Editore: Chiarelettere
Collana: Narrazioni
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 9 luglio 2020
Genere: Thriller Distopico
Pagine: 224
In un’aula del palazzo di giustizia di Roma, gremita di giornalisti e tecnici ministeriali, il visionario manager Aristotile Damanakis presenta LexIA l’algoritmo di “sentenza artificiale” che rivoluziona il processo penale: a stabilire la colpevolezza di un imputato sarà un programma in grado di considerare ogni aspetto del caso, dalle circostanze alle prove, dalle testimonianze alle attenuanti, rendendo superfluo ogni intervento umano. Basta un algoritmo per decidere se una persona ha commesso o no un delitto. Ma a scombussolare i piani del governo ci pensa l’affascinante e coraggiosa Cassia, che scopre un’anomalia mimetizzata nel codice di LexIA che potrebbe comprometterne l’imparzialità. La ragazza non ha dubbi: qualcuno ha violato la sandbox di protezione del sistema. Chi sta mettendo le mani sulla riforma della magistratura? Chi è disposto a uccidere pur di manipolare le sentenze? Da quel momento Cassia diventa un bersaglio. Come lei è stata in grado di vedere l’anomalia, qualcuno – attraverso l’anomalia – ha visto lei. Qualcuno che è disposto a tutto pur di coprire le proprie tracce. Nel complotto sono implicati gli stessi organismi che dovrebbero garantire l’imparzialità della giustizia e Cassia è determinata a fermarli a qualunque costo. Barbara Baraldi costruisce una trama incalzante e coinvolgente, ambientata in un futuro che potrebbe benissimo essere già presente, e ci sbatte in faccia con la maestria di una scrittrice di razza una domanda sempre più pressante che in pochi sono disposti a porsi: se nessun uomo è al di sopra della legge, può esserlo una macchina?
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Barbara Baraldi sorprende sempre, e in positivo. Lo ha fatto in passato, rinnovando la magia a ogni capitolo della saga dedicata alla profiler Aurora Scalviati, e lo fa ora, tirando fuori dal cilindro questo romanzo distopico di grande fascino che ha per protagonista un’altra eroina femminile di grande spessore: Cassia Niro.
Barbara Baraldi, con l’expertise che solo i grandi scrittori hanno, riesce ad adattare alla perfezione  stile di scrittura, registro linguistico e lessico alla storia e ai suoi personaggi, che si muovono nel dark side della pirateria informatica. Il risultato è sorprendentemente naturale e ben riuscito.
La trama intriga fin dalle prime battute. I ritmi sono quelli serrati dei grandi thriller. I colpi di scena non mancano, e ribaltano continuamente le prospettive del lettore.
La trama, originalissima, ci porta in un futuro piuttosto vicino alla nostra epoca e, per questo, ricrea un’atmosfera molto perturbante. La domotica, le Intelligenze Artificiali, i veicoli a guida autonoma hanno già preso piede; ma ora che le IA stanno per debuttare anche nell’amministrazione della Giustizia, oltre agli ineluttabili problemi di ordine tecnico,  si pongono anche  inquietanti interrogativi di carattere etico.  
I personaggi che popolano il romanzo sono meravigliosamente cesellati nelle loro particolarità e nelle loro stranezze. Tutti hanno un lato opaco; nessuno di loro si colloca al di sopra dei sospetti, e tutti imprimono svolte inaspettate al plot, che evolve in modo rapidissimo verso un finale al cardiopalma. 
Cassia Niro è una protagonista moderna e indipendente e offre uno splendido modello di femminilità geniale e “alternativa” su cui riflettere.
Credo si possa tirare fuori ancora tantissimo da questo meraviglioso personaggio, pertanto, spero di rivedere  presto Cassia Niro in altri romanzi di Barbara Baraldi.
L’AUTRICE

 

BARBARA BARALDI  è autrice di thriller e sceneggiature di fumetti.

Pubblica per Giunti editore la serie thriller “Aurora Scalviati, profiler del buio” di cui fanno parte i romanzi Aurora nel buio (2017), Osservatore oscuro (2018) e L’ultima notte di Aurora (2019).

Nel corso della sua carriera ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton. Tra il 2014 e il 2015 ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa. Dal 2012 collabora alla serie «Dylan Dog» di Sergio Bonelli Editore.

È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il Nebbia Gialla. È tra i protagonisti di Italian noir, il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico e sono pubblicati in vari Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti.

Dal 2010 tiene lezioni e corsi di scrittura creativa per adulti e per ragazzi, in collaborazione con le scuole secondarie di primo e secondo grado.

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Laura Piva
Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da alcuni anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019. Nel 2020 mi sono classificata terza alla prima edizione di Lecce in Giallo.