Traduttore: Bruno Berni
Editore: Rizzoli
Anno:2019
Pagine: 560
Genere:Thriller
Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d’ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all’ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi – infantili, incompleti, deformi – lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l’assassino lo sta fissando.
“Boh”…. è questo, in estrema sintesi, quello che ho pensato dopo aver girato l’ultima pagina di questo romanzo.
In genere, amo molto i romanzi scandinavi, che in genere offrono un mix azzeccato di introspezione psicologica e tensione. Be’…qui questi due ingredienti -per me- fondamentali latitano proprio. La suspense fa la sua comparsa solo nel finale e si manifesta solo in qualche cameo qua e là. Per il resto, non nego di aver provato molta noia. Scene horror e dettagli macabri tamponano un po’ queste lacune, ma non sono sufficienti a dar brio alla storia che, comunque, poggia su basi piuttosto labili e stenta a decollare.
A mio avviso, deludenti anche i personaggi, delineati in modo assolutamente superficiale. Pur comprendendo che la loro evoluzione si completerà nei romanzi successivi della serie, in questo primo libro, non mi hanno affatto trascinata nel loro mondo.
La narrazione al presente, il chiamare i personaggi solo per cognome, amplifica ulteriormente la mancanza di empatia dei protagonisti verso il lettore.
Ambientazione: non pervenuta. La storia si sviluppa in una Copenhagen che si intravede appena.
L’AUTORE
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Nato a Kastrup, sobborgo di Copenhagen, nel 1968, è stato adottato da bambino e ha passato l’infanzia sull’isola danese di Thurø.

Ha compiuto gli studi alla Danish Film School e si è laureato in Letteratura e Storia all’Università di Copenaghen prima d’intraprendere la carriera di sceneggiatore.

É principalmente noto per essere il creatore della serie televisiva danese The Killing e il co-sceneggitore de L’uomo di neve dal romanzo di Jo Nesbø.

Autore anche di un romanzo, tra i riconoscimenti ottenuti in ambito televisivo spicca un Premio Emmy per la migliore serie TV drammatica internazionale ottenuto nel 2003 per Nikolaj og Julie inedita in Italia

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Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe.