Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Genere: Narrativa/Saga familiare
Anno edizione:2009
In commercio dal:15 settembre 2009
Pagine: 240
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È il 1889, eppure si direbbe l’inizio del mondo. Michele Angelo e Mercede sono poco più che ragazzini quando s’incontrano per la prima volta, ma si riconoscono subito: “lui fabbro e lei donna”. Quel rapido sguardo che si scambiano è una promessa silenziosa che li condurrà dritti al matrimonio, e che negli anni verrà rinnovata a ogni nascita. Dopo Pietro e Paolo, i gemelli, arriveranno Gavino, Luigi Ippolito, Marianna… La stirpe dei Chironi s’irrobustisce e Nuoro la segue di pari passo. Le strade cambiano nome e si allargano, accanto alla pesa per il bestiame spuntano negozi e locali alla moda, e se circolano più soldi nascono anche bisogni che prima non c’erano. Come i balconi da ingentilire lungo via Majore, a esempio, e Michele Angelo che sa del ferro come nessun altro, ed è capace di toccare la materia con lo sguardo prima di plasmarla – si spezza la schiena in officina per garantire prosperità alla sua famiglia. Ma “la felicità non piace a nessuno che non ce l’abbia”, e infatti quei Chironi venuti su dal nulla, così fortunati, sono sulla bocca di tutti. È l’inizio della stagione terribile: i gemelli vengono trovati morti, mentre la Prima guerra mondiale raggiunge anche Nuoro, e bussa alla porta di casa Chironi proprio quando Gavino e Luigi Ippolito – taciturno e riflessivo il primo, deciso e appassionato il secondo – sono in età per essere arruolati…
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Stirpe è un romanzo meraviglioso, e lo è per molti motivi.
In primo luogo, per lo stile unico dell’autore che con un lessico prezioso, ma mai pesante, avvince il lettore nelle mille spire di questa saga familiare che attraversa mezzo secolo: dalla fine dell’800 alla fine della seconda Guerra Mondiale.
La magia del testo risiede anche nel mistero che la storia raccontata si porta dentro, custodito gelosamente dal prologo all’epilogo- decisamente sorprendente – che chiude perfettamente la parabola disegnata dalla trama e dai suoi personaggi.
La storia narrata è quella della famiglia Chironi, baciata dalla fortuna economica ma colpita da mille tragedie. Una stirpe che sembra andare inesorabilmente verso l’estinzione, l’oblio,  disattendendo tutte le leggi naturali di autoconservazione della specie.
La Sardegna aspra del nuorese è coprotagonista del romanzo ed è la materia con cui l’autore ha sapientemente cesellato i tratti di questi personaggi forti e al contempo umani. 
Consiglio vivamente di approcciarsi al testo approfittando della magnifica versione audiolibro, disponibile sulla piattaforma Storytel e letta dall’autore stesso, che con il suo simpatico accento sardo contribuisce a ricreare l’atmosfera della sua bellissima terra.
L’AUTORE
Libri di Marcello Fois
Marcello Fois, scrittore, vive a Bologna da molti anni. Laureato in Italianistica, è un autore prolifico, non solo in ambito letterario, ma anche nel campo teatrale, radiofonico e della fiction televisiva.
Esordisce nel 1992 con il romanzo Picta, vincitore del Premio Italo Calvino, e Ferro recente. A questi sono seguiti numerosi altri libri (e altri premi), tra cui Nulla (Il Maestrale, 1997, Premio Dessì), Sempre caro (Il Maestrale – Frassinelli 1998, Premio Scerbanenco-Noir in festival e Premio Zerilli-Marimò, poi ripubblicato da Einaudi nel 2009), Gap (Frassinelli, 1999), Sangue dal cielo (Il Maestrale – Frassinelli, 1999), Dura madre (Einaudi, 2001), Piccole storie nere (Einaudi, 2002), L’altro mondo (Frassinelli-Il Maestrale, 2002), Materiali (Il Maestrale, 2002), Tamburini (Il Maestrale, 2004), Memoria del vuoto (Einaudi, 2007, Premio Super Grinzane Cavour, premio Volponi e premio Alassio), Stirpe (Einaudi, 2009), Nel tempo di mezzo (Einaudi 2012, finalista al Premio Strega e al Premio Campiello), L’importanza dei luoghi comuni (Einaudi 2013), Luce perfetta (Einaudi 2015), Quasi Grazia (Einaudi 2016), Del dirsi addio (Einaudi 2017). Del 2006 è la raccolta di poesie L’ultima volta che sono rinato. Nel 2014 esce per Rizzoli I semi del male, scritto con Carlo Bonini, Sandrone Dazieri, Giancarlo De Cataldo, Bruno Morchio ed Enrico Pandiani.
Come sceneggiatore ha lavorato alle serie televisive Distretto di polizia e Crimini, e ad alcuni film, tra cui ricordiamo Ilaria Alpi (regia di Ferdinando Vicentini Orgnani, 2003), Certi bambini (regia di Andrea e Antonio Frazzi dal romanzo di Diego De Silva, 2003) e L’ultima frontiera (regia di Franco Bernini, 2006).
Con Giulio Angioni e Giorgio Todde è fra i fondatori del festival letterario L’isola delle storie di Gavoi.