Versione cartacea:
Traduttore: A. Barbato G. Dierna
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione:28
Anno edizione:1989
Formato:Tascabile
In commercio dal:29/05/1989
Pagine:318

Pietra miliare della letteratura del Novecento, il romanzo mette in scena un perfetto quadrilatero amoroso entro cui le storie dei protagonisti s’intrecciano con le grandi domande della vita, come quelle sul valore delle scelte individuali, sul rapporto tra pesantezza e leggerezza, libertà e costrizione. Alla fine degli anni Sessanta, tra la Primavera praghese e l’invasione sovietica, la giovane Tereza e il marito Tomáš, la pittrice Sabina e il suo amante Franz, oscillando tra fedeltà e tradimenti, esplorano passioni e vertigini di un mondo che è diventato una trappola.

Un libro cult da cui si possono trarre infiniti spunti di riflessione. Lo stile è molto impattante: le frasi aforismatiche sparse a pioggia nel testo si incuneano nella memoria del lettore. La storia si svolge a Praga sul finire degli anni ’60 e tocca tantissimi temi scottanti: la sessualità, la religione, la psicanalisi e, ça va sans dire, anche la politica, dato che ci troviamo nell’epoca del drammatico naufragio della vague riformista inaugurata durante cosidddetta Primavera di Praga.

I personaggi sono veri e propri capolavori: costituiscono quattro diversi archetipi umani e il loro agire è governato da principi filosofici ben precisi.

Tomáš, medico dalla grande onestà intellettuale che non si piega ai diktat del regime comunista, viene allontanato dalla sua professione e declassato a svolgere le mansioni più umili. E’ lui il personaggio forte del romanzo e, nonostante non resista al fascino delle altre donne, la sua fatale debolezza è Tereza, la moglie.  Reagisce alle avversità della vita con laconico fatalismo, cercando la leggerezza anche in situazioni pesanti. Il principio che guida le sue azioni è il refrain Beethoveniano “Es muß sein!” cioè “Deve essere fatto!”.

Tereza, la moglie di Tomáš, in apparenza è un personaggio debole e indifeso. Vive la sua esistenza da prigioniera: prima di sua madre, poi dei tradimenti del marito, poi del regime. Il suo punto di vista è velato dalla dimensione onirica: è infatti preda di incubi terribili, in cui  il marito diventa il suo carnefice. Ma sarà proprio un ultimo sogno a svelare ai suoi occhi la cruda realtà: nel rapporto di coppia, non è lei la vittima. Tomáš  infatti,  è stato ostaggio delle debolezze di Tereza per tutta la durata del loro matrimonio, e per lei si è immolato, perdendo tutto.

Sabina, è l’altro personaggio forte del romanzo. Pittrice di talento, emigra prima in Austria, poi in Francia e, infine, in America. E’ il prototipo della donna libera e disinibita. Amante di lungo corso di Tomáš , di cui ammira la forza, durante la sua permanenza in Austria frequenta anche Franz.

Franz, professore austriaco di mezz’età, nonostante l’aspetto atletico e forte, è un personaggio estremamente fragile. Perdutamente innamorato di Sabina, lascia la moglie e la famiglia per poter vivere la loro relazione alla luce del sole. Verrà abbandonato, ma continuerà comunque ad amare la donna per tutta la vita.

L’insostenibile leggerezza dell’essere è un libro che lascia il segno e si incide indelebilmente nell’animo di chi legge. Consiglio caldamente la versione audiolibro (Ed. Emons) in cui la voce intensa e graffiante di Fabrizio Bentivoglio conferisce ulteriore spessore a questo testo ipnotico: un’interpretazione che è pura magia.

 

VERSIONE AUDIOLIBRO -EDIZIONI EMONS

letto da Fabrizio Bentivoglio

Regia Valia Santella

Durata 9h 58m

Versione integrale

Edizione testo Adelphi Edizioni, 1985

Pubblicazione 12 novembre 2015

 

 

L’AUTORE
Scrittore ceco. Ha esordito come poeta (L’uomo è un grande giardino, 1953; Monologhi, 1957) ottenendo poi un vasto successo con le serie di novelle Amori ridicoli (1963, 1964).
Ha debuttato come drammaturgo nel 1962 con I proprietari delle chiavi, ambientato nel periodo dell’occupazione fascista.
Il suo primo romanzo, Lo scherzo (1967), è una satira violenta e dolorosa della realtà cecoslovacca negli anni del culto della personalità. A causa delle sue posizioni, i successivi romanzi di Kundera – La vita è altrove (1973), Il valzer degli addii (1975), Il libro del riso e dell’oblio (1978) – sono stati vietati in patria e pubblicati all’estero.
Storia, autobiografia e intrecci sentimentali si fondono ne L’insostenibile leggerezza dell’essere (1984).
Del 1987 anche il saggio L’arte del romanzo e L’immortalità .
Negli anni Novanta ha iniziato a scrivere in francese: a quest’ultima fase appartengono le opere La lentezza (La lenteur, 1995), L’identità (L’identité, 1997), L’ignoranza (L’ignorance, 2001) e i saggi I testamenti traditi (Les testaments trahis, 1992) e Il sipario (Le rideau, 2005).
Nel 2009 per Adelphi (il suo editore italiano di riferimento) è uscito il complesso Un incontro, sulla fisionomia del romanziere e la sua occulta, vitale, dolorosa fisiologia.
Del 2013 La festa dell’insignificanza, che può essere considerato una sintesi di tutta la sua opera. Una strana sintesi. Uno strano epilogo. Uno strano riso, ispirato dalla nostra epoca che è comica perché ha perduto ogni senso dell’umorismo.
Milan Kundera è stato tra i favoriti all’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.