Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Genere: Narrativa
Anno edizione:2017
In commercio dal:14 febbraio 2017
Pagine: 162
Ci sono romanzi che toccano corde cosí profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L’Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell’Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.
Questo romanzo di Donatella Di Pietrantonio è un capolavoro, senza se e senza ma; non a caso si è aggiudicato riconoscimenti ambiti e prestigiosi, Premio Campiello in primis.
Lo stile, asciutto e sapientemente disadorno, si sposa alla perfezione con la ruvidezza dell’argomento e della storia che, per la cronaca, è una di quelle che fanno veramente male, come un diretto in pieno stomaco.
Questo testo inquieta, indigna, raggela, e l’effetto dirompente che esercita sul lettore viene amplificato dalla narrazione in prima persona.  E’ l’Arminuta stessa, che ci trascina nel suo mondo, anzi… nei suoi mondi  dicotomici e distantissimi, e ci insegna l’arte della resilienza.
L'”Arminuta”, cioè la “ritornata” in dialetto abruzzese, è una protagonista senza nome. Cresciuta nella bambagia da una famiglia apparentemente perfetta, si trova da un giorno all’altro a tornare dalla famiglia di origine, tra perfetti sconosciuti, con cui condivide solo legami di sangue. Oramai diventata donna, racconta senza filtri la difficile realtà delle zone rurali dell’Abruzzo negli anni ’70, tra squallore, miseria e ignoranza.
Ma, la di là della vicenda straziante della protagonista, il libro mette evidenzia anche due diversi modi di intendere la maternità e il senso di resposabilità verso la famiglia: accanto alla scontata constatazione del drammatico impatto del degrado sociale sulla qualità di vita dei figli, emergono anche inquietanti zone d’ombra nell’affettività delle famiglie altolocate e culturalmente più avanzate.
Di questo libro esiste anche una magnifica edizione in MP3 edita da Emons. La scelta dell’attrice è azzeccatissima: Jasmine Trinca, con la sua voce spessa e impattante, riesce a far vivere l’Arminuta come nessuna. 
Versione audiolibro:Emons edizioni

Regia Flavia Gentili

Durata 4h 48m

Versione audiolibro integrale

Pubblicazione 04 ottobre 2018

L’AUTRICE
Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Per Einaudi ha pubblicato L’Arminuta (2017), vincitore Premio Campiello 2017 e Bella mia, con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati e il Premio Vittoriano Esposito Città di Celano.

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