Versione cartacea/e-book
Traduttore: F. Bergamasco
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione:2014
Formato:Tascabile
In commercio dal:7 maggio 2014
Pagine:356
Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: “è stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell’immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio” si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato “che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale”. La vita di Eduard Limonov, però, è innanzitutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante – a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall’amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il “duro metallo di cui è fatta la sua anima”, Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo…
La scrittura di Emmanuel Carrère ha un tratto sapiente, impattante. La sua penna, senza edulcorazione alcuna, dipinge un affresco verista dell’U.R.S.S, prima e dopo la disgregazione geopolitica.
Questo libro, che apparentemente è la biografia di un personaggio di mezza tacca che ha lambito fugacemente e superficialmente l’ambiente politico e letterario, è al contempo anche autobiografia dell’autore e saggio storico.
L’effetto domino che, a partire dalla fine degli anni ’90 ha travolto prima il Muro di Berlino e poi, con un inarrestabile effetto domino, tutti i regimi comunisti del blocco sovietico, è Storia ancora recente. Troppo recente per entrare nei libri di testo, se non en passant, e non ancora sedimentata  per essere chiaramente interpretabile da chi, come me, l’ha vissuta da adolescente attraverso le immagini dei telegiornali . Personalmente, fino alla lettura di Limonov, credo proprio di non aver mai capito niente della drammatica trasformazione che ha convertito la  Russia Comunista nella Russia Oligarchica di oggi.
L’autore francese ha con la Russia ha un legame molto particolare: la madre Helène Carrère D’Encausse, autorevole membro dell’Acadèmie Française, oltre ad avere origini sovietiche è una delle ricercatrici storiche più autorevoli in questo campo. Carrère, quindi, padroneggia alla perfezione l’argomento e trasmette con estrema semplicità al lettore una sintesi efficace dell’evolversi degli eventi sul fronte interno e sullo scacchiere internazionale. Seguendo il filo cronologico della tappe della vita dello scrittore Eduard Limonov, tutte le notizie storiche trapelate da quel confuso persiodo tra gli anni ’80 e ’90 trovano posto nel quadro generale come i tasselli di un puzzle, dando un senso agli eventi che hanno sgretolato l’U.R.S.S  e sconvolto la geografia dei Balcani.
Particolarmente inquietante, il racconto dell’ascesa al potere degli oligarchi che oggi tengono in scacco la Russia e del clima di intimidazione che si respira in questo Paese che passa da un sistema politico estremo a un altro, senza che si intraveda una via d’uscita.
Biografia e autobiografia si fondono: la vita dell’autore e quella di Limonov si sono infatti incrociate in parecchi frangenti.
Emmanuel Carrère, pur non condividendone le idee, si approccia al personaggio dello scrittore russo con un misto di curiosità e ammirazione. Perchè il personaggio Limonov, checché se ne dica, le sue idee le ha pagate sulla sua pelle, e a caro prezzo: incarcerato, tradito, forse mai autenticamente amato, ha vissuto nel degrado e nella povertà per tutta la vita, raccontando- senza veli- nelle sue opere, le sue idee e le sue esperienze a tinte forti.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a chi vuole capire da dove deriva la situazione politica di oggi. Personalmente, l’ho trovato illuminante. Un bel modo per approcciare il testo, impegnativo e crudo, è farlo attraverso la versione audiolibro, edita da Emons. A dar voce all’autore, che ripercorre in prima persona le tappe della propria vita e di quella di Limonov mentre sullo sfondo scorrono le immagini drammatiche dei cambiamenti che hanno attraversato la Russia negli ultimi cinquant’anni, è la bella voce di Claudio Santamaria.
Versione audiolibro
Edizioni Emons Audiolibri

letto da Claudio Santamaria

Regia Flavia Gentili

Durata 12h 48m

Versione integrale

Edizione testo Adelphi Edizioni, 2012

Pubblicazione 03 dicembre 2015

L’AUTORE
Emmanuel Carrère è scrittore, regista e sceneggiatore francese.
Laureato all’Istituto di Studi Politici di Parigi, è figlio di Louis Carrère e della sovietologa e accademica Hélène Carrère d’Encausse, prima donna ad essere eletta nell’Académie française, figlia di immigrati georgiani che fuggirono la Rivoluzione russa.
I suoi esordi sono stati nella critica cineatografica, per «Positif» e «Télérama». Il suo primo libro, Werner Herzog, un saggio, è stato pubblicato nel 1982.
Il suo esordio come romanziere risale invece al 1983: è L’amico del giaguaro, pubblicato da Flammarion. Il successivo Bravura (1984, in Italia pubblicato nel 1991 da Marcos y Marcos), invece, è stato pubblicato da POL, editore con il quale da allora non ha più interrotto i rapporti. Nel 1986 è uscito Baffi (da cui nove anni dopo lo stesso Carrère ha tratto l’omonimo film), nel 1988 Fuori tiro, nel 1995 La settimana bianca, nel 2000 L’avversario, nel 2002 Facciamo un gioco, nel 2007 La vita come un romanzo russo, nel 2009 Vite che non sono la mia e nel 2012 Limonov (con il quale vince il Prix Renaudot).
Tradotta in Italia dal 1996 al 2011 per l’editore Einaudi, che ne ha pubblicato 5 titoli, l’opera di Carrère viene rilanciata nel 2012 da Adelphi con la biografia del controverso personaggio Limonov, finalmente bestseller di vendite, e la ripubblicazione delle opere precedenti.
Nel 2015 sempre per Adelphi esce Il regno, a cui seguono A Calais (2016), Io sono vivo, voi siete morti (2016), Propizio è avere ove recarsi (2017), Un romanzo russo (2018).

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