genere: Thriller
Anno Pubblicazione: 2016

2 Agosto 1980.
Un attentato terroristico distrugge un’ala della stazione centrale di Bologna, decine di persone incontrano la morte, molte di più vengono solo sfiorate dal suo tocco, ma non per questo ne restano meno segnate.
Oggi.
A Bologna una serie di morti inquietanti colora la cronaca di sangue. Sarà il commissario Naldi, vero e proprio mito tra le forze dell’ordine, a dover cercare nel passato delle vittime il filo rosso che tiene unite le loro morti. Ciò che scoprirà? Sopravvivere alla morte non sempre rende migliori.

La storia narrata in questo bellissimo romanzo di Fabio Mundadori parte proprio da questa fatidica data in cui l’orrore calò prepotentemente sulla città e sull’Italia intera, generando una ferita impossibile da sanare.  L’autore evoca immagini molto forti di quel terribile 2 agosto, riportando nitidamente alla mente di chi ha vissuto quei  giorni, atroci fotogrammi di realtà: l’autobus 37 trasformato in obitorio, le lancette dell’orologio dell’atrio della stazione bloccate all’ora fatale, la facciata della stazione centrale ridotta ad un cumulo di macerie.

Ma questo thriller non parla delle vittime della strage, parla invece di come è continuata la vita di chi alla strage è sopravvissuto, come il commissario Naldi, protagonista del libro, che con le conseguenze fisiche ed emotive di quell’attentato deve convivere ogni giorno.

La trama del romanzo -articolata e molto originale-  sfugge ai soliti clichès del genere crime. Lo stile è intrigante e adrenalinico. Nella lettura non ci sono momenti di noia grazie ai tanti colpi di scena. I personaggi, ed in particolare il protagonista, sono ben caratterizzati dal punto di vista psicologico e suscitano empatia nel lettore.

La città di Bologna non costituisce un semplice sfondo, anzi, entra prepotentemente nel racconto, condizionandolo con le sue atmosfere decisamente noir.