http://www.pharmaglamour.org/prodotto/primum-drenante-ananpap20bust/Il Tarassaco (Taraxacum Officinale) è una pianta spontanea, largamente diffusa in tutta Europa, appartenente alla famiglia delle Asteracee.

Conosciuto anche col nome di Dente di Leone, e con una serie di epiteti regionali piuttosto pittoreschi, che alludono poco velatamente alle sua spiccata azione diuretica, i suoi tipici fiori gialli, che poi si trasformano a maturità in pappi (comunemente noti come soffioni), invadono i prati da marzo a novembre.

Oltre al suo uso officinale, il tarassaco viene usato anche a scopi alimentari. Le sue foglie oblunghe, dai margini profondamente frastagliati, sono consumate in insalata o come aggiunta a ripieni e risotti. Il loro gusto è piuttosto amaro.

Fino al primo dopoguerra, le foglie di tarassaco tostate erano utilizzate come succedaneo del Caffè (così come quelle di cicoria).

I boccioli immaturi del fiore, invece, conservati sottaceto,  sono spesso utilizzati per sostituire i capperi.

 

La parte della pianta che viene utilizzata in fitoterapia è la radice fittonanante, particolarmente ricca di fruttani (soprattutto inulina),  flavonoidi,  sali minerali e cumarine. Sono inoltre presenti mucillagini altamente idrofile, olii essenziali, acidi caffeico e clorogenico e tannini.

 

Le attività fitoterapiche del tarassaco riguardano principalemte gli organi emuntori del nostro organismo, ossia quelli deputati allo smaltimento di scorie e tossine, vale a dire:

  • FEGATO
  • INTESTINO
  • RENI

 

 

L’azione principale dell’estratto di tarassaco è quella di favorire la produzione della bile da parte del fegato. Tale azione si manifesta già un’ora dopo l’ingestione e promuove  sia le attività digestive che il transito intestinale. La bile, infatti, contiene sostanze deputate a emulsionare i grassi contenuti nel lume intestinale e, nel contempo, accellera i movimenti peristaltici naturali del tratto digerente, favorendo la regolarità dell’alvo.

Il tarassaco svolge anche una funzione epatoprotettrice e depurativa. Preservare le cellule epatiche dall’ossidazione e depurarle dalle scorie significa migliorare significativamente molte performance dell’organismo: a trovarne particolare beneficio l’aspetto della pelle e il profilo lipidico del sangue.

Il contenuto massivo di inulina e mucillagini produce molti benefici a livello dell’intestino. Innanzitutto, legando grosse quantità di acqua, queste sostanze contrastano efficacemente la stipsi senza procurare gli effetti irritanti dei comuni lassativi. Anzi, si può addirittura dire che il tarassaco svolga un’azione lenitiva sulla pareti del tratto gastro-enterico. L’inulina, infatti, è un prebiotico, ovvero una sostanza che promuove la crescita della flora batterica utile, a scapito dei microrganismi patogeni.

Acido caffeico e acido clorogenico hanno come target il rene: svolgono un’energica azione drenanate, stimolando la diuresi. Il tarassaco, pertanto, è fortemente consigliato per chi desidera controllare la pressione arteriosa, per chi manifesta difficoltà circolatorie che esitano in edemi diffusi, per chi vuole contrastare gli inestetismi della cellulite.

Gli effetti collaterali indotti dal consumo di integratori contenenti estratti dal tarassaco sono praticamente inesistenti. L’uso, però, è fortemente sconsigliato in gravidanza/allattamento e in presenza di calcoli biliari o renali.

 

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