Versione Cartacea/E-book
Traduttore: A. Morino
Editore: Sellerio Editore Palermo
Genere: Narrativa
Collana: La memoria
Anno edizione:2003
In commercio dal:20/06/2003
Pagine:166

 

Sebastian Urrutia Lacroix, cileno, prete e membro dell’Opus Dei, potente critico letterario che ha fatto e disfatto fortune di poeti, rovescia su un muto interlocutore la sua memoria e la sua coscienza, in una notte insonne e tragica. Cerca nella concatenazione dei fatti la sua giustificazione e davanti agli occhi gli scorrono cinquant’anni della sua vita e della storia del suo Paese. Una folla di fantasmi, di morti e di vivi, di personaggi fittizi, veri, o celati dietro una maschera letteraria che però ne lascia scorgere il vero volto, chiede di entrare nel suo racconto e di fornire la sua prospettiva dei fatti.

Notturno Cileno è l’ ultimo romanzo scritto dall’autore, prematuramente scomparso a soli cinquant’anni, mentre attendeva -invano- un trapianto di fegato. Non a caso, il testo, che peraltro offre parecchi spunti di riflessione dal punto di vista delle tecniche narrative impiegate, dà voce ai pensieri temporalmente sconnessi di un vecchio in punto di morte.

Sebastian Urrutia  Lacroix, nel suo letto di morte, trascina il lettore nel suo mondo. Il suo racconto, in prima persona, ripercorre cinquant’anni di storia del Cile e suona come un’apologia delle sue azioni. Padre Urrutia, nei suoi ultimi momenti di vita, è ossessionato dalle accuse che gli vengono mosse dal misterioso “Giovane Invecchiato“, personaggio ombra del romanzo, che cercherà di inchiodare l’uomo alle sue responsabilità.

Il protagonista è un uomo viscido e opportunista, che ha saputo cavalcare l’onda anche nei momenti più oscuri della dittatura di Pinochet. La sua voce, querula e minata dalla senescenza, racconta in un vero e proprio flusso di coscienza, episodi di varie epoche, che riaffiorano alla memoria in modo disordinato, intercalati da alcuni refrain che si ripetono ossessivamente. La psicanalisi feudiana, entra prepotentemente tra le pagine del libro: verso la fine del romanzo, si inizia a percepire chiaramente che nel delirio del vecchio prete è in corso un vero e proprio duello tra il suo IO e il suo SUPER IO.

Menzione speciale per la straordinaria chiusa del romanzo, che in una sola frase lapidaria e al limite del comico, offre al lettore la definitiva chiave di lettura.

Del romanzo esiste anche un’ottima versione audiolibro, in cui il bravissimo attore Fabrizio Gifuni interpreta magistralmente l’agonizzante padre Urrutia Lacroix. Una performance attoriale davvero sorprendente, e che, nella lettura dell’ultimo capitolo spiazza letteralmente il lettore, facendo cadere ogni velo.

 

Versione Audiolibro

Edizioni Emons Audiolibri

Regia Flavia Gentili

Durata 5h 29m

Versione integrale

Traduzione Ilide Carmignani

Edizione testo 2016, Adelphi Edizioni

Pubblicazione 20 aprile 2017

 

 

 

 

L’AUTORE

Abbandonato il Cile all’indomani del colpo di stato che portò alla dittatura di Augusto Pinochet, Roberto Bolaño visse dapprima in Messico e poi in Spagna, dove si stabilì definitivamente.
Dopo aver pubblicato diverse raccolte di poesie, ottenne la consacrazione presso critica e pubblico come autore di romanzi e racconti nei quali ebbe modo di dispiegare una scrittura e un’inventiva originali, maturate attraverso un lungo confronto con i classici e le avanguardie letterarie, in particolare con il surrealismo e l’opera di Jorge Luis Borges. Nel 1993 pubblicò La pista di ghiaccio, nel quale, affidando il racconto di uno stesso crimine a tre diversi personaggi, dimostrò la predilezione e il talento per la costruzione di strutture narrative complesse e centrifughe.

Nel 1996 apparve La letteratura nazista in America, il più borgesiano dei suoi lavori: si tratta infatti di un falso manuale di storia della letteratura, una galleria di scrittori inventati, di opere mai scritte e di citazioni introvabili, tutti accomunati dall’appartenenza a quella cultura fascista e razzista che, bandita dall’Europa all’indomani della seconda guerra mondiale, sembrò trovare in America un nuovo e fertile terreno in cui proliferare. Ricorrendo ad allusioni o a figure reali della cultura latinoamericana, Bolaño utilizzò le armi dell’ironia e della comicità per mettere alla berlina cantori e fiancheggiatori delle dittature militari sudamericane.

Negli anni successivi apparvero I detective selvaggi (1998), Amuleto (1999), Notturno cileno (2000) e Amberes (2002). Tra le raccolte di racconti si ricordano Chiamate telefoniche (1997), Puttane assassine (2001), Il gaucho insostenibile, pubblicato postumo nel 2003, 2666 (2009), I dispiaceri del vero poliziotto (2011).

«Anziché lo scrittore,» ha detto una volta Roberto Bolaño «mi sarebbe piaciuto fare il detective privato. Sicuramente sarei già morto. Sarei morto in Messico, a trenta, trentadue anni, sparato per strada, e sarebbe stata una morte simpatica e una vita simpatica».