VERSIONE CARTACEA/E-BOOK
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Anno edizione:2013
Genere: Narrativa

 

VERSIONE AUDIOLIBRO

EDIZIONI EMONS AUDIOLIBRI

letto da Sergio Rubini

Regia Flavia Gentili

Durata 4h 29m

Pubblicazione 20 febbraio 2013

Agosto 1938. Un momento tragico della storia d’Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira. Pereira, vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del “Lisboa” (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di “non” essere un eroe.

Un romanzo delicato e toccante, questo di Antonio Tabucchi, che ripercorre attraverso lo sguardo ingenuo del giornalista Pereira, uno dei momenti più bui della storia del Portogallo e dell’Europa intera. L’originalità e la genialità del romanzo non risiedono solo nella particolarità della storia narrata, ma anche e soprattutto nell’uso sapiente di peculiari tecniche narrative, come per esempio il sintagma ricorrente “sostiene Pereira” che apre e chiude il romanzo e appare all’inizio di ogni capitolo. L’opera, inoltre, è scritta in forma di confessione, come se il narratore fosse depositario del racconto della versione dei fatti di Pereira stesso. Lo stile di scrittura è molto fluido, in un succedersi di capitoli brevi che, in un’escalation di tensione, accompagnano il lettore verso l’epilogo.

In Sostiene Pereira c’è un grande lavoro sull’introspezione psicologica e sull’evoluzione del protagonista che, alla fine del romanzo, porta eroicamente alla luce il suo “Io egemone”, strizzando l’occhio alle teorie dei padri della psicanalisi francese Ribot e Janet.

Consiglio vivamente di scoprire questo grande capolavoro del ‘900 in versione audiolibro (Edizioni Emons Audiolibri), letto dal bravissimo Sergio Rubini.

 

L’AUTORE

Scrittore italiano, autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali. Considerato una delle voci più rappresentative della letteratura europea, i suoi testi sono tradotti in quaranta lingue. Durante gli anni dell’università viaggia per tutta Europa sulle tracce degli autori conosciuti attraverso la biblioteca dello zio materno. In uno di questi viaggi, a Parigi, trova su una bancarella, firmato con il nome di Álvaro de Campos, uno degli eteronimi del poeta portoghese Fernando Pessoa, il poema “Tabacaria”, nella traduzione francese di Pierre Hourcade. Da allora Pessoa sarà per più vent’anni l’interesse principale della sua vita. Cura, infatti, l’edizione italiana delle opere complete di Pessoa.
Recatosi  a Lisbona, sviluppa per quella città e per il Portogallo una vera passione.
Si laurea così nel 1969 con una tesi sul Surrealismo in Portogallo. Si perfeziona alla Scuola Normale Superiore di Pisa negli anni ’70 e nel 1973 viene chiamato a insegnare lingua e letteratura portoghese a Bologna.
Nel 1978 inizia a insegnare all’Università di Genova.
Dal 1985 al 1987 è direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona.
Nel 1989 il presidente della Repubblica portoghese gli conferisce l’Ordine Do Infante Dom Herique e nello stesso anno è nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal Governo francese.
Per il romanzo Si sta facendo sempre più tardi, gli viene attribuito nel 2002 il premio France Culture (la radio culturale francese) per la letteratura straniera.
È docente di lingua e letteratura portoghese all’Università di Siena, e vive per sei mesi in Italia e per sei mesi in Portogallo.
Scrive per le pagine culturali di quotidiani italiani e stranieri (“Corriere della Sera”. “Unità”, “Il manifesto”, “Le Monde”, “El País”, “Diário de Notícias”, “La Jornada”, “Allegemein Zeitung”) e riviste quali “La Nouvelle Revue Française” e Lettre International”, “Latinoamerica”. È membro fondatore dell’”International Parliament of Writers”.
Nel 2006 collabora al blog del gruppo del Cantiere, insieme a Gianni Barbacetto, Oliviero Beha, Giulietto Chiesa, Udo Gümpel, Diego Novelli, Achille Occhetto, Marcelle Padovani, Lidia Ravera ed Elio Veltri.
Tra le sue opere narrative più conosciute: “Piazza d’Italia” (Bompiani, 1975), “Il piccolo Naviglio” (Mondadori, 1978) “Donna di Porto Pim” (Sellerio, 1983), “Notturno indiano” (Sellerio, 1984), S”ostiene Pereira: una testimonianza” (Feltrinelli, 1994), “La testa perduta di Damasceno Monteiro” (Feltrinelli, 1997), “I dialoghi mancati” (Feltrineli, 1998), “Si sta facendo sempre più tardi. Romanzo in forma di lettere” (Feltrinelli, 2001), “Tristano muore: una vita” (Feltrinelli, 2004), “Il tempo invecchia in fretta” (Feltrinelli, 2009), “Viaggi e altri viaggi” (Feltrinelli, 2010).
Autore di numerosi saggi quali: “La parola interdetta. Poeti surrealisti portoghesi” (Einaudi, 1970), “Un baule pieno di gente. Scritti su Fernando Pessoa” (Feltrinelli, 1990), “Gli zingari e il Rinascimento. Vivere da Rom a Firenze” (Feltrinelli, 1999), “Autobiografie altrui. Poetiche a posteriori” (Feltrinelli, 2003).
Alcuni dei suoi testi sono anche stati portati sullo schermo da registi italiani e stranieri (Faenza, Corneau, Tanner, Lopes) o sulla scena da rinomati registi teatrali (Strehler e Bezace, tra gli altri).
Ha ricevuto numerosi premi in Italia fra cui il Pen Club Italiano, il Premio Campiello e il Premio Viareggio-Rèpaci; e prestigiosi riconoscimenti all’estero, fra cui il Prix Médicis Etranger, il Prix Européen de la Littérature e il Prix Méditerranée in Francia; l’Aristeion in Grecia; il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania; l’Europäischer Staatspreis in Austria; il Premio Hidalgo e il premio per la libertà di opinione “Francisco Cerecedo” attribuito ogni anno dal Principe delle Asturie, in Spagna.