Traduttore:D Lella, Vanorio

Editore:Adelphi

Collana: Biblioteca Adelph

Anno edizione:2018

Genere:Narrativa

Pagine: 208

Le persiane verdi - Georges Simenon - copertina

«Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere» azzarda Simenon, che ha terminato “Le persiane verdi” in una sorta di stato di grazia, all’indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Emile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant’anni, all’apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita». «Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin» afferma risolutamente Simenon nell’Avvertenza. «E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall’uno o dall’altro certi tratti o certi tic». Ciò detto, taglia corto, «Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui». Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un’infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto – donne, fama, denaro -, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell’unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell’anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.

***

Le persiane verdi è forse il romanzo più strano nell’abnorme e variegata produzione letteraria dell’autore franco-belga.

Difficile incasellare questo libro in un genere o paragonarlo a qualcosa di già visto, anche se , per alcuni versi, lo stile presenta alcune analogie con l’opera di James Joyce: mi riferisco in particolare all’uso del cosiddetto flusso di coscienza, con cui il protagonista, l’attore Maugin, alle soglie della senilità e con lo spettro di una morte incombente, trascina il lettore nel vortice dei suoi pensieri e delle sue fobie.

Ne esce il ritratto intimo di un uomo che non è quello che sembra. E che si trascina dietro parecchie questioni irrisolte. Dietro quel suo apparire così burbero, dietro al suo apparente distacco verso tutti e tutto, si celano anche qualità morali di indubbio spessore, prima fra tutte, la generosità.

Il racconto si dipana per lo più in lunghi soliloqui, sospesi tra realtà e dimensione onirica. E questo dualismo percorre il testo dall’inizio alla fine, come una sorta di evanescente fil rouge.

Amo molto tutti i romanzi di Simenon, specialmente quelli che esulano dalla serie dedicata a Maigret, a modo loro sono tutti geniali e scritti con molto “mestiere”. Questo, fra i tanti, è forse quello che ho amato meno per via della storia, a mio avviso non troppo coinvolgente e che lascia un po’ troppo nell’ombra alcuni personaggi secondari.

Bellissima, invece, l’ambientazione, che spazia da Parigi ad Antibes, in Costa Azzurra.

Di questo romanzo esiste una bellissima versione audiolibro edita da Emons e disponibile sulla piattaforma di ascolto Storytel. A interpretare i turbamenti di Emile Maugin è il bravissimo Tommaso Ragno.

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.