Autore: Anna Grue
Editore: Marsilio
Pagine: 336
Genere: Poliziesco
Anno pubblicazione: 2013
Una sera di novembre, nella pittoresca cittadina danese di Christianssund, un omicidio interrompe bruscamente la cena che il commissario Flemming Torp sta consumando a casa del suo amico d’infanzia Dan Sommerdhal.
Dato che il luogo del delitto è proprio la sede dell’agenzia pubblicitaria di cui Dan è direttore, i due si recano sul posto insieme.
Il cadavere che giace sul pavimento è quello della ragazza estone che svolge abitualmente i lavori di pulizia dei locali dopo la chiusura degli uffici.
Dan aiuterà la polizia a far luce sulla personalità dei suoi numerosi collaboratori e sulle complicate dinamiche interpersonali che intercorrono tra loro, arrivando a scoprire una sorta di società segreta che coinvolge molte donne dell’alta borghesia della città che, in apparenza, si occupa di proteggere ragazze straniere vittime di trafficking.
Ma sarà davvero così? Quali reali interessi si nascondono dietro questa apparente cortina di buonismo?
Chi uccide e terrorizza le donne che osano sfuggire ai loro aguzzini? Per scoprirlo Dan Sommerdhal si improvviserà investigatore, tanto che verrà ribattezzato dalla stampa “il detective calvo” e porterà alla luce i tanti scheletri nell’armadio dei notabili di Christianssund.
Questo primo e delizioso libro di Anna Grue inaugura la serie dedicata “al detective calvo” Dan Sommerdhal. In realtà il simpatico protagonista non è un vero detective, bensì un famoso guru della pubblicità che, una volta raggiunto l’apice della carriera, viene travolto dalla depressione e dal senso di inadeguatezza a svolgere il ruolo di capo.
L’omicidio di una collaboratrice della sua agenzia e il coinvolgimento nelle indagini sembrano restituire linfa vitale a Dan, che così torna ad apprezzare il valore degli affetti familiari e lo proietta verso la ricerca di una vita più autentica e meno patinata.


Lo stile di scrittura è molto scorrevole, divertente ed arguto. La trama è ben congeniata anche se a tratti un po’ complicata da seguire a causa del grande numero di personaggi secondari coinvolti. Le scene vengono descritte con molta eleganza e senza mai indugiare troppo su particolari sgradevoli o scene di eccessiva violenza.
La storia viene narrata in modo molto fluido e si sviluppa in modo non banale.
Il lettore viene coinvolto emotivamente nella ricerca dell’assassino da parte del protagonista ed arriva a sospettare di tutti.
La vicenda si svolge nell’immaginaria ed idilliaca cittadina costiera di Christianssund, situata a pochi chilometri da Copenaghen.
Questa città, abitata prevalentemente da persone appartenenti ai ceti sociali più agiati, sembra essere la metafora dell’ottusità e dell’ipocrisia delle politiche relative ai flussi migratori del Paese che non tutelano per nulla le donne-schiave sfruttate nei bordelli o nel lavoro nero che scelgono di denunciare i loro aguzzini.
Nel complesso, ho trovato questa opera prima di Anna Grue molto piacevole e anche un po’ spiazzante. Lo stile ed il genere sono infatti molto particolari e difficilmente classificabili secondo i canoni letterari comuni. Questo libro non ha l’atmosfera dei noir, manca della tensione tipica dei thriller, rientra forse a stento nella tipologia del giallo, ma è comunque un debutto di grande classe.

http://thrillernord.it/nessuno-conosce-il-mio-nome/