Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione:2019
In commercio dal:27 maggio 2019
Genere:Thriller/Noir
Pagine: 380
Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.
Dopo Fiori sopra l’inferno, Ilaria Tuti torna a sorprendere i lettori con una storia straordinaria e un’ambientazione mozzafiato.
In questa sua seconda avventura, l’indomita Teresa Battaglia si trova a scavare nel passato degli abitanti della Val Resia, enclave culturale che custodisce gelosamente arcani segreti e culti mistici che si perdono nella notte dei tempi. Un viaggio nella memoria  di questo luogo sospeso nel tempo e nella memoria della protagonista che vacilla sotto i colpi bassi inferti dalla malattia.
Teresa Battaglia è un personaggio meraviglioso nella sua umanità. Al di là della corazza dura e ispida in cui si trincera, si cela, infatti, una donna sensibile e vulnerabile che porta nel corpo e nell’anima le cicatrici di un passato doloroso. In questo romanzo, il commissario Battaglia non deve più fronteggiare solo gli acciacchi senili, ma anche il male oscuro che insidia la sua lucidità. Il suo sostegno, anche stavolta sarà l’ispettore Massimo Marini, segnato come lei da un passato drammatico che gli impedisce di godersi il presente. Il rapporto tra questi due personaggi che si completano a vicenda è una sorta di do ut des: Marini supporta fisicamente il commissario Battaglia, mentre quest’ultima gli fornisce in cambio la chiave giusta per decrittare i fatti tragici della sua infanzia e andare avanti. Il loro rapporto evolve e diventa paragonabile a quello esistente tra madre e figlio.
Quello della genitorialità costituisce un tema ricorrente nel romanzo e viene sviscerato in tutte le sue sfumature più intime. Il risultato è un romanzo molto intenso dal punto di vista emozionale. 
La scrittura di Ilaria Tuti  è fatta di un lessico ricchissimo e di uno stile ricercato. C’è molta poesia nel testo e nella costruzione delle storie, e un grande lavoro di documentazione  che si percepisce dietro a ogni pagina.
L’AUTRICE
Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha studiato Economia. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller Fiori sopra l’inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Ha scritto anche: Ninfa dormiente (Longanesi, 2019).